Divieti d’entrata di fedpol: il Consiglio federale si pronuncia sul rapporto della CdG-S
Berna, 02.03.2026 — Nel 2024 e nel 2025, fedpol ha ricevuto due domande di divieti d’entrata da parte della polizia cantonale di Zurigo, che ha accolto entrambe. In seguito alla copertura mediatica di cui queste due decisioni di divieto d’entrata sono state oggetto, la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati (CdG-S) ha esaminato le procedure interne dell’Ufficio federale di polizia (fedpol) e ha formulato raccomandazioni. Il 25 febbraio 2026, il Consiglio federale si è pronunciato sul rapporto della CdG-S.
Il Consiglio federale ritiene che le competenze interne e le procedure di fedpol siano adeguate. Per contro, è dell’avviso che i due casi in questione non siano stati trattati conformemente alle procedure previste e costituiscano pertanto eccezioni rispetto al trattamento abituale delle domande di divieti d’entrata presso fedpol. Afferma inoltre di aver già provveduto ad attuare due raccomandazioni della CdG-S.
Nessun riesame in assenza di nuove informazioni sui fatti
Il Consiglio federale condivide la raccomandazione della CdG-S secondo cui una decisione già presa e comunicata possa essere riesaminata soltanto se fatti fino ad allora sconosciuti lo impongono. Ciò risulta essere in linea con la prassi abituale di fedpol. Tuttavia, nell’ottobre 2024 e nel gennaio 2025, dopo che il servizio giuridico di fedpol aveva respinto la domanda di emanare un divieto d’entrata, il comandante della polizia cantonale di Zurigo era intervenuto presso l’allora direttrice di fedpol, che aveva successivamente incaricato il competente servizio di pronunciare i divieti in questione.
In questi due i casi, la direzione di fedpol è intervenuta per revocare la decisione pur in assenza di nuovi elementi e oltrepassando le procedure e competenze previste. Il Consiglio federale qualifica questi due atti procedurali come casi eccezionali rispetto alla prassi abituale di fedpol. Asserisce infatti che la direzione di fedpol non aveva fino a quel momento mai rivisto in tal modo una decisione già presa dall’unità competente. Non vi è pertanto alcun elemento che lasci presupporre che il competente servizio non conduca le proprie procedure in maniera corretta o che riesamini le proprie decisioni senza che siano emersi nuovi fatti.
Competenze decisionali presso fedpol
Riguardo alla raccomandazione di precisare ulteriormente le competenze decisionali interne, il Consiglio federale è dell’avviso che le responsabilità e le procedure interne in materia di emanazione di divieti d’entrata ed espulsioni siano disciplinate in modo appropriato e definite in modo sufficiente. In via generale spetta al capo dell’unità respingere una domanda od ordinare un’espulsione. In caso di pericolo imminente, il giurista responsabile può decidere in maniera autonoma. In entrambi i casi in questione, le lacune riscontrate non derivavano dalle procedure o da una mancanza di chiarezza, bensì dal fatto che queste ultime non erano state sufficientemente osservate dalla direzione dell’epoca.
Competenze decisionali del DFGP
Il Consiglio federale concorda con la raccomandazione intesa a migliorare la vigilanza da parte del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) sulla prassi decisionale di fedpol. Il DFGP ha già avviato i lavori per stabilire se la sua vigilanza debba essere adeguata al fine di renderla più sistematica e, in caso affermativo, in che modo. Il Consiglio federale apprezza tali iniziative e considera questa raccomandazione come adempiuta.
Il Governo sostiene ugualmente le raccomandazioni volte a definire con chiarezza i casi in cui fedpol debba sottoporre al DFGP per decisione una domanda di divieto d’entrata, in particolare se si tratta di persone politicamente esposte. A tal fine, il DFGP ha già incaricato i competenti servizi di elaborare una pertinente norma. Il Consiglio federale ritiene pertanto che anche questa raccomandazione sia adempiuta.