Politica estera

Sin dalla sua fondazione nel secondo dopoguerra, l’Unione europea (UE) ha progressivamente ampliato la propria politica estera. Con una procedura comune in materia di politica estera e di sicurezza, gli Stati membri dell’UE mirano a garantire la salvaguardia di interessi e valori fondamentali nonché della sicurezza, dell’indipendenza e dell’integrità dell’Unione stessa.

Il compito della politica estera e di sicurezza dell’UE è mantenere la pace, rafforzare la sicurezza internazionale, promuovere la cooperazione internazionale nonché sviluppare e consolidare la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti dell’uomo e le libertà fondamentali.

Negli anni 1970 l’UE ha iniziato a prestare aiuto umanitario alle popolazioni bisognose in tutto il mondo. Svolge inoltre un ruolo di primo piano nell’ambito dell’aiuto allo sviluppo e dell’aiuto d’emergenza in seguito a catastrofi naturali, elargendo oltre la metà di tutti gli aiuti allo sviluppo a livello globale. Nel 1993, nel quadro del Trattato di Maastricht, l’UE ha instaurato una politica estera e di sicurezza comune (PESC) finalizzata all’adozione di misure congiunte. Le decisioni importanti possono essere adottate soltanto con voto unanime di tutti gli Stati membri, sia nel Consiglio europeo sia nel Consiglio dell’Unione europea (Consiglio dei Ministri). L’esecuzione della PESC compete attualmente al Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE, istituito con il Trattato di Lisbona del 2009), sotto la direzione dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, e ai servizi diplomatici degli Stati membri dell’UE.

In seguito ai gravi conflitti scoppiati nei Balcani e in Africa negli anni 1990, la PESC si è concentrata in misura sempre maggiore su una politica di difesa comune. Come parte integrante della PESC è stata pertanto istituita la politica europea di sicurezza e di difesa (PESD), che con il Trattato di Lisbona del 2009 è stata sostituita dalla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC). Grazie alla PSDC, oggi è possibile inviare truppe o forze di polizia nelle zone di crisi per svolgere missioni di gestione delle crisi nonché di mantenimento della pace. L’UE svolge attualmente 17 missioni civili e militari di mantenimento della pace, volte a sviluppare capacità nei settori dell’esercito, della polizia, delle dogane o della giustizia, se gli Stati interessati lo desiderano. In tale contesto, spesso l’UE opera in stretta collaborazione con organizzazioni internazionali e Stati terzi. La Svizzera partecipa attualmente all’operazione militare «EUFOR Althea» in Bosnia e Erzegovina e alla missione civile «EULEX» in Kosovo. La collaborazione è occasionale, viene regolata da accordi stipulati ad hoc su base volontaria ed è compatibile con la neutralità della Svizzera. La partecipazione a missioni PSDC di carattere militare è subordinata a un mandato dell’ONU o dell’OSCE.

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