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La presidente della Confederazione Calmy-Rey incontra a Vaduz i capi di Stato di Germania, Austria e Liechtenstein

26.09.2011

Il 26 settembre 2011 i capi di Stato dei quattro Paesi germanofoni si sono incontrati a Vaduz per l’annuale scambio di opinioni. La Svizzera era rappresentata dalla presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey. Punti centrali dei colloqui sono stati la situazione politica ed economica in Europa, la rivoluzione in atto nella regione araba nonché la formazione, tema di fondamentale importanza nei quattro Paesi germanofoni.

Dal 2004 i capi di Stato dei Paesi germanofoni si incontrano a turno in uno dei loro Paesi. Il Principato del Liechtenstein prende parte allo scambio dal 2005. Quest’anno il principe ereditario Alois del Liechtenstein ha invitato al Castello di Vaduz la presidente della Confederazione Svizzera Micheline Calmy-Rey, il presidente tedesco Christian Wulff e il presidente austriaco Heinz Fischer. 

«I nostri Paesi sono uniti da cultura, valori e mentalità comuni, che favoriscono e facilitano la collaborazione», ha sottolineato la presidente della Confederazione Calmy-Rey, precisando: «pragmaticità e prudenza sono caratteristiche che sicuramente ci avvantaggiano in tempi economicamente difficili come quelli attuali». Sono ancora molte le sfide che ci attendono.

Il sistema di formazione nei quattro Paesi è stato il tema centrale dei colloqui. In Svizzera, la formazione non è solo una colonna portante delle pari opportunità, ma anche una componente centrale della piazza economica. La presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey ha indicato il sistema di formazione duale come un elemento di grande successo del sistema di formazione in Svizzera.  

Un altro tema è stato la crisi finanziaria in Europa. Il capo del Dipartimento degli affari esteri svizzero ha espresso la sua preoccupazione per la crisi del debito Eurozona. La Svizzera subisce le conseguenze del forte apprezzamento del franco e della riduzione della domanda economica globale nell’UE. La presidente della Confederazione Calmy-Rey ha illustrato ai presenti la misura adottata dalla Banca Nazionale, che ha fissato la soglia minima del cambio con l’Euro a 1.20 CHF, dimostrandosi decisa a mantenere tale valore acquistando se necessario valuta in quantità illimitata.   

Per quanto riguarda le questioni fiscali, la presidente della Confederazione Calmy-Rey ha espresso la propria soddisfazione per la conclusione dell’accordo sull’applicazione di un’imposta liberatoria con due importanti partner, la Germania e il Regno Unito. L’accordo ha reso possibile una soluzione equa e di lungo termine, che tiene conto sia della tutela della sfera privata che delle giustificate pretese fiscali di questi due Paesi. Oggetto di discussione sono stati inoltre questioni riguardanti l’integrazione, gli importanti mutamenti in atto in Nordafrica e nella regione araba, la situazione in Medio Oriente e altri temi internazionali.    

Oltre ai colloqui di lavoro, il programma prevedeva una visita al museo nazionale e un incontro con la presidenza del Parlamento e con i membri del governo del Liechtenstein nell’edificio del Parlamento a Vaduz. Tra la Svizzera e il Principato esiste una fitta rete di accordi che si riflettono in relazioni particolarmente strette: la Svizzera rappresenta gli interessi del Liechtenstein all’estero dal 1919, il Principato impiega il franco svizzero come valuta dal 1924; un accordo doganale è in vigore dal 1923 ed esiste anche un accordo concernentel’imposta sul valore aggiunto dal 1994.

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