Ginevra internazionale digitale: lavorare insieme per un ciberspazio sicuro
Ginevra si posiziona come centro globale per il futuro digitale: la seconda «Geneva Cyber Week» ha tematizzato la promozione della cooperazione globale nel ciberspazio. Nella presente intervista, il segretario di Stato Alexandre Fasel spiega le opportunità e i rischi della digitalizzazione, l’importanza degli attori non statali e il modo in cui la «Ginevra internazionale digitale» intende promuovere concretamente la cooperazione nel settore.

Signor Fasel, il tema di quest’anno della «Geneva Cyber Week» è stato la promozione della cooperazione globale nel ciberspazio. Come può Ginevra contribuire a mettere in pratica questa cooperazione?
Ginevra ha una capacità intrinseca di promuovere la cooperazione a livello globale. La città è nota all’opinione pubblica soprattutto come sede delle Nazioni Unite e del Comitato internazionale della Croce Rossa. Ma la sua influenza va ben oltre: Ginevra ospita numerose organizzazioni, istituzioni e aziende attive nella governance del ciberspazio e delle tecnologie digitali, come per esempio Proton, l’Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo (UNIDIR), il Centro di Ginevra per la governance del settore della sicurezza (DCAF) e Infomaniak. Questi attori sono deliberatamente alla ricerca di un contesto in cui poter presentare le proprie richieste relative a un ciberspazio pacifico. Questo è esattamente ciò che offre Ginevra: il ciberspazio è in rapida crescita e la vicinanza geografica dei vari attori consente una collaborazione particolarmente dinamica. Il DFAE sostiene questo approccio collaborativo finanziando e seguendo iniziative a Ginevra.
Ha partecipato all’incontro informale sulla Ginevra internazionale digitale. Di cosa si tratta?
La digitalizzazione è oggi uno dei principali motori di crescita a livello globale e sta cambiando radicalmente la diplomazia e il lavoro delle organizzazioni della Ginevra internazionale. Le tecnologie digitali sono fondamentali anche per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile e consentono di progredire nei settori della salute, dell’istruzione e della riduzione della povertà. Allo stesso tempo, ci sono dei rischi: i ciberconflitti sono ormai una realtà e l’uso improprio delle tecnologie digitali è inevitabile.
La questione centrale è quindi come gli Stati e la comunità internazionale affrontano la digitalizzazione, cosa siamo disposti ad accettare e dove stanno i limiti. Ginevra è sempre stata un luogo di dibattiti di alto livello. La novità sta nel fatto che gran parte delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione è di proprietà e sotto il controllo di attori non statali, che devono essere coinvolti in questo dibattito. La Ginevra internazionale digitale riunisce tutti gli attori del settore per cogliere le opportunità della digitalizzazione e limitarne i rischi.
Ginevra dovrebbe essere il luogo globale in cui la digitalizzazione viene plasmata a beneficio dell’umanità.
La Svizzera assume un ruolo di primo piano nel dare forma alla Ginevra internazionale digitale. Qual è la sua visione in merito?
Ginevra dovrebbe essere il luogo globale in cui discutere di digitalizzazione a beneficio dell’umanità, coinvolgendo tutte le parti interessate: Stati piccoli e grandi, organizzazioni umanitarie, società civile, mondo scientifico e settore privato. Non si tratta di imporre agli altri cosa sia giusto o sbagliato, ma di definire e mettere in pratica valori condivisi. Un esempio è il Geneva Dialogue avviato dalla Svizzera, in cui gli attori non statali discutono delle loro responsabilità nel ciberspazio. Il risultato è il Geneva Manual, che serve da base per ulteriori discussioni tra gli Stati. Allo stesso tempo, rafforziamo le condizioni quadro digitali a Ginevra, per esempio creando un centro di cibersicurezza per organizzazioni internazionali e ONG nonché l’«International Geneva AI Innovation Programme» (IGAIP) per promuovere progetti di intelligenza artificiale (IA) per le organizzazioni della Ginevra internazionale. Inoltre, aiutiamo le organizzazioni a modernizzare le loro infrastrutture digitali. Queste misure consentono agli attori di Ginevra di lavorare in modo efficiente ed efficace.
