Ginevra – Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter apre il Forum arabo sul recupero dei beni (AFAR III)

Berna, Comunicato stampa, 01.11.2014

Oggi, sabato 1° novembre 2014, il Presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha aperto la terza edizione del Forum arabo sul recupero dei beni (AFAR III) a Ginevra. Oltre 250 persone (ministri della giustizia, procuratori generali, esperti giuridici, avvocati, membri della società civile) si sono riunite nella città di Calvino per discutere, in questi tre giorni, degli strumenti atti a sostenere i Paesi arabi in transizione nel loro processo di recupero dei valori patrimoniali acquisiti illegalmente.

Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter apre il Forum arabo. Zouhri – Etat de Genève

Su richiesta del G7, la Svizzera ospita dal 1° al 3 novembre 2014 a Ginevra la terza edizione dell'Arab Forum on Asset Recovery (AFAR III). Istituito nel 2012 su iniziativa della presidenza americana del G8, l'obiettivo globale del Forum è di accompagnare i Paesi arabi in transizione nelle loro procedure di recupero dei beni di provenienza illecita.

La Svizzera, Paese ospite dell'AFAR III, presiede l'evento insieme a Tunisia ed Egitto. Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha aperto questo sabato il segmento ministeriale del Forum organizzato presso il Centro Internazionale di Conferenze a Ginevra (CICG). Nel suo discorso Didier Burkhalter ha sottolineato che il tema della restituzione degli averi dei potentati non aveva mai occupato un posto così importante sulla scena internazionale prima dell'inizio della transizione araba. Lo stesso coordinamento tra gli Stati interessati non era mai stato tanto stretto e precoce, ha spiegato.

Nel suo intervento il presidente della Confederazione ha ricordato, facendo riferimento al caso Marcos, che la Svizzera si impegna da oltre 20 anni in materia di averi dei potentati e ha messo in evidenza l'apparato legislativo che ha sviluppato in quest'ambito nel corso degli anni. In particolare, Didier Burkhalter ha menzionato il disegno di legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita, il cui testo dovrebbe essere discusso in Parlamento nel 2015.

Il presidente ha parlato di fronte ai ministri della giustizia tunisino ed egiziano e ai ministri e procuratori generali giunti per l'occasione dalla Gran Bretagna, dal Qatar e da molti altri Paesi. Al Forum partecipano complessivamente circa 250 esperti di 40 Paesi e sei organizzazioni internazionali con l'obiettivo di identificare congiuntamente i fattori alla base dei progressi realizzati nelle procedure di recupero degli averi illeciti, al fine di accelerare tali processi in tutti i Paesi interessati.

Dopo l'apertura ufficiale di questo sabato, in presenza dei ministri, la giornata di domenica sarà dedicata a riunioni di lavoro e a incontri bilaterali tra esperti di diversi Paesi, durante i quali saranno affrontati casi concreti. La chiusura del Forum, lunedì, si svolgerà in presenza del procuratore generale della Confederazione Michael Lauber.

In virtù della sua pluriennale esperienza nella gestione degli averi dei potentati, la Svizzera è stata coinvolta fin dall'inizio nei lavori dell'AFAR, le cui due edizioni precedenti si sono tenute in Qatar e in Marocco. Da oltre 20 anni, la Svizzera si impegna contro la presenza sul suo territorio di valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte (PEP). La sua risolutezza ha consentito la restituzione di complessivi 1,8 miliardi di dollari, molto più di qualsiasi altra piazza finanziaria.

In base all'esperienza, le procedure di rimborso dei valori patrimoniali di provenienza illecita sono lunghe e complesse. Ciononostante, la Svizzera può vantare già considerevoli successi nel contesto della transizione araba. Grazie all'intensa collaborazione tra le autorità coinvolte, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha disposto,  nell’aprile 2014, la restituzione anticipata alla Tunisia di circa 40 milioni di dollari. La decisione è pendente dinnanzi al Tribunale penale federale. (TPF). Questo stesso tribunale, in seguito ad accuse di corruzione legate al contesto libico, ha disposto, a inizio ottobre 2014, la confisca di 40 milioni di franchi e ha condannato un cittadino con doppia cittadinanza tunisina e canadese a una pena detentiva.

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Informazioni supplementari:

DFAE - Dossier AFAR - Averi di provenienza illecita di persone politicamente esposte (PPE)
Banca Mondiale - Arab Forum on Asset Recovery (AFAR) (en)
Banca Mondiale - The Stolen Asset Recovery Initiative (StAR) (en)
Partenariato di Deauville (en)
Discorso del presidente della Confederazione svizzera Didier Burkhalter (en)


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