Quali vantaggi trae la Svizzera dal contributo all’allargamento?

Cartello informativo
Un cartello che informa sui progetti finanziati dalla Svizzera in Polonia. © SECO

Il contributo all’allargamento è un contributo svizzero per la sicurezza, la stabilità, la prosperità e la democrazia in Europa. È parte integrante della politica europea del nostro Paese e aiuta a consolidare i rapporti con l’UE e i suoi Stati membri.

Consolidare i rapporti con l’UE

Con il contributo all’allargamento la Svizzera consolida le relazioni bilaterali non soltanto con i nuovi Stati membri dell’UE, ma con l’UE nel suo insieme. L’efficacia della politica di difesa degli interessi svizzeri in Europa dipende anche dall’immagine di partner affidabile del nostro Paese e dalla sua disponibilità a condividere gli oneri legati al processo di trasformazione in atto in Europa. Per la Svizzera, una collaborazione proficua con l’UE è decisiva: il nostro Paese guadagna circa un franco su tre grazie agli scambi commerciali con i 28 Stati membri dell’UE.

Con il contributo all’allargamento la Svizzera sostiene anche partenariati consultivi e istituzionali tra autorità, organizzazioni senza scopo di lucro, associazioni nonché interlocutori sociali in Svizzera e negli Stati partner. La collaborazione promuove lo scambio di conoscenze e di esperienze e la presenza in loco.

Aumentare le opportunità per l’economia della Svizzera

L’allargamento dell’UE ha aperto alla Svizzera ulteriori possibilità a livello di esportazioni e investimenti. Nonostante il crollo della crescita a causa della crisi economica e finanziaria del 2009, della crisi del debito nell’UE e del forte apprezzamento del franco svizzero, nel 2016 la Svizzera ha esportato beni per un valore di 7,3 miliardi di franchi nei 13 nuovi Stati membri dell’UE. Questo importo è di un terzo superiore rispetto al 2004, anno in cui ha avuto luogo il primo allargamento a Est. Negli anni successivi, gli investimenti diretti svizzeri in questi Paesi sono più che raddoppiati. Ammontano a oltre 20 miliardi di franchi. L’economia svizzera beneficia dell’accesso ai mercati in crescita dell’Europa dell’Est. Nei prossimi anni, le necessità di colmare i ritardi, in parte enormi, che caratterizzano tali mercati, ad esempio sul piano infrastrutturale, verranno soddisfatte in misura sempre maggiore grazie all’aiuto finanziario dell’UE. Il loro potere d’acquisto, in forte crescita, li rende mercati interessanti per l’industria svizzera di esportazione (soprattutto di macchine, prodotti farmaceutici e servizi finanziari). Ciò contribuisce a creare e a preservare posti di lavoro in Svizzera. 

L’impegno svizzero accresce la visibilità – e di conseguenza anche le opportunità – delle imprese del nostro Paese in occasione di gare di appalto pubbliche, non da ultimo nell’ambito dei Fondi strutturali dell’UE e del Fondo di coesione dell’UE. A varie imprese svizzere, piccole e grandi, negli ultimi anni sono stati attribuiti direttamente o indirettamente ordini relativi a progetti finanziati dall’UE. Da un sondaggio svolto nel 2015 è emerso che negli ultimi anni piccole e medie imprese svizzere hanno ottenuto più di 580 mandati, per un totale di due miliardi di franchi circa, da progetti finanziati dall’UE nei 13 Paesi partner. Considerato che le imprese svizzere non sono tenute a informare la Confederazione in merito all’aggiudicazione di commesse, questa indagine rileva unicamente una parte dei mandati. Di conseguenza, i mandati finanziati effettivamente attraverso i fondi dell’UE a imprese svizzere dovrebbero essere superiori all’importo summenzionato. 

Fino a fine 2016, nel quadro del contributo all’allargamento, erano stati assegnati a imprese, consulenti, università, organizzazioni e associazioni del nostro Paese mandati per un volume di franchi. 

Ridurre i rischi in materia di sicurezza e incoraggiare la protezione del clima

I progetti del contributo all’allargamento hanno permesso di migliorare la situazione di vita in loco. La povertà ancora ampiamente diffusa nelle regioni periferiche e istituzioni statali deboli costituiscono rischi politici che riguardano anche la Svizzera, tra l’altro sotto forma di pressione migratoria. Anche i problemi ambientali non si fermano alle frontiere. I progetti legati all’ambiente, molti dei quali contribuiscono alla protezione del clima, sono anche nell’interesse della Svizzera.

In che modo si tiene conto concretamente degli interessi dell’economia svizzera?

Nella scelta dei 27 settori di cooperazione per l’accordo con l’UE (protocollo d’intesa, MoU) si è tenuto conto dell’offerta di beni e del know-how dell’economia svizzera. Nei settori interessati esiste in Svizzera un’offerta di alta qualità in beni e prestazioni. Le imprese e i consulenti svizzeri hanno accesso alle gare d’appalto pubbliche dei Paesi partner e si possono qualificare.

Il contributo all’allargamento costituisce meno di un per cento dei mezzi UE a favore dei 13 Stati partner. Le imprese svizzere possono candidarsi per mandati dei fondi strutturali e di coesione dell’UE. I progetti realizzati con successo nel quadro del contributo all’allargamento contribuiscono a un’immagine positiva della Svizzera nei nuovi Stati UE (e in generale nell’UE). Grazie a una migliore visibilità aumentano le opportunità dell’economia svizzera di vincere bandi di concorso di progetti finanziati dall'UE («effetto apripista»). L’economia svizzera approfitta inoltre dell’istituzione di un clima favorevole per avviare nuovi rapporti d’affari.