Impegno della Svizzera per lo sminamento umanitario 2024
Le mine e i residuati bellici esplosivi uccidono e feriscono ancora circa 5000 persone ogni anno. Nel 2024 la Confederazione, nell’attuazione del suo piano d’azione 2023–2026, ha ulteriormente rafforzato il suo impegno nello sminamento umanitario, concentrandosi sull’Ucraina. In occasione della Giornata internazionale dello sminamento umanitario, il DFAE e il DDPS presentano un resoconto delle attività svolte nell’anno appena trascorso.
Le mine e altri ordigni bellici, come quelli inesplosi, hanno conseguenze devastanti anche dopo la fine dei conflitti. Le persone sfollate non possono ritornare alle proprie case, i campi rimangono incolti e la ricostruzione è ostacolata. La Svizzera si impegna da oltre 30 anni nell’azione contro le mine e nel 2024 ha ulteriormente intensificato i suoi sforzi, destinando circa 43,8 milioni di franchi allo sminamento e collocandosi così tra i primi 10 Paesi donatori in questo settore.
In conformità con il piano d’azione «Lotta contro le mine», le attività della Confederazione sono suddivise in tre ambiti d’azione: 1) promozione del quadro normativo 2) sminamento umanitario sul campo e 3) innovazione.
Le mine e altri ordigni bellici, come quelli inesplosi o altri residuati bellici esplosivi, continuano a rappresentare una grave minaccia per la popolazione civile anche molti anni dopo la cessazione delle ostilità. Lo sminamento umanitario contribuisce a mitigare gli effetti sociali, economici e ambientali delle mine e di altri ordigni bellici, tra cui quelli inesplosi. Da un lato, l’obiettivo è prevenire in modo diretto incidenti e nuove sofferenze, dall’altro si tratta di rendere nuovamente possibile uno sviluppo sostenibile per le comunità colpite. Per questo motivo, oltre alle operazioni di bonifica vere e proprie, lo sminamento comprende anche le attività di sensibilizzazione ai rischi collegati alle mine e agli altri residuati bellici, l’assistenza alle vittime, azioni di advocacy per la messa al bando delle mine antiuomo e delle munizioni a grappolo, nonché la distruzione delle scorte.
Ambito d’azione 1: Promozione del quadro normativo
La Confederazione si impegna affinché le convenzioni sul divieto delle mine antiuomo e delle munizioni a grappolo vengano firmate e rispettate da tutti gli Stati (la cosiddetta «universalizzazione»), sfruttando sia gli incontri multilaterali sia i contatti bilaterali. Inoltre sostiene progetti di ricerca e giovani desiderosi di impegnarsi in questo campo nei loro Paesi. Nel 2024, per la prima volta un Paese ha dichiarato di volersi ritirare dalla Convenzione sulle munizioni a grappolo. Il diritto internazionale si trova in una situazione di forte pressione. La Svizzera intensificherà quindi i propri sforzi nel campo dello sminamento.
Dal 25 al 29 novembre 2024, gli Stati parte della Convenzione di Ottawa sulla proibizione delle mine antiuomo si sono riuniti a Siem Reap, in Cambogia, per la quinta conferenza di revisione, nel cui quadro è stato adottato un piano d’azione per l’attuazione della convenzione nei prossimi cinque anni. La delegazione svizzera si è espressa a favore di un piano ambizioso con una serie di azioni e indicatori chiari per monitorare i progressi. Ha sostenuto la Cambogia nell’organizzazione della conferenza, parallelamente al suo impegno di lunga data per lo sminamento in questo Paese.
Attraverso progetti specifici e l’invio di esperti, la Svizzera aumenta la sicurezza delle persone coinvolte e favorisce uno sviluppo sostenibile. In linea con il principio «aiutare gli altri ad aiutare sé stessi», sostiene in particolare lo sviluppo di capacità nazionali sul lungo periodo. Nel 2024 la Svizzera ha sostenuto direttamente 11 Stati finanziando progetti e ha inviato 14 esperti in complessivamente sei contesti. Di seguito sono riportati tre esempi specifici di queste attività.
Il DFAE sostiene da anni il Kosovo nei suoi sforzi per liberare il Paese dalle mine e dalle munizioni a grappolo.
L’anno scorso, il Kosovo ha adottato una strategia nazionale per sminare tutto il proprio territorio entro il 2030. La strategia è stata sviluppata con il supporto del Centro internazionale per lo sminamento umanitario di Ginevra (GICHD).
