Sviluppi

Nell’ambito dello sviluppo delle disposizioni della normativa di Schengen/Dublino, la Svizzera non dispone di un diritto di codecisione formale, bensì del diritto di partecipare all’adozione delle decisioni. Si tratta comunque di un diritto importante in quanto generalmente gli sviluppi sono adottati mediante consenso. Quando l’UE approva nuovi atti normativi comunitari rilevanti per Schengen o Dublino, la Svizzera decide di volta in volta se adottarli o meno.

Dal 26 ottobre 2004, data della firma degli Accordi, l’Unione europea ha notificato alla Svizzera circa 200 sviluppi dell’acquis di Schengen e tre sviluppi dell’acquis di Dublino/Eurodac, tra i quali 30 atti normativi il cui recepimento deve (o ha dovuto) essere approvato dal Parlamento.

I seguenti sviluppi sono attualmente in fase di approvazione parlamentare:

1. Regolamento (UE) n. 515/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che istituisce, nell’ambito del Fondo sicurezza interna, lo strumento di sostegno finanziario per le frontiere esterne e i visti e che abroga la decisione n. 574/2007/CE – ISF-Frontiere
Lo strumento Frontiere esterne/Visti (ISF-Frontiere) del Fondo sicurezza interna sostituisce per il periodo 2014-2020 il Fondo per le frontiere esterne (scaduto nel 2013). Alla stessa stregua, ISF-Frontiere finanzierà progetti di gestione delle frontiere esterne di Schengen. In questo quadro fornirà sostegno agli Stati Schengen che, a causa delle loro frontiere terrestri e marittime molto estese o perché sede di importanti aeroporti internazionali, sono costretti ad assumersi costi elevati per la protezione delle frontiere esterne dello spazio Schengen. Il Fondo vuole contribuire in primo luogo ad accelerare le procedure di transito del traffico frontaliero legale e individuare rapidamente e impedire l’immigrazione illegale.
Come per il Fondo per le frontiere esterne, gli Stati associati a Schengen hanno negoziato un accordo aggiuntivo con l’UE, da un lato per definire l’ammontare del contributo finanziario, dall’altro per stabilire le modalità tecniche della trasposizione dell’ISF-Frontiere. Dopo l’entrata in vigore del soggiacente regolamento, ora anche l’accordo aggiuntivo dovrà essere approvato dal Parlamento.

  • Il Consiglio federale ha deliberato il 6 giugno 2014 il recepimento del regolamento a condizione che sia approvato dal Parlamento e il 19 settembre 2014 ha approvato il mandato negoziale per l’accordo aggiuntivo con l’UE.
  • Il 16 dicembre 2016 il Parlamento ha approvato il recepimento del regolamento. Essendo scaduto inutilizzato, il 7 aprile 2017, il termine per il referendum, il regolamento è entrato in vigore l’11 aprile 2017.
  • I negoziati sull’accordo aggiuntivo sono conclusi.  Anche l’accordo aggiuntivo deve essere approvato dal Parlamento.

REGOLAMENTO (UE) N. 515/2014

 

2. Regolamento (UE) n. 1077/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, che istituisce un’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia
L’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT (anche: eu-LISA, operativa dal 1.12.2012) garantisce il funzionamento di SIS II, VIS e Eurodac. Parallelamente l’agenzia assume altri compiti di gestione globale dei sistemi IT (p. es. definizione di misure di sicurezza) e di formazione nonché di esecuzione di progetti pilota. Per la Svizzera l’agenzia rappresenta, in merito a SIS II e VIS, uno sviluppo dell’acquis di Schengen e in merito a Eurodac uno sviluppo dell’acquis di Dublino/Eurodac. Se recepisce il regolamento, la Svizzera può prendere parte al consiglio di amministrazione e alle attività degli altri organi dell’agenzia. Il recepimento del regolamento richiede la stipulazione di un accordo aggiuntivo tra l’UE e la Svizzera e gli altri Stati associati che definisca il tipo e le modalità di partecipazione degli Stati associati nonché le pertinenti regole (compresi i contributi finanziari all’agenzia).

  • Nel suo messaggio del 23 maggio 2012, il Consiglio federale aveva proposto al Parlamento di recepire il regolamento, delegandogli la competenza di stipulare l’accordo aggiuntivo. Il Parlamento era tuttavia del parere che il contenuto dell’accordo aggiuntivo non fosse sufficientemente prevedibile. Per questo motivo aveva rinviato il progetto al Consiglio federale, incaricandolo di condurre trattative in merito prima di procedere al recepimento. Nel frattempo le negoziazioni sono state concluse.
  • Il 6 luglio 2016 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio complementare all’attenzione del Parlamento. Il documento prevedeva che il Parlamento potesse decidere in merito all’adozione del regolamento in piena conoscenza del contenuto dell’accordo aggiuntivo. Il 16 dicembre 2016 il Parlamento ha approvato il recepimento del regolamento. Essendo scaduto il 7 aprile 2017 il termine per il referendum, il regolamento è entrato in vigore l’11 aprile 2017.
  • L’accordo aggiuntivo sarà sottoposto al Parlamento separatamente, in un secondo momento, per approvazione.

REGOLAMENTO (UE) N. 1077/2011 

 

3. Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento di dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio
La nuova direttiva disciplina il trattamento dei dati nel settore della cooperazione giudiziaria in materia penale e della cooperazione di polizia. Fissa inoltre i parametri per la trasmissione di dati personali da uno Stato Schengen a uno Stato terzo. Questa nuova direttiva rappresenta per la Svizzera uno sviluppo dell’acquis di Schengen e sostituisce la decisione quadro 2008/977/GAI, rilevante nell’ambito di Schengen. La direttiva sulla protezione dei dati non è direttamente applicabile e deve essere recepita nel diritto nazionale.

  • Il 1° settembre 2016 il Consiglio federale ha deliberato il recepimento dello sviluppo a condizione che sia approvato dal Parlamento.
  • Il Parlamento deve ora approvare il recepimento della direttiva.

DIRETTIVA (UE) N. 2016/680

 

4. Direttiva (UE) 2017/853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi
A seguito degli attacchi terroristici a Bruxelles, Parigi e Copenaghen nel 2015, la Commissione europea ha deciso di adeguare la direttiva che disciplina i controlli dell’acquisizione e della detenzione di armi da parte di privati nonché il loro trasferimento in un altro Stato Schengen. La direttiva introduce varie precisazioni in punti importanti e completa la normativa precedente con nuove disposizioni. Tiene inoltre conto delle richieste di riforma precedentemente formulate con l’obiettivo di migliorare la tracciabilità delle armi e la lotta contro il loro utilizzo abusivo.

  • Il 16 giugno 2017 il Consiglio federale ha deliberato il recepimento dello sviluppo a condizione che sia approvato dal Parlamento.
  • Il Parlamento deve ora approvare il recepimento della direttiva.

DIRETTIVA (UE) N. 2017/853