Swiss Bluetec Bridge: le start-up svizzere al servizio dei più sfavoriti


Le sfide del settore idrico aprono un largo ventaglio di opportunità per le innovazioni tecnologiche di punta. L’iniziativa Swiss Bluetec Bridge della DSC ha come obiettivo di sostenere queste innovazioni per facilitare l'accesso all'acqua alle fasce più indigenti. Il primo start-up a beneficiare di un prestito è la ditta Swiss Fresh Water che ha sviluppato un sistema di desalinizzazione a basso costo dell'acqua salata o salmastra.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Mondo
Acqua
Acqua potabile e strutture igieniche elementari (WASH - Water for people)
01.04.2011 - 31.12.2020
CHF 2'050'000

In termini di sostegno pubblico per l'innovazione tecnologica in campo idrico esistono già importanti risorse per sovvenzionare la ricerca fondamentale, la ricerca applicata e la creazione di prototipi. Stanno inoltre emergendo nuovi sussidi privati destinati a investimenti ad alto potenziale sociale, ambientale e naturalmente finanziario. Malgrado questo clima favorevole non è sempre facile per progetti innovatori di godere della necessaria credibilità per convincere gli investitori privati. Questa constatazione vale ancora di più per le tecnologie che puntano a migliorare le condizioni di vita delle fasce più indigenti. 

L’obiettivo dell’iniziativa Swiss Bluetec Bridge è di accordare prestiti senza interessi a start-up o PMI per consentire loro di acquisire l'esperienza e le competenze innovatrici necessarie a ottenere il sostegno dei privati. Sui 60 progetti aspettati dal comitato di selezione durante i due anni e mezzo che durerà il progetto, 6 al totale saranno trattenuti.

1° progetto vincitore: sistema di desalinizzazione dell'acqua in Senegal

La prima vincitrice 2013 del Swiss Bluetec Bridge è la ditta Swiss Fresh Water SA (SFW) che ha messo a punto un sistema a basso costo di desalinizzazione dell'acqua salata o salmastra utilizzando l'energia solare. Questa tecnica consente la produzione su piccola scala, vale a dire 4000 litri al giorno di acqua potabile ed è stata concepita con criteri che garantiscono facilità d'uso e di manutenzione e un debole consumo di energia. 

SFW si propone di realizzare un progetto pilota in Senegal nel delta del Sine Saloum dove vivono 225 000 persone. Al di fuori della stagione delle piogge, vale a dire circa 8-9 mesi all'anno, la popolazione beve principalmente acqua salmastra, il che pone seri problemi a livello sanitario. Quando dispone di risorse finanziarie sufficienti la popolazione acquista anche acqua potabile trasportata con piroghe, auto e camion. 

Consentendo a numerosi villaggi di approvvigionarsi di acqua potabile di qualità, SFW ha come obiettivo di contribuire a migliorare la salute degli abitanti dei villaggi (meno diarree fluorosi, ipertensione). La ditta si prefigge anche di diminuire la perdita di tempo e di denaro e il consumo di energia (trasporti) legati all'approvvigionamento idrico. La realizzazione del progetto contribuirà inoltre a creare nuovi posti di lavoro nella regione.

Esportare le competenze svizzere nelle regioni che ne hanno bisogno

I responsabili della start-up SFW hanno maturato una grande esperienza nella gestione di progetti e nel trattamento delle acque. Inoltre, le loro conoscenze del mercato locale, ottenute in occasione di un primo progetto pilota nel 2011-12 in Senegal, e il loro criterio di manutenzione proattivo e di prossimità hanno deposto a favore del loro progetto. Nel 2013, questa ditta dà lavoro a sette persone a tempo pieno, di cui due in Senegal. 

SFW riceverà un prestito senza interessi di 250 000 CHF e sarà assistita allo scopo di verificare la fattibilità economica della sua tecnologia. La ditta conta sul successo di questo progetto pilota per poter esportare le sue idee in altre regioni del mondo in cui si presentano le medesime esigenze. 

La Svizzera possiede competenze di punta nell'innovazione tecnologica in campo idrico. In occasione del concorso organizzato da Swiss Bluetec Bridge, numerose start-up e PMI hanno risposto con slancio alla sfida dell'acqua manifestando una chiara volontà di mettersi al servizio delle fasce più basse della piramide sociale e di rispettare l'ambiente.
Se il mercato dei grandi impianti di purificazione è già ampiamente occupato dalle multinazionali, quello delle installazioni a basso costo energetico offre ancora un grande potenziale di sviluppo.