Passare al contenuto principale

ComunicazioniPubblicato il 27 marzo 2024

Il disarmo nucleare resta una priorità della Svizzera

La Svizzera si impegna per il disarmo nucleare in tutto il mondo nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP). Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) mira a un divieto totale di tali armamenti, un obiettivo che la Svizzera condivide in linea di principio. Tuttavia, il Consiglio federale non giudica necessario intervenire per riposizionare il TPNW. Ritiene il suo impatto e la sua portata limitati, poiché venne negoziato senza i detentori di armi nucleari. Il trattato ha inoltre una portata ridotta in quanto la maggioranza della comunità internazionale, inclusi quasi tutti i Paesi europei, ne mette in dubbio l’efficacia. Analizziamo le questioni centrali con fatti, cifre e risposte.

Mappa dell'Europa, in cui tutti i Paesi sono segnati in rosso tranne Austria, Liechtenstein e  Irlanda, segnati in verde. Quest’ultimi hanno aderito al TPNW.

Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) e il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) sono due strumenti di diritto internazionale riguardanti il disarmo e la non proliferazione nucleari. Sebbene entrambi i trattati perseguano lo stesso obiettivo, ovvero un mondo privo di tali armamenti, si differenziano in modo significativo nel loro approccio, nella loro portata e nel loro impatto.

Trattato di non proliferazione nucleare (TNP)

Il TNP, negoziato nel 1968 ed entrato in vigore nel 1970, poggia su tre pilastri: disarmo nucleare, non proliferazione delle armi nucleari e utilizzo pacifico dell’energia atomica. I cinque Stati detentori di armi nucleari riconosciuti dal TNP si impegnano a non trasferire questi armamenti ad altri Paesi, mentre gli Stati militarmente non nucleari si astengono dallo svilupparli e devono consentire lo svolgimento di ispezioni internazionali da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) per assicurare che le loro attività nucleari si limitano esclusivamente a scopi pacifici.

Mappa del mondo in cui i 191 Stati che hanno aderito al TNP sono colorati di verde e i cinque Stati che non hanno aderito al TNP sono colorati di rosso.

Il TNP ha chiaramente raggiunto il suo scopo principale: evitare il cupo scenario che, negli anni 1960, vedeva un futuro con più di 20 Stati in possesso di armi nucleari. Anche l’uso pacifico del nucleare garantito dal TNP nei campi dell’energia, della ricerca, della medicina e dell’agricoltura è un successo.

Grafico che illustra il numero di Stati interessati all’acquisto di armi nucleari, il numero di Paesi  in possesso di questi armamenti e il numero di testate nucleari nel mondo nel corso degli anni.

Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW)

Il TPNW è stato negoziato nel 2017 ed è entrato in vigore nel 2021 e, a differenza del TNP, mira a vietare ed eliminare in toto le armi nucleari. In particolare impedisce a tutte le parti di sviluppare, testare, produrre, acquistare, possedere o stazionare sul proprio territorio tali armamenti. Il TPNW non prevede alcun obbligo di disarmo per i Paesi detentori di testate nucleari che non vi hanno aderito.

Carta del mondo che raffigura in verde scuro i 70 Stati parte del TPNW, in verde chiaro i 23  Paesi firmatari e in rosso i 102 Stati che non hanno sottoscritto il trattato.

In cosa si differenziano il TPNW e il TNP?

Una differenza importante tra i due trattati riguarda il modo in cui sono stati negoziati e la partecipazione degli Stati in possesso di armi nucleari, riconosciuti e non. Il TNP è il risultato dei negoziati avviati dalle due superpotenze dell’epoca (Stati Uniti e URSS). Cinque Paesi (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) sono ufficialmente riconosciuti come detentori di armi nucleari ai sensi di tale trattato e, di conseguenza, sono tenuti a procedere gradualmente al disarmo, mentre gli altri Stati si impegnano a rinunciare allo sviluppo e all’acquisto di armi nucleari. Per quanto riguarda il disarmo, sono stati compiuti notevoli passi avanti dopo la Guerra fredda, ma da alcuni anni a questa parte si registra una battuta d’arresto.

Il TPNW, invece, è frutto di un’iniziativa lanciata da Stati che non detengono armi nucleari. Questi ultimi criticano i lenti progressi fatti nell’attuazione del TNP e intendono esercitare una maggiore pressione a favore del disarmo. Poiché il TPNW non può contare sul sostegno dei Paesi che possiedono armi nucleari e dei loro alleati, il suo impatto è incerto.

Un ulteriore aspetto concerne l’attuazione dei due trattati. Il TNP comprende meccanismi di verifica e implementazione da parte dell’AIEA, che con ispezioni regolari assicura che gli Stati contraenti adempiano i propri obblighi. Attualmente il TPNW non dispone di alcun meccanismo di controllo di questo tipo e prevede semplicemente che gli Stati contraenti discutano l’attuazione del trattato nell’ambito di conferenze.

Posizione della Svizzera sul TPNW

Ad oggi la Svizzera non ha aderito al TPNW. Nella sua seduta del 27 marzo 2024, il Consiglio federale non ha valutato necessario il riposizionamento del Paese. A prescindere da tale decisione, la Svizzera continua a impegnarsi nel quadro del TNP per un mondo senza armi nucleari. Ha ratificato il trattato già nel 1977 ed è convinta che l’obiettivo del disarmo nucleare possa essere raggiunto solo collaborando con le potenze nucleari ufficialmente riconosciute. Alla luce di tutto ciò, la Svizzera segue gli sviluppi dell’attuazione del TPNW e li valuta costantemente. Nel suo ruolo di Stato osservatore nell’ambito del TPNW, si impegna per una coesistenza costruttiva e per lo sfruttamento delle sinergie tra i due trattati.

Domande e risposte

Documenti

Contatto

Comunicazione DFAE
Segreteria generale SG-DFAE
Palazzo federale Ovest
3003 Berna