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ComunicazioniPubblicato il 23 novembre 2020

«Le nostre relazioni diplomatiche sono iniziate in piena guerra fredda»

Nel 2020 si celebrano 50 anni di relazioni diplomatiche tra Svizzera e Albania. Secondo Adrian Maître, ambasciatore svizzero a Tirana, il crollo del regime comunista ha segnato una svolta nelle relazioni con l’Albania. Da 50 anni i due Paesi intrattengono eccellenti relazioni, che continuano a rafforzarsi.

Scorcio di Tirana, capitale dell’Albania.

Intervista ad Adrian Maître, ambasciatore svizzero in Albania.

Se dovesse riassumere in cinque date questi 50 anni di relazioni diplomatiche tra Svizzera e Albania, cosa risponderebbe?

Citerei queste cinque date, che secondo me sono le più importanti:

2 ottobre 1970: Hans Keller, primo ambasciatore svizzero a Tirana, consegna le lettere credenziali alle autorità albanesi. La straordinaria tenacia di Keller e la sua visione sono stati determinanti per l’avvio delle relazioni ufficiali tra i due Paesi. Un risultato di tutto rispetto, se pensiamo che le relazioni diplomatiche con l’Albania sono state stabilite proprio nel mezzo della guerra fredda, in un clima di grande diffidenza tra Est e Ovest.

2 maggio 1988: Swissair è la prima compagnia aerea occidentale a operare in Albania.

Agosto 1992: in Albania viene rovesciato il regime comunista e si insedia il primo governo eletto democraticamente. I due Paesi aprono rappresentanze; l’aiuto e la cooperazione allo sviluppo svizzeri vedono il loro esordio.

Maggio 1997: viene istituito l’Ufficio di cooperazione della Svizzera, che rappresenta la DSC e la SECO e coordina le attività di cooperazione allo sviluppo del nostro Paese in Albania. La Svizzera ha fornito un importante aiuto agli sforzi dell’Albania per migliorare la propria democrazia e l’integrazione europea.

31 marzo 2017: prima visita in Svizzera di un primo ministro albanese dalla caduta del regime comunista. La presidente della Confederazione Doris Leuthard riceve il primo ministro Edi Rama e vengono sottoscritti due accordi di cooperazione. Il 2017 è stato un anno importante anche perché ha segnato i 25 anni dall’apertura delle rispettive ambasciate.

Adrian Maître, ambasciatore svizzero in Albania.
Le relazioni diplomatiche sono state stabilite proprio nel mezzo della guerra fredda, in un clima di grande diffidenza tra Est e Ovest.

Qual è oggi il significato di questo 50o anniversario per i nostri Paesi?

50 anni possono sembrare pochi, ma in questo breve lasso di tempo l’Albania ha vissuto trasformazioni radicali. Le sue relazioni con la Svizzera possono essere suddivise in due periodi distinti: quello precedente e quello successivo alla caduta del comunismo. Dal 1992 gli scambi si sono molto intensificati, la cooperazione si è estesa a nuovi campi e i legami si sono fatti più stretti. Non è solo il tempo che conta, ma anche il fatto che le nostre relazioni con l’Albania sono in crescita e si stanno rafforzando, non da ultimo grazie all’approccio adottato dalla Svizzera, che si basa sulle relazioni tra Paesi e popoli e non solo tra regimi politici o governi.

La Svizzera è stata tra i primi Paesi a offrire aiuto e assistenza all’Albania dopo la caduta del regime comunista, e questa amicizia immediata è rimasta nella memoria. Per noi questo 50o anniversario è importante anche come occasione per riflettere su ciò che vogliamo realizzare, migliorare o approfondire. L’ulteriore sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi, per esempio, presenta potenzialità interessanti. Siamo passati dall’aiuto umanitario alla cooperazione, e ora speriamo di dirigerci verso un’espansione dei legami economici e degli scambi.

50 anni possono sembrare pochi, ma in questo breve lasso di tempo l’Albania ha vissuto trasformazioni radicali.

Se dovesse descrivere le relazioni tra la Svizzera e l’Albania in tre parole, quali sceglierebbe e perché?

Cooperazione. I rapporti di partenariato sono l’ingrediente principe delle nostre relazioni ufficiali; la volontà di collaborare, di coordinarci e di unire le forze affinché l’Albania possa sviluppare il suo potenziale e fare la sua parte tanto a livello regionale quanto a livello internazionale.

Paesi piccoli. La Svizzera e l’Albania sono entrambe consapevoli del fatto che la loro prosperità dipende da una buona integrazione nelle reti globali, e quindi sono interessate a partecipare, e a contribuire come stanno facendo, ai sistemi multilaterali.

