Obiettivi OSCE e Svizzera: approfittare delle interazioni

Articolo, 09.01.2014

Nel 2014, la Svizzera assumerà la presidenza dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e ciò le permetterà di rafforzare il suo impegno per la stabilità in Europa e nelle regioni limitrofe. Anche la DSC si impegna nei Paesi dell'Europa dell'Est. L'ambasciatore Kurt Kunz, capo del settore di Direzione Cooperazione con l'Europa dell'Est spiega come sfruttare la somiglianza degli obiettivi della Svizzera e dell'OSCE.

L'ambasciatore Kurt Kunz è capo del settore Direzione Cooperazione con l'Europa dell'Est presso la DSC dalla metà del 2010.

Nel 2014 la Svizzera presiederà l'OSCE. La DSC sostiene la presidenza svizzera dell'OSCE, perché?
La Cooperazione svizzera con l'Europa dell'Est sostiene i processi di riforma politici ed economici negli ex Paesi comunisti dell'Europa orientale, compresa la Comunità degli Stati indipendenti (CSI). Mira a rafforzare i diritti dell'uomo e la democrazia nonché a promuovere lo sviluppo economico e sociale. Proprio nell'ambito della dimensione umana, che per la Svizzera già da tempo assume un ruolo centrale, gli obiettivi della Svizzera e dell'OSCE coincidono in larga misura. La presidenza svizzera dell'OSCE offre l'opportunità di rafforzare le sinergie esistenti e tutte le nuove strategie regionali o nazionali della cooperazione con l'Europa dell'Est ne tengono conto. Concretamente, come si presenta questo impegno?
Sono state introdotte numerose misure volte a sostenere la presidenza dell'OSCE, tra cui un credito che consente alle nostre ambasciate nell'Europa dell'Est di intervenire sul posto nell'ambito di iniziative dell'OSCE o delle sue istituzioni e dei suoi partner e finanziare progetti locali e regionali che sostengono gli sforzi della Svizzera durante la presidenza dell'OSCE. La taskforce svizzera dell'OSCE appurerà se i progetti sono in accordo con le priorità svizzere in seno all'OSCE, mentre le ambasciate saranno responsabili del rispettivo accompagnamento e controllo. Il tetto massimo di ogni progetto è di 100 000 franchi. Per il fondo sono previsti un milione di franchi per il 2013, due milioni di franchi per il 2014 e un milione di franchi per il 2015.

Posso citare un esempio: per l'Azerbaigian, l'Armenia e la Georgia nel Caucaso meridionale esiste un progetto il cui obiettivo è di meglio prevenire il pericolo d'incendio dei boschi. Deve da un lato permettere di ridurre il rischio d'incendi, dall'altro promuovere la disponibilità a cooperare in questa regione altamente conflittuale.

Un partner strategico della taskforce svizzera dell'OSCE è il «Geneva Centre for the Democratic Control of Armed Forces, DCAF», che coinvolgeremo maggiormente durante la partecipazione svizzera alla troika OSCE (2012-2015) per sostenere gli obiettivi della Svizzera e dell'OSCE. Il centro si impegna per questioni riguardanti la governance della sicurezza, la Cooperazione con l'Europa dell'Est per la promozione del buongoverno: Si tratta quindi di mettere a frutto gli elementi in comune.

Il DCAF ha numerosi progetti in corso, tra cui uno con l'obiettivo di rafforzare nei Balcani occidentali la funzione di sorveglianza e di controllo dei Parlamenti in ambiti riguardanti la sicurezza, la difesa e le attività informative.

Vista la grande responsabilità della Svizzera in seno all'OSCE ci siamo detti anche disposti a continuare a sostenere il progetto OSCE «Community Security Initiative» nel Kirghizistan. Questo progetto viene attuato nel Sud del Paese, che nel 2010 è stato teatro di ingenti disordini di origine etnica. Nelle province del Sud con una considerevole quota di popolazione di origine uzbeka la polizia è specificamente formata per promuovere, con l'impiego di pattuglie, l'intesa e la fiducia reciproche tra la popolazione, indipendentemente dalle etnie, e di prevenire lo scoppio di nuovi disordini. Dal 2013 al 2015 il progetto è cofinanziato con un importo pari a 1,5 milioni di franchi.

Un altro progetto, al quale la DSC collabora da anni, si chiama «Capacity Development in International Relations» ed è rivolto ai giovani impiegati statali e diplomatici provenienti da Armenia, Azerbaigian e Georgia, affinché possano seguire corsi di formazione e partecipare a uno scambio regionale su tematiche come i diritti dell'uomo, il Diritto Commerciale internazionale e la conduzione di negoziati . In vista della presidenza dell'OSCE, il progetto, la cui funzione è di consolidare la fiducia, è stato ampliato con un ulteriore modulo OSCE, messo in atto dal «Graduate Institute of International and Development Studies» di Ginevra in stretta collaborazione con le reti di Alumni nei tre Paesi partner.

Anche la DSC si impegna con l'aiuto umanitario. Come mai?
Il Paese che esercita la presidenza assume una responsabilità particolare in tutte e tre le dimensioni dell’OSCE. Per quanto riguarda la dimensione economica e ambientale la Svizzera è riuscita a inserire nell'agenda dell'OSCE per il prossimo anno il tema della «gestione sicura delle catastrofi naturali», particolarmente importante perché anche nello spazio OSCE sussiste una notevole necessità d'intervento in questo ambito in cui la Svizzera vanta un'esperienza pluriennale. Il forum economico e ambientale di alto livello che si terrà a Praga sarà dedicato a questo tema e riunirà i Paesi donatori più importanti che nell'ambito delle trattative sul quadro che sostituirà lo «Hyogo Framework for Action 2005-2015» assumeranno un ruolo decisivo. Lo «Hyogo Framework for Action 2005-2015» è il piano decennale dell'ONU per rafforzare la prevenzione contro le catastrofi.

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