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ComunicazioniPubblicato il 20 maggio 2026

Conferenza dell’OSCE a Ginevra: Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano

La conferenza dell’OSCE del 7 e 8 maggio 2026, intitolata «Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano», si concentrerà sul dialogo, la fiducia e approcci condivisi per garantire maggiore pace e sicurezza in un mondo sempre più complesso. In tal modo, la Svizzera si ricollega anche al proprio impegno nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Vista del sensore ALICE (A Large Ion Collider Experiment), allestito al CERN.

Il 7 e l’8 maggio 2026, nell’ambito della sua presidenza dell’OSCE, la Svizzera organizza a Ginevra una conferenza internazionale sull’anticipazione delle nuove tecnologie e sulla loro importanza per la sicurezza e la pace in Europa. Rappresentanti di alto livello degli Stati partecipanti dell’OCSE e di partner dell’Organizzazione, del mondo accademico, del settore privato e delle organizzazioni internazionali discuteranno di come sfruttare le opportunità, ridurre al minimo i rischi e migliorare la fiducia e la sicurezza intensificando il dialogo in un mondo in rapida trasformazione.

Un cambiamento fondamentale fa da cornice al tema: gli sviluppi tecnologici – dall’intelligenza artificiale alle neurotecnologie passando per le tecnologie quantistiche – stanno rivoluzionando non solo le condizioni quadro economiche e sociali, ma sempre più anche le basi della sicurezza internazionale. Questa dinamica offre nuove possibilità per rafforzare la resilienza e gestire le crisi, ma allo stesso tempo cela rischi considerevoli, per esempio a causa dei cambiamenti geopolitici, delle crescenti disuguaglianze e dell’uso mirato delle tecnologie per destabilizzare il mondo.

Su questo sfondo, la Svizzera persegue un approccio lungimirante. «Anticipare» diventa un principio guida della politica di sicurezza: gli attori internazionali sono chiamati a comprendere tempestivamente gli sviluppi tecnologici, ad analizzarne gli effetti e a plasmarli insieme, invece di reagire successivamente alle crisi. L’obiettivo è fare – con un approccio lungimirante – del cambiamento tecnologico un motore di sicurezza, evitando che sia fonte di nuove instabilità.

A ciò è strettamente collegato un approccio centrato sull’essere umano, che integra tecnologia, diplomazia e governance e poggia sulla fiducia e sul dialogo. Proprio perché le nuove tecnologie cambiano anche il modo in cui gli Stati e gli attori non statali interagiscono, negoziano e scambiano informazioni, decidere come i modelli di sicurezza possano essere adattati a questa nuova realtà sta diventando sempre più fondamentale.

Continuità con la linea seguita dalla Svizzera nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

La conferenza dell’OSCE a Ginevra si riallaccia all’impegno della Svizzera nel Consiglio di sicurezza dell’ONU. Già a maggio del 2023 il consigliere federale Ignazio Cassis aveva presieduto un dibattito pubblico sull’importanza di costruire la fiducia per giungere a una pace duratura, al quale avevano partecipato oltre 70 Stati membri dell’ONU e attori chiave della Ginevra internazionale. Al centro vi era la consapevolezza che la fiducia tra gli Stati dipende sempre più dalla capacità di comprendere e inquadrare insieme gli sviluppi scientifici e tecnologici.

Nell’ottobre del 2024 è stato raggiunto un altro importante traguardo: sotto la presidenza svizzera, il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha riconosciuto per la prima volta in modo ufficiale che gli sviluppi scientifici hanno un impatto diretto sulla pace e sulla sicurezza internazionale. Contestualmente, il Consiglio si è detto pronto a integrare in modo più sistematico le conoscenze scientifiche nel proprio lavoro. Si è così compiuto un passo significativo verso una politica di sicurezza maggiormente fondata sulla scienza.

La Svizzera sta portando avanti questo approccio anche nel quadro della sua presidenza dell’OSCE. Ha definito l’anticipazione dei nuovi sviluppi tecnologici una priorità strategica, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e la fiducia quale base di una sicurezza cooperativa all’interno dell’OSCE.

La tecnologia come motore – e sfida – della sicurezza

La conferenza metterà in evidenza i settori chiave in cui gli sviluppi tecnologici stanno già plasmando l’architettura della sicurezza.

