Sviluppi

Nell’ambito dello sviluppo dell’acquis di Schengen, la Svizzera dispone del diritto di partecipare all’adozione delle decisioni. Si tratta di un diritto importante in quanto nella maggior parte dei casi gli sviluppi sono adottati per consenso. Questo diritto permette alla Svizzera di partecipare alla definizione di tali sviluppi e di tutelare i suoi interessi direttamente nelle discussioni tra esperti o nell’ambito di incontri a livello di ambasciatori o ministri. Quando l’UE approva nuovi atti normativi comunitari rilevanti per Schengen o Dublino, la Svizzera decide di volta in volta – conformemente ai suoi processi parlamentari e di democrazia diretta – se adottarli o meno.

Dal 26 ottobre 2004, data della firma degli Accordi, l’Unione europea ha notificato alla Svizzera oltre 200 sviluppi dell’acquis di Schengen. Gran parte di questi sviluppi ha un contenuto di natura tecnica o una portata limitata, pertanto il Consiglio federale può approvarli o prenderne atto direttamente. Di conseguenza, gli atti normativi il cui recepimento deve (o ha dovuto) essere approvato dal Parlamento sono solo circa 35.

Se la Svizzera non recepisce nella propria legislazione uno di questi sviluppi legislativi, i due Accordi tra la Svizzera e gli Stati che partecipano a Schengen e Dublino decadono, a meno che il Comitato misto non decida diversamente entro 90 giorni. Nel Comitato misto siedono la Svizzera, la Commissione europea e tutti gli Stati membri dell’UE. La decisione di proseguire la collaborazione dovrebbe essere presa all’unanimità. Finora queste disposizioni contrattuali non sono mai state applicate.

Gli sviluppi indicati qui di seguito sono attualmente in fase di approvazione parlamentare.

1. Adeguamento della direttiva sulle armi (direttiva n. 2017/853)

In Svizzera e nell’UE, la legislazione sulle armi viene costantemente adeguata alle nuove esigenze. La presente revisione parziale della direttiva sulle armi è iniziata nel 2013 e ha tenuto conto anche delle conoscenze acquisite a seguito degli attacchi terroristici a Parigi, Bruxelles e Copenaghen nel 2015. Come pure la legislazione svizzera sulle armi, questa revisione persegue l’obiettivo di combattere l’utilizzo abusivo delle armi a fini criminali. La direttiva sulle armi stabilisce condizioni minime per la diffusione delle armi da fuoco civili. Con questa revisione viene introdotto l’obbligo di contrassegnare le armi e le loro parti essenziali, il che permetterà alle autorità di polizia di chiarire l’origine di un’arma con maggiore facilità. La direttiva intende inoltre migliorare lo scambio di informazioni con gli altri Stati Schengen in merito a persone la cui domanda di acquisto di un’arma da fuoco è stata respinta per ragioni di sicurezza. Sono infine contemplate modifiche puntuali concernenti l’autorizzazione relativa a certe armi da fuoco semiautomatiche. I fucili di assalto potranno, tuttavia, continuare a essere acquisiti in proprietà direttamente dall’esercito dopo il servizio militare e, ad esempio, i cacciatori e i giovani tiratori non sono interessati dalla revisione.

Le modifiche della legislazione sulle armi apportano complessivamente miglioramenti nella prevenzione dell’abuso delle armi e richiedono solo adeguamenti di tipo amministrativo per una parte dei tiratori. Le caratteristiche sostanziali della legislazione svizzera sulle armi, in particolare i presupposti generali per l’acquisizione di armi, rimangono invariati.

  • Il 16 giugno 2017 il Consiglio federale ha deliberato il recepimento dello sviluppo a condizione che fosse approvato dal Parlamento.
  • Il 28 settembre 2018 il Parlamento ha approvato il recepimento dello sviluppo.
  • Il 17 gennaio 2019 la «Comunità d'interesse Tiro Svizzera» ha lanciato il referendum contro il recepimento della direttiva dell’UE sulle armi.
  • Il 19 maggio, il popolo voterà sulla trasposizione della revisione della direttiva sulle armi nella legislazione svizzera.

DIRETTIVA n. 2017/853

Votazione del 19 maggio 2019

Sul tavolo a sinistra vi sono esempi di armi per cui non cambia nulla, mentre sul tavolo a destra si vedono i tre tipi di armi per le quali la suddetta revisione parziale comporta delle modifiche.
Sul tavolo a sinistra vi sono esempi di armi per cui non cambia nulla, mentre sul tavolo a destra si vedono i tre tipi di armi per le quali la suddetta revisione parziale comporta delle modifiche. © fedpol

Attuazione nel diritto svizzero della direttiva dell’UE sulle armi

 

2. Istituzione di un'agenzia europea IT (regolamento n. 1077/2011)

L’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala (anche: eu-LISA, operativa dal 1° dicembre 2012) garantisce il funzionamento di diverse banche dati, tra cui il Sistema d’informazione Schengen SIS II (banca dati per la cooperazione in materia di polizia che contiene informazioni riguardanti oggetti rubati e persone ricercate a scopo di estradizione, colpite da un divieto d'entrata o scomparse) e il Sistema d’informazione sui visti VIS (banca dati contenente informazioni e dati biometrici di persone che richiedono un visto Schengen di breve durata), e di Eurodac (banca dati delle impronte digitali di persone che richiedono l’asilo in uno Stato Dublino o che vengono fermate in occasione dell'attraversamento illegale della frontiera). Oltre a questi compiti operativi, l’agenzia si assume anche altre responsabilità nell’ambito della gestione globale dei sistemi IT (p. es. definizione di misure di sicurezza) e svolge compiti di formazione nonché di esecuzione di progetti pilota. Per la Svizzera l’agenzia rappresenta, in merito ai sistemi SIS II e VIS, uno sviluppo dell’acquis di Schengen, e in merito a Eurodac uno sviluppo dell’acquis di Dublino/Eurodac. Il regolamento consente alla Svizzera di prendere parte al consiglio di amministrazione e alle attività degli altri organi dell’agenzia. Il recepimento del regolamento richiede la stipulazione di un accordo aggiuntivo tra l’UE e la Svizzera e gli altri Stati associati che definisca il tipo e le modalità di partecipazione degli Stati associati nonché le pertinenti regole (compresi i contributi finanziari all’agenzia).

