Il Premio Right Livelihood per un mondo più giusto

Articolo, 23.12.2015

Il Premio Right Livelihood (Right Livelihood Award) viene assegnato ogni anno a donne e uomini che si impegnano, spesso rischiando la propria vita, nell’ambito di iniziative finalizzate alla difesa dei diritti umani. La DSC sostiene questo progetto, chiamato anche Premio Nobel Alternativo, che è in linea con il suo impegno. 

Nel 2015 sono stati quattro i vincitori del Premio Right Livelihood
I quattro vincitori del Premio Right Livelihood 2015 © Right Livelihood Stiftung

Kasha Jacqueline Nabagesera, militante ugandese dei diritti umani, lotta contro la discriminazione delle persone lesbiche, omosessuali, bisessuali, transessuali e intersessuali in Africa. Gino Strada, chirurgo italiano, salva innumerevoli vite in decine di Paesi lacerati dalla guerra. Tony De Brum, ministro degli affari esteri delle Isole Marshall, difende gli interessi del suo popolo lottando contro gli esperimenti nucleari e il riscaldamento climatico. Sheila Watt-Cloutier, leader degli Inuit, si batte per i diritti di queste comunità e contro il riscaldamento climatico nell’Artide.  

Sono questi i vincitori del Premio Right Livelihood 2015, che rende onore ad azioni esemplari e ispiratrici in favore dello sviluppo sostenibile, della pace e dei diritti umani. I vincitori sono stati premiati lo scorso 30 novembre a Stoccolma e il 2 dicembre hanno raggiunto Ginevra per una conferenza di congratulazione e una serie di dibattiti presso la Maison de la Paix. 

Dall’estate del 2015 Ginevra ospita gli uffici svizzeri della Fondazione Right Livelihood Award (Right Livelihood Award Foundation, RLAF). 

«Spero che questo premio ne ispiri molti altri»  

La DSC sostiene la Fondazione Right Livelihood Award con una somma di 2,25 milioni di franchi per il periodo 2015-2020. Come la DSC, anche i vincitori del premio si battono per i diritti delle persone più vulnerabili e per uno sviluppo sostenibile, principalmente nei Paesi in via di sviluppo. Metà dei premiati risiede in Paesi in via di sviluppo, anche in Stati fragili, e un quarto di essi è rappresentato da donne. 

«La DSC sfrutta soprattutto la possibilità di uno scambio approfondito con i vincitori su tematiche riguardanti la politica di sviluppo. Questo dialogo avviene sia a livello globale sia sul piano locale nei nostri Paesi partner, dato che la metà dei vincitori proviene proprio da Paesi in via di sviluppo», spiega Manuel Sager, direttore della DSC, presente alla conferenza di Ginevra. 

Il finanziamento è finalizzato in particolare a sostenere la creazione di reti e i partenariati. «Ciò permette alla DSC di comprendere meglio le sfide e i contesti locali nonché di rafforzare ulteriormente le competenze tematiche. Il fatto che la Fondazione si trovi a Ginevra ci consente di promuovere anche uno scambio approfondito con le istituzioni dell’ONU e le organizzazioni della società civile che hanno sede in questa città, con conseguenti vantaggi per i premiati, i vari attori presenti a Ginevra e i rispettivi gruppi target nonché, in ultima analisi, per la cooperazione internazionale della Svizzera». 

Il lavoro intrapreso dai vincitori non si conclude con la cerimonia di consegna dei premi. Al contrario, la creazione di reti permette di decuplicare la formidabile energia sprigionata dalle loro azioni, beneficiando di sostegni più consistenti e di nuove risorse. 

Due vincitori illustrano la loro lotta 

Che cosa spinge queste personalità fuori dal comune a mettere a rischio la propria vita per salvarne migliaia di altre? In occasione della cerimonia di Ginevra abbiamo incontrato due vincitori nei nuovi uffici della Fondazione nella Maison de la Paix. Interviste. 

Kasha Jacqueline Nabagesera
Kasha Jacqueline Nabagesera © RLAF

Kasha Jacqueline Nabagesera (Uganda)
Vincitrice del Right Livelihood Award 2015

«Credo che grazie alle sentenze delle corti, al patrocinio e alla sensibilizzazione della nostra gente sul pieno significato dei diritti umani fondamentali riusciremo a imporci. E penso che non sia lontano neanche il giorno in cui la discriminazione delle persone in base a chi amano sarà soltanto un ricordo del passato.»

Gino Strada
Gino Strada © Emergency

Gino Strada, Emergency (Italia)
Vincitore del Right Livelihood Award 2015 

«La guerra, come le malattie mortali, deve essere prevenuta e curata. La violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia, uccide il paziente.»

 

 

 

Video
Discorso di Manuel Sager, direttore della DSC, durante la conferenza dei premiati tenutasi il 2 dicembre 2015 a Ginevra. (en) 

Il Premio Right Livelihood

Il Premio Right Livelihood è stato istituito nel 1980 con l’obiettivo di rendere omaggio e sostenere le persone che, con azioni esemplari, si adoperano per far fronte alle sfide più urgenti del pianeta. I vincitori si occupano delle tematiche più svariate, come la giustizia sociale, i diritti umani, la pace e il disarmo, i diritti delle minoranze, la lotta contro la povertà, l’accesso alla salute, la tutela dell’ambiente ecc. Tutti si impegnano a favore di un mondo più sostenibile e più giusto. La Fondazione Right Livelihood Award riceve ogni anno centinaia di candidature provenienti dai cinque continenti. Chiunque può presentare un dossier, che sarà trattato in modo riservato. Il personale della Fondazione svolge indagini approfondite e sceglie i vincitori. Il premio è assegnato ogni anno nel mese di dicembre dinanzi al Parlamento svedese. In 35 anni sono state premiate 166 persone provenienti da 67 Paesi. Lo svizzero Hans Rudolf Herren ha ricevuto il premio nel 2013.