L’integrazione sociale dei bambini rom passa attraverso la scuola

Progetto concluso
Un gruppo di bambini rom partecipa a un laboratorio di bricolage in classe.
L’integrazione scolastica dei bambini emarginati (soprattutto rom e con disabilità) passa attraverso un’offerta adeguata e diversificata di attività pedagogiche. © DSC

In Serbia, come del resto in altri Paesi dell’Europa dell’Est, non tutti i bambini hanno le stesse possibilità di accedere al sistema scolastico. Dal 2004 la DSC opera nel Paese per garantire l’integrazione dei bambini rom o con disabilità nelle scuole materne e primarie. Prima si combatte l’emarginazione dei più vulnerabili, più aumentano le probabilità di una loro integrazione nella società con il passare degli anni.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Serbia
Istruzione
Politica dell'istruzione
15.06.2013 - 31.12.2018
CHF 8'460'000

In Serbia oltre 15’000 bambini rom hanno beneficiato, a partire dal 2004, di apposite misure educative grazie alle quali è stato possibile incrementare del 25% la loro presenza nel primo anno di scuola primaria. Si tratta di un risultato incoraggiante frutto dell’intervento della DSC nel Paese a favore di una maggiore integrazione scolastica dei bambini appartenenti a gruppi cosiddetti «emarginati».

L’idea di base è semplice: prima questi bambini sono integrati nel percorso scolastico o prescolare, più possibilità hanno di riuscire nella vita. La DSC si adopera per diffondere tale messaggio presso le autorità locali e i responsabili scolastici in Serbia, dato che, in ultima analisi, l’integrazione dei bambini con disabilità o provenienti da gruppi di popolazione svantaggiati dipende dalla buona volontà di questi ultimi.

80’000 bambini rom non scolarizzati

In Serbia la situazione dei Rom è particolarmente preoccupante. Due terzi di loro non hanno frequentato le scuole elementari e l’80% è analfabeta. Di conseguenza, non sono in grado di trasmettere la benché minima conoscenza ai propri figli, che, se non possono contare sull’istruzione scolastica, sono inevitabilmente relegati ai margini della società. Questa situazione riguarda circa 80’000 bambini dai sei anni in su, che non sono mai andati a scuola.

Priorità alle scuole materne

Per ovviare a tale esclusione di fatto, la DSC moltiplica le esperienze pilota volte a promuovere l’integrazione nelle scuole in collaborazione con la Croce Rossa serba, l’UNICEF e il Ministero dell’istruzione serbo. Nel progetto sono coinvolte complessivamente 85 circoscrizioni municipali (ovvero una su due a livello nazionale).

Un’attenzione particolare è rivolta allo sviluppo di attività prescolari per i bambini dai tre ai cinque anni e mezzo. In Serbia, soltanto il 40% dei bambini frequenta la scuola materna e tale quota scende al 10% quando si tratta di bambine e bambini rom. Oltre alle scuole materne e ai centri comunitari su cui si concentra il progetto, anche 2636 scuole primarie testano i nuovi programmi educativi.

Gli insegnanti sono sensibilizzati alla necessità di sviluppare attività pedagogiche diversificate che tengano conto delle esigenze di alunni provenienti da contesti differenti. A seconda dei casi vengono inoltre assunti maestri supplementari, si procede a un adeguamento delle infrastrutture e si cerca di coinvolgere i genitori degli alunni. L’obiettivo dei programmi è insegnare la tolleranza nei confronti della diversità. Insieme agli alunni in età preadolescenziale vengono affrontati problemi come i matrimoni precoci e le altre discriminazioni subite da molti giovani provenienti da ambienti svantaggiati.

Standardizzazione del nuovo modello pedagogico

Un ulteriore valore aggiunto è dato dal fatto che le riflessioni e le esperienze effettuate a livello locale nell’ambito del progetto forniscono spunti a centinaia di psicologi, pedagoghi e studenti che intendono intraprendere la professione dell’insegnamento. Sono inoltre incentivati i viaggi di studio per moltiplicare le occasioni di scambio.

In tal modo la DSC mira a garantire il massimo livello di sviluppo, diffusione e standardizzazione dei nuovi metodi di pedagogia integrativa entro il 2017, anno in cui si concluderà il progetto. Vari organi decisionali nell’ambito dell’istruzione (Ministero, Consiglio nazionale dell’istruzione, Istituto per la qualità e la valutazione dell’istruzione, istituti universitari ecc.) sono strettamente coinvolti nel cambiamento.

La DSC contribuisce a dotare tali istituzioni di strumenti di pianificazione strategica e monitoraggio in materia di scolarizzazione (e abbandono scolastico), qualità dell’istruzione ed esigenze della prima infanzia. Tutte le conoscenze così acquisite fungono poi da base per i dibattiti e le riforme a livello legislativo in Serbia. Un risultato tangibile in tal senso è rappresentato dall’adozione da parte del Parlamento serbo, nel 2010, di una legge sull’istruzione inclusiva considerata particolarmente all’avanguardia a livello europeo.

Fondo per l’istruzione dei bambini rom

Parallelamente alle attività specifiche svolte in Serbia, la Svizzera contribuisce finanziariamente al Fondo per l’istruzione dei bambini rom («Roma Education Fund») creato nel quadro del «decennio di integrazione dei Rom 2005-2015» promosso da nove Paesi dell’Europa dell’Est. Anche tale Fondo mira a garantire pari opportunità nell’accesso all’istruzione per i bambini rom e non rom nei Paesi dei Balcani occidentali. Più in generale, la DSC attua inoltre una decina di progetti volti a combattere l’esclusione sociale dei Rom nei Paesi dell’Europa dell’Est. Lo scopo di questa strategia d’intervento è limitare l’emigrazione dei Rom verso i Paesi dell’Europa occidentale.

Fondo per l’istruzione dei bambini rom

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