La Divisione Pace e diritti umani (DPDU) del DFAE ha sostenuto gli sforzi degli enti chiave locali e internazionali per l’evacuazione delle aree in tutto il Paese, con particolare attenzione alle zone popolate dove il rischio di incidenti è più elevato. Di recente, il partner The HALO Trust ha affrontato una sfida particolare nel Kosovo occidentale, dovendo ottenere il consenso della popolazione locale per poter accedere a terreni e cortili di proprietà privata. Inoltre, sono state adottate ulteriori misure di sicurezza per proteggere la popolazione, vista la vicinanza alle zone residenziali.
Grazie al sostegno della DPDU, durante l’operazione nel piccolo villaggio di Arllat, a 30 chilometri a est di Pristina, durata un intero anno, sono stati trovati e distrutti gli ultimi residui di munizioni a grappolo, contribuendo ad aumentare la sicurezza generale e a promuovere una pace duratura. Alla fine del 2024, il villaggio è stato dichiarato libero da munizioni a grappolo.
Da giugno del 2024, uno specialista dell’Esercito svizzero per l’eliminazione di munizioni inesplose è attivo nel programma per il Sahara occidentale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’azione contro le mine (UNMAS). In veste di operations officer civile presso il quartier generale dell’Agenzia a Laayoune, lavora alla pianificazione e ai progetti in un campo di attività molto vario. Gli osservatori della missione ONU nel Sahara occidentale (Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale, MINURSO) sono regolarmente sensibilizzati al pericolo degli ordigni inesplosi e dei campi minati. Lo specialista interviene anche sul campo, per esempio controllando i percorsi o garantendo il corretto svolgimento delle operazioni sui campi minati. In quest’ultimo contesto, deve assicurarsi che la bonifica sia conforme a quanto prescritto dalle Norme internazionali delle azioni di lotta contro le mine (IMAS). Questa cooperazione facilita anche il trasferimento di conoscenze e lo scambio di esperienze, di cui beneficia il Centro di competenza per l’eliminazione di munizioni inesplose e lo sminamento dell’Esercito svizzero (CC NBC-KAMIR).
Grazie alla sua vasta esperienza, lo specialista in sminamento aiuta gli osservatori delle Nazioni Unite a svolgere indagini sulle esplosioni. Infatti, l’identificazione di residui di munizioni e la forma dei crateri forniscono informazioni sul sistema d’arma utilizzato e sulla direzione approssimativa della linea di tiro, dati che possono essere utilizzati in un secondo momento per i rapporti MINURSO.
Da febbraio del 2022 l’Ucraina è diventata uno dei Paesi più minati al mondo. Si stima che quasi un terzo del territorio ucraino, pari a una superficie quasi quattro volte più grande rispetto a quella della Svizzera, sia contaminato da mine e altri ordigni bellici. Il 29 settembre del 2023, il Consiglio federale ha approvato un pacchetto da 100 milioni di franchi svizzeri per quattro anni (2024–2027). Metà dei fondi sono messi a disposizione dal DDPS, l’altra metà dal DFAE. Nel 2024, i due dipartimenti hanno iniziato ad attuare il pacchetto e ad avviare nuovi progetti con varie organizzazioni partner. La Confederazione lavora in particolare con la Fondazione svizzera per lo sminamento (Fondation suisse de déminage, FSD) e il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (Centro internazionale per lo sminamento umanitario, GICHD). Inoltre, il DFAE e il DDPS hanno fornito alle autorità ucraine veicoli per lo sminamento progettati dalla Fondazione Digger e dalla Global Clearance Solutions.
Ukraine Mine Action Conference UMAC2024
Con la Ukraine Mine Action Conference UMAC2024, la Svizzera e l’Ucraina hanno organizzato un incontro ad alto livello per discutere dell’importanza cruciale dello sminamento per la ricostruzione sociale ed economica del Paese. Alla conferenza è stata adottata la «Lausanne Call for Action», che invita gli Stati ad attuare misure concrete nel campo dello sminamento umanitario ed è stata sostenuta dalla maggioranza degli Stati presenti.
Gli operatori dello sminamento umanitario fanno tutto il possibile per sfruttare i rapidi sviluppi tecnologici. La Confederazione sostiene questi sforzi per rendere lo sminamento umanitario ancora più efficiente, efficace e sicuro.
Con il sostegno della Svizzera, la Fondazione svizzera per lo sminamento (FSD) ha utilizzato in Ucraina tecnologie innovative come droni con sensori radar, immagini satellitari e apparecchi per lo sminamento telecomandati per rendere più efficienti e sicure le operazioni di rilevamento ed eliminazione degli ordigni esplosivi. I droni dotati di speciali radar che sondano i primi strati del sottosuolo (ground penetrating radar) consentono di rilevare mine e altri ordigni esplosivi, anche se nascosti sotto la superficie o dalla vegetazione. Questi metodi all’avanguardia contribuiscono in modo significativo a rendere più rapide le operazioni di sminamento e a ridurre al minimo i rischi per le squadre coinvolte.
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