Turismo e Gasdotto Trans-Adriatico. Negli ultimi anni ci sono sempre più contatti personali e un più alto numero di visitatori e turisti svizzeri. Prima che la crisi causata dalla COVID-19 interrompesse i collegamenti – che si spera siano presto ripristinati –, c’erano almeno due voli diretti tra l’Albania e le città svizzere. Sul piano degli scambi economici, il Gasdotto Trans-Adriatico (Trans Adriatic Pipeline, TAP) è un eccellente esempio di come un’idea concepita in Svizzera possa avere un impatto positivo sullo sviluppo economico dell’Albania e dell’intera regione.

La Svizzera e l’Albania sono entrambe consapevoli del fatto che la loro prosperità dipende da una buona integrazione nelle reti globali, e quindi sono interessate a partecipare, e a contribuire come stanno facendo, ai sistemi multilaterali.

Che cosa alimenta la fiducia tra la Svizzera e l’Albania?

La solidarietà dimostrata dal nostro Paese in tutti questi anni, specialmente in momenti difficili per l’Albania, facilita l’instaurazione di un clima di fiducia. La Svizzera, oltre che un partner internazionale affidabile, è anche il secondo partner, per importanza, del piccolo Stato balcanico nel campo della cooperazione allo sviluppo.

Il nostro Paese fornisce assistenza e sostegno per rafforzare le istituzioni albanesi, non tanto per risolvere noi i problemi quanto piuttosto per consentire a queste istituzioni di crescere e di funzionare adeguatamente. Il rafforzamento della fiducia è favorito anche da un dialogo che coinvolge le autorità e tutti gli attori politici – nel più classico stile svizzero e neutrale. Non tutte le questioni vengono discusse in pubblico. Molte discussioni schiette si svolgono a livello bilaterale.

Il rispetto delle differenze culturali e religiose è fondamentale. Nel 2020, per esempio, abbiamo realizzato un calendario dell’ambasciata che illustra una realtà davvero notevole dell’Albania: la convivenza armonica tra le religioni. Pochi sanno, anche in Svizzera, che in Albania esistono almeno cinque religioni diverse che convivono in grande armonia. Il presidente albanese ha partecipato alla presentazione del calendario e ci ha ringraziati per aver messo in evidenza questo aspetto tanto importante quanto poco noto.

La solidarietà dimostrata dal nostro Paese in tutti questi anni, specialmente in momenti difficili per l’Albania, facilita l’instaurazione di un clima di fiducia.

Quali sono i dossier in corso di cui va particolarmente fiero?

Uno è quello del decentramento. In 20 anni o poco più di cooperazione in questo campo abbiamo accumulato un bagaglio di esperienze vincenti nel settore del buongoverno locale, che includono anche nuovi metodi statistici per favorire questo tipo di governance. L’Ufficio federale di statistica svizzero ha fornito alle autorità locali albanesi l’assistenza tecnica specifica.

Un altro ambito è quello della formazione professionale, dove il modello svizzero ha dato vita a un modello locale albanese di formazione, aperto a un nuovo rapporto con il settore privato. Ora le scuole collaborano strettamente con le imprese per realizzare programmi che consentono alla formazione di andare a braccetto con il mercato del lavoro. Si tratta di un grande traguardo per un Paese in cui la scuola ha offerto per parecchi decenni un insegnamento esclusivamente teorico.

Che cosa augura alle relazioni tra Svizzera e Albania per il loro 50° anniversario?

Potendo guardare indietro a 50 anni di relazioni ufficiali, la Svizzera e l’Albania sono soddisfatte e si mantengono ottimiste e cooperative. La Svizzera continua a essere un partner affidabile per la democratizzazione e l’ulteriore sviluppo dell’Albania. Siamo felici che l’Albania continui la sua opera di costruzione di istituzioni efficienti, che godano della fiducia della popolazione e del settore privato. Quest’opera è proficua non solo per l’integrazione europea dell’Albania, ma anche per il settore privato svizzero, e genera effetti economici positivi per entrambi i Paesi.

Ci auguriamo anche un’espansione della collaborazione multilaterale tra la Svizzera e l’Albania, per esempio nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, e che si traggano i debiti insegnamenti per migliorare il coordinamento, la reazione e la preparazione internazionali dinnanzi alla pandemia di COVID-19.

Messaggio di Ilir Gjoni, Ambasciatore della Repubblica di Albania presso la Confederazione Svizzera

Ilir Gjoni

Il consigliere Ignazio Cassis in visita a Tirana

Il consigliere federale Ignazio Cassis è in visita in Albania dal 22 al 23 novembre 2020. Questa visita ufficiale si inserisce nella cornice dei festeggiamenti previsti per i 50 anni della presenza diplomatica della Svizzera in Albania. Il capo del DFAE incontrerà il primo ministro albanese Edi Rama e il ministro degli esteri Gent Cakaj. I colloqui verteranno sulle relazioni bilaterali, sulla cooperazione internazionale della Svizzera nella regione e sulla presidenza dell’OSCE detenuta quest’anno dall’Albania.

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