  • Nel suo messaggio del 23 maggio 2012 il Consiglio federale aveva proposto al Parlamento di recepire il regolamento, delegandogli la competenza di stipulare l'accordo aggiuntivo. Il Parlamento era tuttavia del parere che il contenuto dell’accordo aggiuntivo non fosse sufficientemente prevedibile. Per questo motivo aveva rinviato il progetto al Consiglio federale, incaricandolo di condurre trattative in merito prima di procedere al recepimento. Nel frattempo i negoziati si sono conclusi.
  • Il 6 luglio 2016 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio complementare all’attenzione del Parlamento. Il documento prevedeva che il Parlamento potesse decidere in merito all’adozione del regolamento in piena conoscenza del contenuto dell’accordo aggiuntivo. Il 16 dicembre 2016 il Parlamento ha approvato il recepimento del regolamento. Essendo scaduto il 7 aprile 2017 il termine per il referendum, il regolamento è entrato in vigore l'11 aprile 2017.
  • L'accordo aggiuntivo sarà sottoposto al Parlamento per approvazione.
 

3. Istituzione di un sistema di ingressi/uscite elettronico EES (regolamenti n. 2017/2226 e 2017/2225)

Alla luce del crescente numero di viaggiatori verso l'Europa, nel 2021 sarà introdotto nello spazio Schengen un sistema di ingressi/uscite elettronico (EES). I dati di ingresso e di uscita nonché i dati relativi al respingimento dei cittadini di Stati non membri dell’UE/AELS che attraversano le frontiere esterne dello spazio Schengen saranno memorizzati elettronicamente nell’EES. In questo modo viene a cadere la stampigliatura manuale del passaporto. Inoltre il sistema calcola automaticamente la scadenza della durata del soggiorno consentita, rendendo così più affidabile l’identificazione di coloro che rimangono oltre la scadenza. Il sistema sarà applicato in particolare alle frontiere esterne dello spazio Schengen (ossia, per quanto riguarda la Svizzera, presso gli aeroporti internazionali).

  • Il 14 febbraio 2018 il Consiglio federale ha deliberato il recepimento degli sviluppi a condizione che fosse approvato dal Parlamento.
  • Il Parlamento deve ora approvare il recepimento dei regolamenti.

REGOLAMENTO n. 2017/2226
REGOLAMENTO n. 2017/2225

4. Introduzione di un sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi ETIAS (regolamento n. 2018/1240)

In futuro i viaggiatori di Stati non membri dell’UE/AELS che non necessitano di un visto per lo spazio Schengen dovranno richiedere preliminarmente un'autorizzazione ai viaggi. La domanda può essere inoltrata online e costa 7 euro. I dati che figurano nella domanda sono confrontati con varie banche dati per persone ricercate e per la migrazione (tra cui i sistemi d’informazione Schengen), allo scopo di rilevare se sussistono motivi per respingere la domanda. Nella maggior parte dei casi non vengono trovati riscontri nelle banche dati consultate e l’autorizzazione viene rilasciata entro pochi minuti, per un periodo fino a tre anni. ETIAS consentirà di verificare in via preliminare i dati dei cittadini di Paesi terzi esenti dall’obbligo di visto che entrano nello spazio Schengen e, se necessario, di rifiutare il rilascio dell'autorizzazione ai viaggi. Il sistema contribuirà a migliorare la sicurezza interna, a prevenire l’immigrazione illegale e a proteggere la salute pubblica. Un sistema simile è attualmente già impiegato per esempio negli USA con l’autorizzazione di viaggio ESTA.

  • Il 10 ottobre 2018 il Consiglio federale ha deliberato il recepimento dello sviluppo a condizione che fosse approvato dal Parlamento.
  • Il Parlamento deve ora approvare il recepimento del regolamento.

REGOLAMENTO n. 2018/1240

5. Modernizzazione del Sistema d’informazione Schengen SIS II (regolamenti n. 2018/1860, 2018/1861 e 2018/1862)

Il SIS è una banca dati in cui sono segnalati oggetti rubati e persone ricercate dalla polizia a scopo di estradizione, colpite da un divieto d'entrata o scomparse. Nel 2017 la Svizzera ha ottenuto tramite il SIS 17’000 riscontri a livello nazionale e all’estero, che sono serviti a prevenire l'immigrazione illegale, individuare reati penali e ritrovare persone scomparse. I tre regolamenti (pacchetto SIS II) consentono altresì una ricerca più efficace di persone sospettate di terrorismo e una migliore protezione di minori e adulti in pericolo. Nel SIS dovranno inoltre essere registrate anche le decisioni di rimpatrio. Questi sviluppi Schengen ampliano quindi il campo d’applicazione di un sistema Schengen che costituisce uno strumento di ricerca fondamentale per la sicurezza della Svizzera.

  • Il 19 dicembre 2018 il Consiglio federale ha deliberato il recepimento degli sviluppi a condizione che fosse approvato dal Parlamento.
  • Il Parlamento deve ora approvare il recepimento dei regolamenti.

REGOLAMENTO n. 2018/1860
REGOLAMENTO n. 2018/1861
REGOLAMENTO n. 2018/1862