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ComunicazioniPubblicato il 4 giugno 2026

Il consenso al centro del dialogo sulla democrazia con il Sudafrica

Il 4 giugno 2026, a Pretoria, il segretario di Stato del DFAE Alexandre Fasel e il viceministro degli esteri sudafricano Alvin Botes hanno dato il via al primo dialogo sulla democrazia tra i rispettivi Paesi, incentrato sullo scambio di opinioni in merito alle tensioni e ai punti di forza e le sfide dei loro sistemi democratici, con particolare attenzione alla politica orientata al consenso, di grande importanza per entrambi.

La foto ritrae il segretario di Stato del DFAE Fasel e il viceministro degli Esteri sudafricano Botes durante il Dialogo sulla democrazia a Pretoria.

Il 4 giugno 2026 il segretario di Stato Alexandre Fasel ha incontrato il viceministro degli esteri sudafricano Alvin Botes per il primo dialogo sulla democrazia tra Svizzera e Sudafrica. Una dichiarazione d'intenti firmata dal consigliere federale Ignazio Cassis e dal ministro degli esteri sudafricano Ronald Lamola nell’ottobre 2025 pone le fondamenta della nuova cooperazione strutturata volta a rafforzare la resilienza democratica.

Dialogo sulla democrazia con il Sudafrica

Le democrazie di tutto il mondo sono sottoposte a notevoli pressioni. Si osservano una crescente polarizzazione, una minore fiducia nelle istituzioni e una progressiva erosione dei principi democratici, come la separazione dei poteri e la libertà di espressione. Affinché questi continuino a essere applicati, è necessaria una cooperazione tra le democrazie, come ha sottolineato anche il segretario di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Alexandre Fasel a Pretoria: «Un’efficace promozione della democrazia richiede oggi partenariati su un piano di parità. Dobbiamo lasciarci alle spalle la logica obsoleta che contrapponeva Paesi donatori e Paesi beneficiari, e puntare invece su una vera collaborazione tra democrazie».

Le democrazie e le nuove sfide

Il primo scambio con il Sudafrica è stato dedicato alla politica orientata al consenso, che riveste grande importanza in entrambi i Paesi. Mentre la Svizzera funziona come sistema multipartitico sin dal dopoguerra, in Sudafrica la democrazia del consenso è stata decisiva per una transizione pacifica dopo l’apartheid.

Una democrazia del consenso permette di coinvolgere diversi gruppi della popolazione nei processi decisionali politici, di appianare i conflitti e di rafforzare la tutela delle minoranze oltre che la stabilità politica.

Eppure, le democrazie del consenso si trovano di fronte a difficoltà sempre maggiori, in Svizzera come in Sudafrica. Durante il dialogo, due politologi provenienti dai rispettivi paesi hanno sintetizzato le sfide. In Svizzera, per esempio, si osserva una crescente polarizzazione politica che rende più difficile il processo decisionale cooperativo e richiede nuovi sforzi per preservare l’aspetto dell’inclusività. In Sudafrica – governato per la prima volta dalla fine dell’apartheid da una coalizione multipartitica in seguito alle elezioni del 2024 – la formazione di consenso e di coalizioni è alla base di nuove sfide. In particolare, spesso mancano meccanismi interni consolidati in grado di regolare il processo decisionale e la risoluzione dei conflitti, due elementi fondamentali per una politica orientata al consenso.

Il dialogo tra democrazie consente di confrontarsi sui punti di forza, le tensioni e le sfide dei propri sistemi democratici, con particolare attenzione alla politica orientata al consenso, e, se lo si ritiene opportuno, di sviluppare attività comuni. La Repubblica del Sudafrica può così far confluire nel dialogo le sue prospettive riguardo a un processo di trasformazione democratica successivo a conflitti e condividere le proprie esperienze legate alla recente formazione di una democrazia multipartitica. La Svizzera, dal canto suo, arricchisce lo scambio con il suo know-how a livello di stabilità istituzionale di lunga data e di meccanismi di consenso consolidati.

Diplomazia a sostegno della democrazia

Il dialogo sulla democrazia con il Sudafrica fa parte della diplomazia svizzera a sostegno della democrazia, il cui obiettivo consiste nel rafforzare la resilienza dei sistemi democratici. I governi autoritari cercano di minare i principi democratici attraverso la disinformazione, la pressione economica e/o la repressione dei dissidenti. Il declino della democrazia rappresenta una minaccia per il diritto internazionale e per le società stabili e pacifiche in cui sono garantite elezioni credibili, libertà di espressione, protezione delle minoranze e indipendenza del sistema giudiziario. L’espansione delle reti tra Stati democratici stabili e funzionanti, unitamente alla formazione di una cooperazione a favore della democrazia, dovrebbero fungere da contrappeso all’avanzamento dei regimi autocratici.

Nel 2025 la Svizzera ha pubblicato le sue prime linee guida sulla democrazia, con l’intento di garantire che la promozione della democrazia all’estero per mano del nostro Paese sia adeguata alle sfide e alle realtà contemporanee. Le linee guida considerano prioritarie la diplomazia a sostegno della democrazia e la necessità di un uso più sistematico degli strumenti diplomatici tradizionali, come i dialoghi bilaterali e multilaterali, le reti e i buoni uffici.

Relazioni bilaterali tra la Svizzera e il Sudafrica

Tra la Svizzera e il Sudafrica, oltre alla forte cooperazione economica portata avanti, da parte svizzera, dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), sono in corso anche forme di collaborazione nell’ambito della mediazione per la pace nella regione e un dialogo regolare sui diritti umani. Questa cooperazione sottolinea l’impegno di entrambi i Paesi a favore della democrazia, dei processi di pace e del rafforzamento dei diritti umani.

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