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Pubblicato il 15 luglio 2025

Mediazione e dialogo

La mediazione fa parte dei buoni uffici della Svizzera e rientra tra le priorità in materia di politica estera. La Svizzera riceve dalle parti in conflitto la richiesta di mediare oppure offre loro i propri servizi in questo ambito. Può intervenire direttamente in qualità di mediatrice o fornire sostegno alle parti negoziali e alle operazioni di mediazione condotte da terzi. Inoltre, in collaborazione con la comunità internazionale, promuove la professionalizzazione di chi opera in questo settore.

Nel mese di giugno del 2016, il presidente della Colombia Juan Manuel Santos e il capo delle FARC Rodrigo Londono suggellano il trattato di pace all’Avana, alla presenza di Raúl Castro.

La Svizzera vanta una lunga esperienza di mediazione nel contesto dei conflitti internazionali, profondamente radicata nella sua cultura politica di dialogo e creazione di consenso. La Svizzera è un attore negoziale molto richiesto e riconosciuto a livello internazionale, e negli scorsi anni ha seguito oltre 30 processi di pace in più di 20 Paesi.

La Svizzera svolge attività di mediazione sia direttamente con le parti in conflitto sia indirettamente, mettendo a disposizione esperte ed esperti che mediano e sostengono i processi di pace per conto di organizzazioni internazionali come l’ONU o l’OSCE.

In accordo con le parti in conflitto, la Svizzera crea lo spazio necessario per avviare e svolgere negoziati. Aiuta le parti a identificare le cause del conflitto, a formulare le loro richieste e a elaborare soluzioni. Il sistema politico della Svizzera, inclusivo e basato sul consenso, contribuisce all’attrattiva e alla credibilità dei suoi buoni uffici. La Svizzera ha un impatto globale, e la sua azione è professionale, efficiente e solitamente discreta.

Esistono cinque tipi di servizi di mediazione.

Religione, politica e conflitti

Nel quadro del suo impegno a favore della mediazione e il dialogo, la Svizzera presta particolare attenzione ai temi della religione, della politica e dei conflitti. La percentuale di conflitti armati in cui la religione ha un ruolo si è moltiplicata negli ultimi 50 anni e ora rappresenta più della metà di tutti i conflitti. Il problema principale non è la religione stessa, ma piuttosto lo scontro tra diverse visioni del mondo. Il lavoro della politica di pace della Svizzera su religione, politica e conflitti è incentrato sulla ricerca di soluzioni concrete che mirano a portare alla rinuncia alla violenza e alla coesistenza pacifica tra persone che hanno visioni del mondo differenti. A tal fine, la Svizzera adotta un atteggiamento neutrale nei confronti delle varie tradizioni religiose e crea progetti comuni per la cooperazione concreta e la creazione di un clima di fiducia tra università, organizzazioni non governative, comunità religiose e della società civile, nonché partiti politici e governi. La Svizzera sostiene progetti di promozione della pace con una dimensione religiosa in tutto il mondo, con particolare attenzione all’Africa orientale e al Corno d’Africa.

Quattro uomini dall'aria seria sono in piedi davanti a una parete che raffigura il logo del Dialogo di Pace.

17 ottobre 2023

Processo di pace in Colombia: la Svizzera diventa Stato garante nei negoziati tra il Governo e i ribelli

Nell’ambito della politica di pace che conduce in Colombia da molti anni, il 16 ottobre 2023 la Svizzera ha assunto – su richiesta del Governo colombiano e del gruppo di ribelli EMC (Estado Mayor Central de las FARC-EP) – un mandato ufficiale di garante nei negoziati di pace. Tutti i dettagli nell’intervista all’ambasciatore Simon Geissbühler, capo della Divisione Pace e diritti umani (DPDU) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Contatto

Sezione Diplomazia dei Diritti Umani
Segreteria di Stato SES-DFAE
Divisione Pace e diritti umani
Effingerstrasse 27
3003 Berna