La cooperazione internazionale e la condivisione continua delle conoscenze sono fondamentali per la cibersicurezza.
Quali opportunità e quali rischi legati alla digitalizzazione sono stati tematizzati questa settimana?
Per la comunità della cibersicurezza i confini sono chiari: alcuni rischi sono simili a quelli del mondo fisico, altri sono specificamente digitali, come gli attacchi informatici o le fughe di dati. I gruppi di popolazione vulnerabili sono particolarmente a rischio quando i sistemi e gli utenti non sono adeguatamente preparati, per esempio per quanto riguarda la protezione dei dati sensibili negli ospedali.
Allo stesso tempo, infrastrutture sicure, chiare condizioni quadro giuridiche e un dialogo nazionale sulla cibersicurezza offrono grandi opportunità. La cooperazione tra governi, esperte ed esperti nonché aziende consente di avere sistemi più efficienti, fiducia reciproca, comunicazione semplificata e migliore accesso alle informazioni. In generale, c’è quindi consenso sul fatto che la cooperazione internazionale e uno scambio continuo di informazioni nel campo della cibersicurezza sono fondamentali.
La fiducia tra Stati è la base per un ambiente digitale sicuro e stabile.
La Svizzera non si impegna a favore della cibersicurezza solo attraverso la «Geneva Cyber Week»: il tema è anche una priorità della presidenza dell’OSCE...
A livello internazionale la Svizzera si impegna per un ciberspazio aperto, sicuro e libero, con particolare attenzione alla cooperazione, alla stabilità e alla resilienza. Questo impegno è evidente sia nell’ambito della presidenza dell’OSCE sia durante la «Geneva Cyber Week». Tuttavia, la rapida trasformazione digitale ha aumentato il rischio di percezioni errate, valutazioni sbagliate e conflitti tra Stati. Instaurare un rapporto di fiducia nel settore della cibersicurezza è quindi di fondamentale importanza, poiché costituisce la base per un ambiente digitale sicuro e stabile. La Svizzera vuole contribuire attivamente a questo obiettivo non solo con la «Geneva Cyber Week», ma anche durante la sua presidenza dell’OSCE: alla fine di settembre organizzeremo a Zugo una conferenza dell’OSCE sulla cibersicurezza dedicata alla de-escalation nel ciberspazio.
Quali temi e priorità caratterizzeranno lo sviluppo della «Geneva Cyber Week» nei prossimi anni?
La «Geneva Cyber Week» continua a perseguire l’obiettivo principale di rafforzare la cooperazione e la resilienza nel ciberspazio globale. Nei prossimi anni vogliamo inserire saldamente la «Geneva Cyber Week» nell’agenda internazionale, come piattaforma leader in cui tutti gli attori possano discutere insieme le soluzioni alle sfide della digitalizzazione. Il nostro obiettivo non è ridurre il ciberspazio a singoli aspetti, ma adottare un approccio olistico.
Naturalmente, la «Cyber Week» non è in una bolla: intendiamo instaurare partenariati a lungo termine con eventi simili. Vorremmo inserire le prossime «Geneva Cyber Week» in una logica di continuità con le altre «Cyber Week» nel mondo.
Geneva Cyber Week
La Geneva Cyber Week è organizzata dall’Istituto delle Nazioni Unite per la ricerca sul disarmo («United Nations Institute for Disarmament Research», UNIDIR) e dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ed è sostenuta dall’ampia comunità digitale e di cibersicurezza di Ginevra. Mille partecipanti – decisori, leader del settore, ricercatrici e ricercatori nonché rappresentanti della società civile – provenienti da diversi Paesi hanno preso parte alla seconda edizione della «Geneva Cyber Week» di quest’anno, dedicata al tema «Promuovere la cooperazione nel ciberspazio».
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