La corruzione, di cui le nuove tecnologie generano forme sempre più sofisticate, può mettere in pericolo la stabilità politica di interi Paesi e regioni. Le personalità invitate dal primo ministro britannico David Cameron al Vertice anticorruzione che si terrà giovedì a Londra si scambieranno esperienze e discuteranno misure per lottare contro la corruzione e promuovere ulteriormente la consapevolezza sui rischi di questa piaga a livello internazionale. Il summit dovrebbe culminare in una dichiarazione che fisserà le priorità dell’agenda internazionale anticorruzione.
Per la Svizzera la lotta contro le cause della corruzione o le condizioni che la favoriscono è un obiettivo prioritario. Per questa ragione, nell’ambito della cooperazione internazionale sostiene progetti grazie ai quali, in numerosi Paesi, viene promossa la decentralizzazione dei poteri, rafforzata la partecipazione della popolazione alle decisioni politiche e migliorata l’offerta formativa.
Questi cambiamenti strutturali possono essere strumenti efficaci nella lotta contro la corruzione.
In aggiunta a queste misure, con la nuova legge sui valori patrimoniali di provenienza illecita la Svizzera si è recentemente dotata di uno strumento che ha suscitato interesse a livello internazionale. Grazie a questa legge è possibile bloccare, confiscare e restituire i valori patrimoniali che persone politicamente esposte all’estero hanno accumulato attraverso corruzione o altri atti illeciti e trasferito in piazze finanziarie esterne al Paese d’origine.
Anche nel quadro dell’ONU la Svizzera s’impegna attivamente contro la corruzione, segnatamente svolgendo un ruolo primario nell’ambito della Convenzione dell’ONU contro la corruzione (United Nations Convention against Corruption, UNCAC). Quest’anno è stata inoltre invitata all’incontro del gruppo di lavoro anticorruzione del G20 (G20 Anti-Corruption Working Group, ACWG).
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