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Attualizzato il 17 apr 2026

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ComunicazioniPubblicato il 1 febbraio 2026

«La Svizzera può contribuire a definire le regole della navigazione sul Reno»

Dal 1° gennaio 2026 la Svizzera ha assunto, nel quadro del sistema di rotazione, la presidenza della Commissione centrale per la navigazione sul Reno (CCNR) per un periodo di due anni. La CCNR definisce il quadro normativo internazionale per la libera navigazione sul Reno e garantisce alla Svizzera l’accesso ai maggiori porti marittimi europei. Roland Portmann, direttore supplente della Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) e capo della delegazione svizzera a Strasburgo, ne parla in questa intervista.

Nave cargo sul Reno
Roland Portmann
Signor Portmann, da quando esiste la Commissione centrale per la navigazione sul Reno (CCNR) e perché è stata fondata?

Le origini della CCNR risalgono al Congresso di Vienna del 1815. All’epoca l’intenzione era quella di istituire una commissione per garantire che il Reno fosse aperto alla libera utilizzazione da parte di tutti gli Stati rivieraschi e per promuovere così il commercio internazionale. Si trattava di disciplinare aspetti quali tasse e tributi, tipologie di merci trasportate e utilizzo dei porti. Sono poi stati necessari altri 16 anni di negoziati tra gli Stati prima che, nel 1831, con la Convenzione di Magonza per la navigazione sul Reno, la CCNR fosse formalmente istituita.

La Svizzera è diventata membro della CCNR solo dopo la fondazione dei Porti Renani Svizzeri a Basilea e in seguito al crescente interesse commerciale del Paese. L’adesione è avvenuta su iniziativa svizzera tramite i trattati di Versailles del 1919, che hanno ridefinito la composizione della CCNR dopo la Prima guerra mondiale. Tuttavia, la Svizzera ha ratificato formalmente le basi giuridiche della CCNR solo negli anni Sessanta del secolo scorso.

Qual è l’importanza della CCNR per la Svizzera?

In qualità di membro della CCNR, la Svizzera ha il diritto, sancito dal diritto internazionale, di navigare senza ostacoli sul Reno da Basilea fino ai grandi porti marittimi europei di Anversa e Rotterdam. La CCNR elabora a tal fine il quadro normativo internazionale applicabile in modo uniforme su tutto il corso del Reno, che comprende, per esempio, standard di sicurezza per la costruzione navale e la navigazione nonché condizioni in materia di diritto del lavoro o brevetti. Grazie alla sua appartenenza alla CCNR, la Svizzera può contribuire direttamente alla definizione di questo quadro normativo internazionale e quindi all’attuazione concreta del proprio diritto garantito dal diritto internazionale.

In che modo la libera navigazione sul Reno contribuisce concretamente alla sicurezza dell’approvvigionamento e alla stabilità economica della Svizzera?

Il 10 per cento del commercio estero totale della Svizzera si svolge attraverso il Reno. Il 30 per cento dei prodotti petroliferi arriva via mare nei porti marittimi e poi, attraverso il Reno, fino a Basilea. Tutto il cherosene necessario per il rifornimento degli aerei nell’aeroporto di Zurigo viene trasportato lungo il Reno mediante navi cisterna. Queste cifre dimostrano l’importanza della navigazione sul Reno per l’approvvigionamento del Paese.

Quali priorità tematiche intende fissare la Svizzera durante la sua presidenza 2026–2027? A quali aspetti presterà particolare attenzione in qualità di presidente della CCNR?

Le priorità sono quattro, di cui due riguardano temi chiave attuali della navigazione. Da un lato si tratta della sostenibilità, quindi soprattutto dei carburanti alternativi: per abbandonare i combustibili fossili, dobbiamo accelerare lo sviluppo delle infrastrutture necessarie a tal fine sia sulle navi che nei porti; dall’altro, vogliamo promuovere la digitalizzazione e l’automazione per rendere la navigazione più efficiente e sicura. Oltre a questi due grandi temi, ci concentreremo sul raggiungimento di una collaborazione ottimale con l’UE come partner. Il quarto punto riguarda l’organizzazione della CCNR stessa, poiché intendiamo ottimizzare ulteriormente il funzionamento del segretariato con mezzi moderni.

Alla luce delle sfide legate agli episodi di magra: quali soluzioni intende promuovere la Svizzera all’interno della CCNR?

I livelli sono due: da un lato la gestione della penuria d’acqua, dall’altro l’adattamento alla situazione attuale caratterizzata da un aumento degli episodi di magra. Una soluzione consiste nell’ottimizzare gli strumenti di misurazione digitali per prevedere le magre. Inoltre, nel tratto del Medio Reno in Germania sono previste misure strutturali sul passo navigabile per garantire la navigabilità anche in condizioni di magra. Anche nella costruzione navale, nella logistica e nella tecnologia di carico delle navi esistono possibilità di ottimizzazione per affrontare il problema.

Un altro approccio riguarda la questione se sia possibile prevenire le magre o, eventualmente, immettere acqua, per esempio alimentando il Reno nei punti critici con acqua proveniente da serbatoi idrici. Sono in corso studi in merito.

Quali esperienze ha acquisito la Svizzera nella gestione transfrontaliera del Reno, per esempio per l’iniziativa «Blue Peace»?

La gestione del Reno presenta parallelismi con l’iniziativa «Blue Peace» in quanto dimostra che gli Stati che condividono un corso d’acqua devono cooperare tra loro e che un singolo Stato, da solo, non può fare molto. A questo proposito, la CCNR fornisce un quadro istituzionale basato sul diritto internazionale, fondamentale per affrontare le sfide comuni. L’esperienza maturata con la CCNR mostra inoltre quanto sia importante coinvolgere un ampio numero di stakeholder nell’organizzazione. È significativo che nelle singole delegazioni nazionali presso la CCNR siano rappresentati anche altri gruppi d’interesse, provenienti dal settore della navigazione o dalle organizzazioni dei lavoratori. La CCNR funziona secondo un sistema «bottom-up».

Qual è il suo rapporto personale con il Reno?

Sono cresciuto a Coira, nel quartiere del Reno, sulla Rheinstrasse. Il Reno, che nei Grigioni è ancora un piccolo fiume, ha sempre fatto parte della mia vita.

Lo scorso autunno ho avuto l’opportunità di viaggiare per quattro giorni su una nave cargo da Basilea ad Anversa. In quell’occasione ho potuto vedere cosa significa lavorare e vivere a bordo di una nave. È stato davvero impressionante osservare come le enormi quantità di merci di cui abbiamo bisogno nella nostra vita quotidiana vengano trasportate in questo modo da e verso la Svizzera, e ho capito quanto sia importante per noi il buon funzionamento della navigazione sul Reno.

Commissione centrale per la navigazione sul Reno (CCNR)

La Commissione centrale per la navigazione sul Reno (CCNR) è un’organizzazione internazionale con sede a Strasburgo che disciplina la navigazione sul Reno. La presidenza è esercitata a rotazione, con cadenza biennale, dai cinque Stati membri: Germania, Francia, Paesi Bassi, Svizzera e Belgio. La delegazione svizzera è guidata dalla Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e comprende rappresentanti dell’Ufficio federale dei trasporti, dei Porti Renani Svizzeri e del settore della navigazione interna svizzero. L’Ufficio svizzero della navigazione marittima (USNM), aggregato al DFAE, svolge le funzioni di segreteria della delegazione svizzera.

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