Concours 2026: «È un po’ come se la nostra casa venisse con noi»
Il 22 maggio 2026 si aprono le candidature per il concorso di ammissione al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). In una serie di tre puntate vengono presentate le carriere trasferibili in modo da farle conoscere più da vicino. Nella seconda puntata, due collaboratrici del Dipartimento raccontano le loro esperienze e aiutano a farsi un’idea di cosa significhi cambiare posto di lavoro e di residenza ogni tre-quattro anni.

I collaboratori e le collaboratrici delle carriere consolare, diplomatica e cooperazione internazionale del DFAE lavorano in tutto il mondo, per esempio in Francia, Messico o India, ma anche in contesti complessi come il Libano e l’Egitto. Per quanto i luoghi d’impiego possano essere diversi, l’obiettivo perseguito è sempre lo stesso: promuovere e tutelare gli interessi di politica estera del nostro Paese. Ogni tre-quattro anni il personale trasferibile viene cambiato di sede, in Svizzera o all’estero, anche in Stati con una situazione difficile o persino molto difficile. Questi cambiamenti periodici rappresentano una sfida sia per i collaboratori e le collaboratori trasferibili sia per le loro persone di accompagnamento, ma offrono al contempo la possibilità di acquisire preziose esperienze professionali e personali. Abbiamo chiesto a Lyne Calder e ad Andhina Irminger di raccontarci alcuni episodi del loro vissuto in relazione all’obbligo di trasferimento.
Lyne Calder

Come descriverebbe il Suo lavoro a qualcuno che non lo conosce?
Lavoro per la cooperazione internazionale della Svizzera. Nello specifico, in Libano mi occupo di selezionare e monitorare i programmi umanitari e di sviluppo finanziati dal nostro Paese. Insieme ai miei colleghi dell’ufficio di cooperazione ci premuriamo che i programmi siano efficienti ed efficaci, e che rispondano ai bisogni delle persone più povere e svantaggiate. A tal fine, visito i partner in loco e incontro le autorità locali, le Nazioni Unite, le ambasciate di altri Paesi e i beneficiari diretti delle attività finanziate. Tutto questo, vivendo in un contesto intenso e appassionante!
Al momento la Sua sede di lavoro è Beirut. Si tratta di una destinazione per cui si era candidata? Se sì, perché?
Sì, Beirut era una delle mie prime scelte e sono stata molto felice di aver ottenuto questo posto. Volevo conoscere da vicino un contesto complesso e avere la possibilità di gestire un team, ma anche scoprire questa città così ricca di cultura. E nonostante dal mio arrivo siano scoppiati due conflitti, non rimpiango questa scelta.
È difficile «prepararsi» a un contesto così mutevole, ma è di grande aiuto rimanere aperti e prendere le cose come vengono.
Come si è preparata all’ultimo trasferimento?
Prima di occupare questo posto a Beirut, lavoravo a Berna presso la Sezione Medio Oriente della DSC, dove ho cercato di imparare quante più cose possibili sugli interessi e le attività della Svizzera nella regione. Sapevo già che nell’estate del 2024 la situazione in Libano era tesa, ma non mi aspettavo che sarebbe scoppiato un conflitto di tale intensità nella capitale al momento del mio arrivo in settembre. È difficile «prepararsi» a un contesto così mutevole, ma è di grande aiuto rimanere aperti e prendere le cose come vengono. Cerco di non fare troppe previsioni e di lasciarmi sorprendere.
Quale approccio personale La aiuta a mantenere un atteggiamento costruttivo anche in situazioni complesse?
In linea generale, mi aiuta molto pensare che nella maggior parte dei casi tutti cercano di fare del proprio meglio. Una situazione di conflitto mette tutte le persone coinvolte sotto pressione ed è normale che ognuno reagisca in modo un po’ diverso. Un consiglio semplicissimo ma fondamentale in caso di crisi: fare delle pause – vedere amici, mangiare bene, ridere nonostante tutto. Così si riesce a prendere le distanze dalla situazione, per poi procedere meglio in seguito.
Andhina Irminger

Che cosa L’ha portata a intraprendere una carriera nel servizio consolare?
La carriera consolare (livello manageriale) mi ha attratta per il suo ampio ventaglio di compiti, che spaziano dalla gestione operativa (risorse umane, finanze, logistica) alle attività consolari. Questa varietà di mansioni e responsabilità all’interno di contesti mutevoli è stata decisiva. Nel mio posto di lavoro attuale, apprezzo particolarmente la possibilità di fornire un sostegno concreto alla comunità svizzera all’estero.
Come giudica lo sviluppo scolastico e sociale di Sua figlia in un contesto internazionale?
Uno dei vantaggi della carriera trasferibile è poter accedere a scuole internazionali eccellenti, specialmente nei Paesi in cui l’offerta formativa pubblica è limitata. In Egitto mia figlia beneficia di un’istruzione di grande qualità, con un curriculum di studi riconosciuto che le garantisce una buona continuità. Inoltre, grazie a questa scuola disponiamo di un’ottima rete di contatti che costituisce un punto di riferimento sociale importante per tutta la famiglia.
Esistono strutture o misure che agevolano in maniera significativa l’ambientamento delle famiglie in una nuova sede?
Prima della partenza, il DFAE offre seminari rivolti alle persone di accompagnamento affinché si familiarizzino con il principio dell’obbligo di trasferimento, un’opportunità che si è rivelata importante per mio marito. Quando si arriva in un nuova sede, i colleghi e le colleghe sul posto costituiscono la prima fonte di supporto e di aiuto all’integrazione. Un passo dopo l’altro, si viene a formare una rete di contatti e, nel nostro caso, questa comunità internazionale rappresenta il sostegno principale all’ambientamento nella nuova vita. È in ogni caso importante affrontare il cambiamento con mentalità aperta e motivazione.
Cosa aiuta la Sua famiglia a ricrearsi un pezzo di «casa» anche all’estero?
Cerchiamo di stabilire in breve tempo piccole abitudini e di scoprire il nostro nuovo contesto con curiosità. Ricevere i nostri effetti personali è di grande aiuto, è un po’ come se la nostra casa venisse con noi. Ma in fin dei conti, a fare la differenza è soprattutto l’essere insieme e restare vicini alle nostre famiglie e ai nostri amici.
Candidatura per le carriere trasferibili
Per la carriera consolare (livello manageriale) e la carriera Diplomazia le candidature potranno essere presentate dal 22 maggio al 16 giugno 2026. Per la carriera Diplomazia (profilo II), invece, ci si potrà candidare dal 18 maggio al 1° giugno 2026.
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