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Pubblicato il 1 febbraio 2026

Armi classiche

Il diritto internazionale umanitario mira a limitare gli effetti dei conflitti armati. Per questo motivo vieta o limita l'uso di armi che causano sofferenze eccessive o hanno effetti indiscriminati. La Convenzione su alcune armi convenzionali svolge un ruolo centrale in questo contesto. Anche l'uso dei sistemi d'arma autonomi deve essere valutato alla luce delle norme del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario.

Il diritto internazionale umanitario limita o vieta l'uso di determinate armi convenzionali. La Svizzera si impegna a rispettare il diritto internazionale umanitario e, alla luce dei progressi tecnologici, adoperarsi affinché gli standard esistenti rimangano pertinenti e rispettati, garantendone così l'efficacia.

Convenzione su alcune armi convenzionali

La Convenzione sul divieto o la limitazione dell’impiego di talune armi classiche (Convention on Certain Conventional Weapons, CCW) è un elemento centrale del regime di controllo degli armamenti convenzionali e del diritto umanitario internazionale. Cerca sempre un equilibrio tra interessi umanitari e militari e gode quindi di ampio sostegno internazionale. Tutte le grandi potenze militari sono parti contraenti. I protocolli aggiuntivi hanno consentito, in varie occasioni, di adeguare la Convenzione al rapido sviluppo della tecnologia delle armi e dei metodi bellici.

La limitazione di mine antiveicolo è oggetto di discussione. La Svizzera sostiene i negoziati per un relativo Protocollo CCW. Questo tipo di armi convenzionali hanno gravi conseguenze sul piano umanitario, soprattutto per la popolazione civile. Nell’ambito della sua politica umanitaria, la Svizzera si impegna anche nel disciplinamento delle armi leggere e di piccolo calibro nonché delle mine e delle munizioni a grappolo.

Sistemi d’arma autonomi

L’integrazione dell’intelligenza artificiale e della robotica porta a sistemi d’arma sempre più autonomi, che generano vantaggi dal punto di vista militare. Auspicato è anche un maggiore rispetto del diritto internazionale. Tuttavia, si impongono numerosi interrogativi politici, etici e giuridici (diritto internazionale).

Dal punto di vista della Svizzera, il rispetto del diritto internazionale (umanitario) è il presupposto fondamentale per valutare le armi autonome. A livello internazionale devono essere chiariti in particolare il tipo e la qualità di controllo umano richiesto. L’autonomia non può essere illimitata.

Contributi della Svizzera

Che tipo di controllo umano sulle armi autonome è necessario a livello giuridico ed etico e in quale misura? Il Comitato internazionale della Croce Rossa e l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma chiariscono queste domande grazie anche a contributi svizzeri.

  • Un apprezzato documento di lavoro svizzero ha posto al centro del dibattito il rispetto del diritto internazionale umanitario.
  • In altri contributi al gruppo di esperti governativi dell’ONU sulle armi autonome, la Svizzera presenta la sua posizione sul rispetto del diritto internazionale e sulla garanzia del controllo umano.
  • La Svizzera sostiene inoltre lo sviluppo di metodi standard e protocolli di prova per la verifica della conformità dei sistemi d’arma con il diritto internazionale.

Documento di lavoro Svizzera LAWS, ONU Ginevra (en)

Limiti dell’autonomia nei sistemi d’arma: identificazione degli elementi pratici del controllo umano, Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (en)

La Svizzera si spende negli ulteriori lavori nell’ambito della CCW per accertare il bisogno di regolamentazione. Dal punto di vista della Svizzera, nel quadro della CCW si devono impedire le armi autonome con le seguenti caratteristiche:

  • i loro effetti non possono essere ragionevolmente previsti
  • i loro effetti non possono essere limitati conformemente alle disposizioni del diritto internazionale umanitario
  • non possono essere impiegate altrimenti in conformità con il diritto internazionale umanitario
  • il loro effetto non può essere attribuito a un comandante responsabile.

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