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Situazione nel Medio Oriente

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Attualizzato il 17 apr 2026

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ComunicazioniPubblicato il 31 ottobre 2025

Uzbekistan: una politica idrica sostenibile grazie a una nuova legislazione

L’Uzbekistan è colpito da una crescente penuria di risorse idriche, dovuta soprattutto a una gestione inefficiente dell’acqua e ai cambiamenti climatici. La Svizzera sostiene il Paese a sfruttare queste risorse limitate in modo responsabile, sostenibile e inclusivo. Il 31 ottobre 2025 entrerà in vigore una nuova legislazione sull’acqua, elaborata negli ultimi anni grazie al sostegno della Svizzera. La Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 della Confederazione prevede d’altronde la promozione della stabilità nei Paesi dell’Asia centrale.

Un gruppo di donne e uomini guarda una lavagna bianca mentre segue le spiegazioni di un uomo.

L’Uzbekistan soffre di una grave penuria di risorse idriche. Da decenni la quantità d’acqua disponibile pro capite continua a diminuire, mentre la popolazione aumenta.

Questo fenomeno è riconducibile ai cambiamenti climatici e a una gestione inefficiente. Nell’agricoltura, per esempio, e in particolare nelle piantagioni di cotone, una coltura ad alta intensità idrica, gran parte dell’acqua si perde a causa di sistemi obsoleti.

Nell’Asia centrale, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sostiene il Kirghizistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan nell’adottare congiuntamente misure basate su dati scientifici per promuovere un impiego sostenibile delle scarse risorse idriche. Lo scopo è proteggere la popolazione, per quanto possibile, dalle catastrofi naturali e garantirle l’accesso all’acqua potabile e a impianti igienico-sanitari.

Una nuova legislazione idrica con il sostegno della Svizzera

L’Uzbekistan ha ora adottato un nuovo quadro giuridico completo, ossia un Codice idrico, per proteggere e gestire le sue risorse sempre più limitate. Si tratta di un passo avanti verso una maggiore sostenibilità e resilienza climatica. Il 30 luglio 2025 il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev ha promulgato una legge che riconosce l’acqua come bene nazionale e la pone quindi sotto un’ulteriore tutela statale. Questo cosiddetto Codice idrico entrerà in vigore il 31 ottobre 2025.

In particolare, la Svizzera si è adoperata per garantire che i principi di base della gestione integrata delle risorse idriche fossero presi in considerazione e che i nuovi progetti di legge venissero sottoposti a un’ampia consultazione. Il Codice sancisce vari approcci della cooperazione internazionale (CI) della Svizzera in Uzbekistan, come la cooperazione transfrontaliera sulle questioni idriche al massimo livello o le norme di protezione delle acque, comprese le sanzioni.

Gli approcci alla gestione dell’acqua promossi dalla Svizzera sono ora istituzionalizzati nel Codice idrico e possono quindi essere estesi su larga scala.
Andrin Fink, capo Cooperazione internazionale, Ambasciata di Svizzera in Uzbekistan, ottobre 2025

Approvvigionamento idrico a lungo termine

Gli approcci alla gestione dell’acqua promossi dalla Svizzera sono ora istituzionalizzati nel Codice idrico. Grazie a questa base legale è possibile implementare più rapidamente altri progetti svizzeri in questo campo, senza che vengano bloccati da lacune giuridiche.

A fronte del riscaldamento globale, della penuria d’acqua e della crescente domanda di risorse idriche da parte dell’agricoltura e dell’industria, il nuovo Codice rappresenta un passo importante per garantire sistematicamente l’approvvigionamento idrico a lungo termine in Uzbekistan. La DSC continua a sostenere questa riforma pionieristica mettendo a disposizione competenze, promuovendo un buongoverno inclusivo e rafforzando la cooperazione transfrontaliera.

La Svizzera in Uzbekistan

L’Uzbekistan è un Paese prioritario della cooperazione internazionale della Svizzera portata avanti dalla DSC. In linea con la sua Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028, la Confederazione sostiene l’Uzbekistan negli ambiti dello sviluppo economico, sociale e democratico così come nella promozione del buongoverno. Persegue inoltre un approccio integrato e regionale nel settore della gestione transfrontaliera delle acque nell’Asia centrale.

La Svizzera porterà avanti questo impegno anche durante la sua presidenza dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) nel 2026. Le sue priorità includono infatti:

  • promuovere un buongoverno incentrato sulle persone;
  • creare legami tra la scienza e la diplomazia, soprattutto per quanto riguarda l’acqua, l’energia e la sicurezza digitale.

Comunicazione DFAE