Berna, un luogo chiave per la diplomazia discreta tra la Svizzera e l’Algeria
Gli Accordi di Évian, firmati il 18 marzo 1962 tra la Francia e il Governo provvisorio della Repubblica algerina (GPRA), posero fine alla guerra d’Algeria e aprirono la strada all’indipendenza del Paese. Il coinvolgimento discreto, ma significativo, della Svizzera nella genesi di questi accordi è meno noto. In particolare, il ruolo centrale svolto dalla capitale, Berna, molto prima dell’inizio dei negoziati. La storia in immagini.

Berna, una piattaforma per i primi contatti in un contesto insolito
Nei mesi di giugno e luglio del 1954, la Coppa del mondo di calcio attira in Svizzera visitatrici e visitatori da tutto il globo. In mezzo a questo grande fermento internazionale, alcuni attivisti algerini decidono di riunirsi discretamente a Berna: si stanno preparando per la rivoluzione.
Da parte loro, dall’autunno del 1954 le autorità svizzere cominciano a raccogliere maggiori informazioni sulle reti nazionaliste algerine, confermando il ruolo strategico di Berna come crocevia delle loro attività.
Una mediazione strutturata: il ruolo della Svizzera e dei suoi attori
All’inizio degli anni Sessanta, la Svizzera mette i suoi buoni uffici a disposizione delle parti in conflitto. Ottenuta l’approvazione del consigliere federale Max Petitpierre, il diplomatico Olivier Long prende contatto con i rappresentanti del Governo provvisorio della Repubblica algerina (GPRA) e in seguito organizza i primi incontri in Svizzera, a Lucerna e a Neuchâtel, su base strettamente confidenziale.
La storia discreta di Olivier Long e degli accordi di Évian del 18 marzo 1962

La Svizzera, un luogo discreto di preparazione e supporto logistico
La Svizzera non solo offre un contesto neutrale, ma agevola anche i contatti individuali e fornisce un supporto logistico concreto. Nel maggio del 1961 la delegazione algerina soggiorna nella villa del Bois d’Avault dell’emiro del Qatar, vicino a Ginevra, dove si prepara ai primi negoziati. Dati i rischi di spionaggio e di attentati, il luogo è protetto dall’Esercito svizzero. Per facilitare i negoziati che si svolgono sull’altra sponda del lago Lemano, a Évian, la Svizzera mette a disposizione anche elicotteri e un’imbarcazione, garantendo spostamenti rapidi e sicuri.
Dopo la sospensione della prima fase negoziale, nel giugno del 1961, la delegazione del GPRA lascia il Bois d’Avault, ma il nostro Paese continua a garantire la comunicazione tra le parti: grazie ai suoi buoni uffici, i contatti non si interrompono.

Berna e l’Algeria oggi: continuità di un impegno discreto ma strategico
Le relazioni bilaterali tra la Svizzera e l’Algeria, costruite sulla base storica del ruolo svolto dalla Svizzera per gli Accordi di Évian, da allora si sono notevolmente sviluppate. Soprattutto negli ultimi anni si è assistito
- a un’intensificazione dei contatti politici ad alto livello;
- allo sviluppo di nuovi formati di cooperazione bilaterale;
- alla valorizzazione congiunta del patrimonio storico.
Berna, sede del Governo svizzero, rimane un luogo centrale per la diplomazia del nostro Paese, simbolo di fiducia e continuità.
Un’eredità viva nella diplomazia contemporanea
Durante la visita del ministro degli esteri algerino a Berna, il 2 aprile 2026, è stato ricordato il contributo della Svizzera ai negoziati di Évian, sottolineando il ruolo di Berna non solo come luogo di contatti discreti fin dal 1954, ma anche come sede di un Governo impegnato ad accompagnare le varie fasi negoziali negli anni 1960–1962.
In occasione del 60° anniversario degli Accordi di Évian, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha commissionato allo storico svizzero Marc Perrenoud e alla disegnatrice algerina Bouchra Mokhtari un fumetto sul ruolo svolto dalla Svizzera: Souvenirs de Suisse-Algérie
Comunicazione DFAE
3003 Berna
