La Svizzera è estremamente preoccupata per le violenze perpetrate contro la popolazione civile in Iraq, in particolare le minoranze e le donne

Berna, Comunicato stampa, 22.07.2014

La Svizzera è estremamente preoccupata per le gravi violazioni del diritto internazionale commesse dai membri del gruppo dello «Stato islamico» in Iraq e in Siria. Questi atti potrebbero configurarsi anche come crimini contro l’umanità e crimini di guerra. La comunità internazionale non può restare indifferente di fronte a fatti e testimonianze allarmanti.

Il DFAE condanna fermamente le gravi e sistematiche discriminazioni cui sono sottoposte le minoranze religiose da parte dei miliziani dello «Stato islamico» e dei gruppi armati che vi si richiamano, sia in Iraq che in Siria. La deportazione forzata dei cristiani di Mosul è inaccettabile, al pari delle violenze commesse contro altre comunità minoritarie, come turcomanni, yazidi e shabak. La Svizzera ricorda che gli attacchi generalizzati o sistematici contro la popolazione civile possono essere considerati crimini contro l’umanità. Nel caso in questione, queste violenze si fondano inoltre su forme di discriminazione a carattere religioso o etnico.

Il DFAE condanna i trattamenti crudeli, inumani e degradanti che subiscono in particolare le donne. La Svizzera ricorda che lapidazioni e crocefissioni costituiscono gravi violazioni dei diritti umani. Tutte le parti in conflitto, compresi i miliziani dello «Stato islamico» e dei gruppi a esso associati devono rispettare il diritto internazionale umanitario e proteggere i civili.

È necessario e urgente prendere misure atte a perseguire i presunti autori dei crimini più gravi, come crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

Il DFAE apprezza gli sforzi fatti dalle autorità irachene, comprese quelle della provincia curda, per accogliere i profughi interni, e incoraggia gli attori politici a raddoppiare il loro impegno per ristabilire lo Stato di diritto e garantire il rispetto dei diritti umani nel Paese in modo da assicurare a tutti i cittadini il loro posto, senza discriminazioni.

Nulla, neppure le violenze passate commesse dalle stesse autorità irachene, può giustificare  la grave deriva attuale.

La Svizzera ribadisce la necessità di rispettare le frontiere internazionali e l’integrità territoriale dell’Iraq e della Siria. Questi due Paesi devono tornare a essere società pluraliste e  permettere a tutte le loro componenti di vivere insieme in maniera sicura e nel rispetto reciproco. Il DFAE sottolinea infine l’importanza di proteggere anche il notevole patrimonio storico, culturale e religioso di questi due Paesi dagli atti vandalici e dai traffici illeciti.


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