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Relazioni bilaterali Svizzera - Iraq
Il posizionamento geopolitico e gli ingenti giacimenti di petrolio rendono l’Iraq un Paese di grande valenza in Medio Oriente. Nelle sue relazioni bilaterali con l’Iraq la Svizzera pone l’accento su questioni umanitarie, migrazione, incentivi al commercio, promozione della pace nonché sulla riapertura dell’Ambasciata svizzera a Bagdad.
Il quadro economico di base fa leva sull’Accordo di cooperazione commerciale dell‘11 febbraio 1978. Sin dal 1952 tra la Svizzera e l’Iraq sussiste inoltre un Accordo concernente i servizi aerei. Nel 1989 un Accordo bilaterale ha consolidato il debito iracheno a 120 milioni di franchi.
Nell’ambito delle negoziazioni del Club di Parigi, nel dicembre 2005 la Svizzera ha condonato all’Iraq l’80 per cento del debito estero, per un importo equivalente a circa 260 milioni di franchi.
Nel 1990 la Svizzera ha attuato le misure adottate dal Consiglio di sicurezza dell’ONU nei confronti della Repubblica dell’Iraq. Le sanzioni commerciali sono state revocate nel giugno 2003.
Permangono tuttavia in vigore il blocco degli averi di persone fisiche e giuridiche e l’embargo per l’export di materiale bellico. I patrimoni sotto sequestro e le risorse economiche sono trasferite al «Development Fund for Iraq».
Al fine di facilitare la restituzione dei beni culturali iracheni sottratti ne è stato vietato il commercio, e il possesso è stato assoggettato ad un obbligo di notifica presso l’Ufficio federale della cultura.
Dopo la prima guerra del Golfo nel 1991 e le sanzioni emesse dalle Nazioni Unite il commercio ha languito a lungo e si è risollevato solo lentamente. A seguito dell’invasione statunitense del 2003 le esportazioni svizzere hanno segnato un ulteriore tracollo, risalendo poi pian piano la china per assestarsi nel 2011 a 6,48 milioni di franchi, e nei primi mesi del 2012 a quasi 23,7 milioni di franchi. Ad aver guadagnato terreno sono in particolare i prodotti farmaceutici.
Negli anni 1980 numerose imprese svizzere avevano aperto delle succursali a Bagdad. Nel 1982 la Svizzera esportava merci in Iraq per oltre 680 milioni di franchi.
Sul fronte opposto, le importazioni svizzere dall’Iraq sono sempre state assai modeste, non da ultimo in virtù del fatto che la Svizzera importa le fonti energetiche di cui necessita da altri Paesi.
Dal 2009 la Svizzera abbina le operazioni di promovimento della pace allo sfruttamento sostenibile delle risorse idriche nel Medio Oriente, e pertanto anche in Iraq. Questa regione del mondo sta vivendo una profonda crisi, caratterizzata dal deterioramento e dal progressivo prosciugamento delle risorse d’acqua. Una gestione sostenibile delle riserve transfrontaliere d’acqua potrebbe evitare le calamità naturali e le tragedie umane che ne conseguono e fungere nel contempo da strumento importante per la promozione della pace.
Dal 1993 la Svizzera sostiene la popolazione irachena con aiuti umanitari, segnatamente tramite i contributi del CICR e del Programma alimentare mondiale. Offre inoltre il suo sostegno in campo sanitario, nell’approvvigionamento idrico e nella formazione di funzionari dell’amministrazione e personale diplomatico, ad esempio nei settori dei diritti dell’uomo e delle negoziazioni/organizzazioni internazionali.
Dal 2003 la Svizzera sostiene i rifugiati iracheni nei Paesi limitrofi di Giordania e Siria e gli sfollati all’interno del Paese tramite un programma regionale, ma soprattutto mediante i contributi all’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati UNHCR.
Nel 2011 in Iraq vivevano 25 cittadini svizzeri.
Il numero dei cittadini svizzeri residenti in Iraq è aumentato soprattutto negli anni 1930, raggiungendo un picco massimo negli anni 1980 con oltre 400 unità. Le due guerre del Golfo e l’invasione del 2003 hanno causato la partenza di quasi tutti i cittadini svizzeri.
Nel 1930 il Mandato britannico in Iraq è giunto al termine; il 27 agosto dello stesso anno la Svizzera ha riconosciuto de facto l’Iraq con l’accoglienza di re Faisal I da parte del Consiglio federale. Nel 1936 la Svizzera ha aperto un consolato a Bagdad, che nel 1955 è stato trasformato in legazione.
Il 31 luglio 1958 l’Iraq ha istituito una repubblica che di lì a poco è stata riconosciuta dalla Svizzera.
La prima guerra del Golfo (1991) ha causato la chiusura dell’Ambasciata svizzera. Nel novembre del 2000 la Svizzera ha aperto un Ufficio di collegamento diplomatico a Bagdad per la tutela degli interessi, poi smantellato nell’ottobre del 2008.
Fino alla chiusura dell’Ambasciata svizzera di Damasco l’ambasciatore svizzero in Siria rappresentava gli interessi della Svizzera in Iraq. L’accreditamento collaterale dell’Iraq sarà ridefinito a tempo debito. Gli interessi iracheni in Svizzera sono rappresentati dall’Ambasciata irachena a Berna.