Anticipazione delle tecnologie: l’esempio del computer quantistico

I computer quantistici e altre innovazioni dirompenti hanno il potenziale di modificare radicalmente gli attuali equilibri di potere. Allo stesso tempo, iniziative come l’Open Quantum Institute (OQI) e la stretta collaborazione con istituzioni come l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) e il Geneva Science and Diplomacy Anticipator (GESDA) mostrano come la cooperazione scientifica possa contribuire a integrare già in una fase iniziale queste tecnologie nei processi multilaterali. Tali approcci consentono di individuare e ridurre i rischi, garantendo al contempo che i progressi tecnologici rimangano largamente accessibili.

La sicurezza idrica ed energetica come sfida comune per la sicurezza

L’acqua e l’energia stanno diventando fattori sempre più centrali per la stabilità internazionale, e quindi questioni fondamentali per la politica di sicurezza, in un mondo in cui queste risorse scarseggiano sempre più, a fronte di una domanda in crescita, e in cui si moltiplicano i conflitti per il loro utilizzo. Allo stesso tempo, esempi concreti provenienti dall’area dell’OSCE – per esempio dall’Asia centrale – dimostrano che la cooperazione transfrontaliera lungo i sistemi fluviali può aiutare a costruire la fiducia. Le tecnologie digitali, dal monitoraggio satellitare alle piattaforme di dati condivise in ottica intersettoriale e interregionale, consentono una gestione più trasparente delle risorse comuni. L’acqua diventa così non solo un potenziale fattore di conflitto, ma anche fonte di pace e cooperazione.

L’intelligenza artificiale nella prevenzione dei conflitti

L’intelligenza artificiale (IA) apre nuove possibilità per individuare i conflitti in una fase precoce e agire in modo preventivo. L’analisi di grandi quantità di dati consente di individuare più rapidamente rischi quali la scarsità di risorse o le tensioni sociali. Allo stesso tempo, cresce il pericolo di un uso improprio, per esempio attraverso la disinformazione o influenzando in modo mirato le opinioni. È quindi ancora più importante che l’uso dell’IA avvenga in modo trasparente, nel rispetto degli standard dei diritti umani e nell’ambito di chiare regole internazionali. La tecnologia può sostenere i processi politici, ma non sostituisce la responsabilità umana di perseguire la pace e la sicurezza.

Dall’analisi all’applicazione: esperienze pratiche

L’anticipazione delle innovazioni tecnologiche viene già oggi utilizzata in contesti operativi specifici, per esempio per l’individuazione precoce delle crisi, il monitoraggio dei cambiamenti ambientali o il coordinamento degli aiuti umanitari. Questi esempi dimostrano che è possibile passare da una gestione reattiva delle crisi a una gestione proattiva dei rischi. Tuttavia, resta fondamentale che gli strumenti tecnologici siano inseriti in una cooperazione ampia e basata sulla fiducia, e siano legittimati da strutture multilaterali.

Ginevra, centro nevralgico per le questioni del futuro

La Ginevra internazionale, dove avrà sede la conferenza dell’OSCE, è un punto di incontro tra scienza, diplomazia e cooperazione multilaterale. Istituzioni come il CERN e iniziative come il GESDA sono esempi emblematici del legame tra innovazione scientifica e definizione delle politiche internazionali. Ginevra è la sede dove si negoziano questioni centrali della governance globale, soprattutto quando gli sviluppi tecnologici richiedono nuove risposte politiche. In un’epoca di crescenti tensioni geopolitiche, questo ruolo assume un’importanza ancora maggiore: la cooperazione scientifica e il legame con la diplomazia possono concorrere a mantenere il dialogo e a costruire la fiducia, anche in presenza di divergenze politiche.

Fiducia, la base della sicurezza cooperativa

L’approccio della Svizzera mira a rafforzare la fiducia come risorsa chiave della sicurezza internazionale. In un mondo sempre più complesso e guidato dalle tecnologie, la capacità di anticipare, comprendere e modellare insieme gli sviluppi diventa un fattore decisivo per la stabilità.

La conferenza di Ginevra esemplifica quindi l’orientamento a lungo termine della politica estera svizzera: punta sul legame tra scienza, diplomazia e cooperazione multilaterale per far sì che il cambiamento tecnologico non generi nuove divisioni, ma serva da base per il dialogo, la cooperazione e la sicurezza duratura.

Chair’s Summary – Conferenza: Anticipazione delle tecnologie – per un futuro sicuro e umano

La sintesi della Presidenza dell’OSCE sulla conferenza di Ginevra riassume i principali risultati emersi durante l’evento tenutosi il 7 e l’8 maggio 2026.

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