Marzo 2017, Manila, Filippine. Alcuni dimostranti portano un cartellone nero con su scritto: «No alla pena di morte».
La pena di morte viola la dignità umana e i diritti umani. © Shutterstock

Libertà di espressione

La Svizzera s’impegna per il diritto alla libertà di espressione. La libertà di espressione è un pilastro di ogni società liberale e democratica. Comprende il diritto di farsi un’opinione e di esprimerla come pure di cercare, ricevere e trasmettere informazioni e idee di ogni tipo. Per realizzare questo diritto hanno svolto un ruolo importante la libertà di stampa e il lavoro degli operatori dei media.

La digitalizzazione ha ampliato notevolmente le possibilità di comunicare. Le regole nello spazio digitale (governance digitale) vanno stabilite garantendo il diritto alla libertà di espressione anche online. Al tempo stesso, la Svizzera controlla che con il pretesto della libertà di espressione non si verifichino incitamenti alla discriminazione e alla violenza («discorso di odio»).

Un mondo senza pena di morte

La Svizzera s’impegna per un mondo senza la pena di morte. Nella concezione giuridica della Svizzera e del Consiglio d’Europa, la pena capitale viola il divieto di tortura e maltrattamenti nonché il diritto alla vita. Questa concezione non è condivisa da tutti gli Stati. Per questo motivo, la Svizzera si prodiga affinché l’inconciliabilità tra pena di morte e diritti umani venga maggiormente riconosciuta a livello internazionale. Sfrutta inoltre il dialogo bilaterale e iniziative multilaterali per convincere gli Stati a sospendere e abolire la pena di
morte.

L’approccio della Svizzera e dei suoi partner, che gode di un ampio consenso, funziona: negli ultimi anni sempre più Paesi hanno abolito, o quantomeno sospeso, la pena capitale, tanto che oggi solo una minoranza di Stati continua ad
applicarla.

Piano d’azione del DFAE per l’abolizione universale della pena di morte 2017–2019

Abolizione della pena di morte: argomentazioni, tendenze e prospettive, ONU (en)

La Svizzera si batte per l’abolizione della pena di morte presentando una nuova risoluzione nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, comunicato stampa, 27.09.2019

Divieto di tortura e maltrattamenti

La Svizzera s’impegna per il rispetto del divieto di tortura e maltrattamenti. Il diritto internazionale vieta la tortura in qualsiasi circostanza. Nonostante questo divieto assoluto, la tortura è ancora diffusa, non solo nell’ambito di conflitti armati, ma anche in tempi di pace. Le ripercussioni negative sugli individui e su intere società minacciano la pace e la sicurezza.

Si registrano tuttavia anche sviluppi positivi: sempre più Stati ratificano la Convenzione dell’ONU contro la tortura e il relativo protocollo facoltativo, che contengono prescrizioni chiare sulla protezione degli individui contro la tortura attraverso la prevenzione, la repressione e la riparazione nonché sulla sorveglianza dei luoghi di detenzione da parte di organismi indipendenti. L’attuazione di questi accordi porta a una comprovata diminuzione dei casi di tortura.

Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti

Piano d’azione del DFAE contro la tortura

Convenzione contro la tortura (testo)

Protezione delle minoranze

La Svizzera, la cui identità è fondata sulla diversità e sulla convivenza tra diverse comunità linguistiche e di altra natura, si impegna per la protezione delle minoranze e dei gruppi vulnerabili.

La Dichiarazione universale dei diritti umani sancisce che «tutti gli esseri umani nascono […] eguali in dignità e diritti», un principio strettamente legato al divieto di discriminazione iscritto in vari trattati internazionali. 

In tutte le regioni del mondo, le minoranze linguistiche, religiose, etniche, nazionali e di altra natura sono sotto pressione e in parte esposte a persecuzioni sistematiche. I conflitti persistenti e l’instabilità politica fomentano la discriminazione delle minoranze e spesso ne sono anche una delle cause.

Nel suo impegno, la Svizzera persegue un approccio globale, che prevede il rispetto e la promozione dei diritti di tutte le minoranze (linguistiche, religiose, etniche e nazionali) in modo paritario. 

Declaration on the Rights of Persons Belonging to National or Ethnic, Religious and Linguistic Minorities

Special Rapporteur on minority issues, United Nations

Ultima modifica 03.01.2023

Contatto

Abteilung Frieden und Menschenrechte

Bundesgasse 32
3003 Bern

Telefono

+41 (0)58 462 30 50

Fax

+41 (0)58 463 89 22

Inizio pagina