Pace, sviluppo e migrazione al centro dell’incontro tra il ministro degli esteri del Mali Abdoulaye Diop e il consigliere federale Didier Burkhalter

Comunicato stampa, 25.10.2016

Il ministro Diop è stato ricevuto questo martedì, 25 ottobre, a Berna dal capo del Dipartimento federale degli affari esteri Didier Burkhalter per una visita ufficiale. «Le relazioni tra il Mali e la Svizzera sono caratterizzate da una lunga amicizia e da interessi attuali convergenti in termini di sicurezza, sviluppo e migrazione» ha dichiarato Didier Burkhalter in questa occasione. Il consigliere federale ha aggiunto che la Svizzera intende portare avanti il proprio impegno in Mali in modo coordinato nei settori dello sviluppo, dell’aiuto umanitario e della promozione della pace. Ha infine sottolineato il reciproco interesse a far sì che i progetti di sviluppo siano attuati tenendo conto degli interessi migratori e di sicurezza.

Il ministro degli affari esteri di Mali, Abdoulaye Diop e il capo degli affari esteri della Svizzera, Didier Burkhalter, durante la visita di lavoro a Berna. © DFAE
Il ministro degli affari esteri di Mali, Abdoulaye Diop e il capo degli affari esteri della Svizzera, Didier Burkhalter, durante la visita di lavoro a Berna. ©

La visita del ministro maliano in Svizzera mostra la volontà di intensificare i contatti. I due ministri hanno affrontato questioni concrete discutendo dei mezzi per ristabilire la sicurezza e proteggere la popolazione civile in tutto il territorio del Paese, dell’attuazione dell’accordo per la pace e la riconciliazione del 2015 e della prevenzione dell’estremismo violento. Per quanto riguarda il ruolo della Svizzera, il nostro Paese si concentra attualmente su questioni relative alla rielaborazione del passato e alla riconciliazione. Il consigliere federale Burkhalter ha accennato anche alla possibilità di ampliare questo ruolo nell’ambito del decentramento e della condivisione del potere.

Nel 2012, a seguito della caduta del regime libico, un conflitto che ha visto contrapporsi le autorità e gruppi armati separatisti nonché organizzazioni terroristiche nel Nord del Paese ha aperto una grave crisi in Mali. Negoziato ad Algeri tra il Governo maliano e i movimenti armati, l’Accordo per la pace e la riconciliazione del giugno 2015 ha gettato le basi per arrivare a una pace duratura. A più di un anno dalla firma l’applicazione di varie disposizioni dell’accordo, in particolare quelle riguardanti la decentralizzazione e la sicurezza, è ancora difficile. La sicurezza, soprattutto nel Nord e nel Centro del Paese resta fragile, a dispetto dell’impegno di una missione multidimensionale dell’ONU, la MINUSMA, e della presenza di truppe francesi dell’operazione antiterrorismo regionale Barkhane.

In un simile contesto, il lavoro della Svizzera in Mali non può che integrare cooperazione allo sviluppo, aiuto umanitario e promozione della pace. Con l’uso complementare di vari strumenti di politica estera può infatti contribuire a dare una risposta efficace e adeguata alle sfide che il Mali deve affrontare. Didier Burkhalter ha assicurato al suo omologo che la Svizzera è pronta a portare avanti il proprio impegno in Mali a favore della pace e della lotta contro la povertà. Questo sforzo in materia di sviluppo, ha dichiarato il consigliere federale Burkhalter, deve tenere conto degli interessi di politica migratoria della Svizzera che sono attualmente in discussione tra i due Paesi nel quadro di un accordo di migrazione oggetto di negoziati.

Nonostante le sue grandi potenzialità, il Mali deve far fronte a difficoltà molteplici legate alla mancanza di sicurezza e alle crisi umanitarie che pesano sul suo sviluppo economico e sociale e ostacolano la riduzione del suo alto tasso di povertà. Con la sua nuova strategia di cooperazione per il periodo 2017-2010 la Svizzera intende accompagnare le autorità e il popolo maliano verso la pace e lo sviluppo sul piano umano ed economico. La Svizzera ha fissato le sue priorità nei campi dello sviluppo rurale e della sicurezza alimentare, della governance fondiaria, del buongoverno, della pace e dell’istruzione.

I due ministri hanno anche discusso del problema del terrorismo. Didier Burkhalter ha comunicato a Abdoulaye Diop che la Svizzera si è dotata quest’anno di un Piano d’azione di politica estera per la prevenzione dell’estremismo violento che si concentra sulle cause della radicalizzazione in una prospettiva a lungo termine e mette in primo piano i gruppi di popolazione più vulnerabili come i giovani e le donne. Questa visione è condivisa dal Mali, per il quale si tratta innanzitutto di offrire prospettive per il futuro a una gioventù che non riesce a trovare lavoro e prevenire così il suo arruolamento in gruppi estremisti. Per far fronte alla situazione, il Mali sta elaborando una strategia nazionale di lotta contro l’estremismo violento ed è stato creato un Ministero degli affari religiosi e del culto.

Il ministro maliano ha poi incontrato il direttore della DSC, Manuel Sager, per parlare della situazione del Paese e delle sfide rappresentate dall’attuazione sul campo della nuova strategia di cooperazione 2017-2020. La sua visita a Berna si è conclusa con un colloquio con alcuni parlamentari svizzeri.


Informazioni supplementari:

DSC: Mali
DSC progetto: Una scuola di qualità per tutti i bambini maliani
La Svizzera e il Mali
Relazioni bilaterali Svizzera - Mali


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