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Pubblicato il 1 febbraio 2026

La commissione internazionale d’inchiesta in ambito umanitario

La Commissione internazionale umanitaria d’inchiesta è un organo permanente a disposizione della comunità internazionale incaricato di indagare sulle presunte violazioni del diritto internazionale umanitario. La Commissione è composta da quindici esperte ed esperti e ha sede a Berna. In qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra, la Svizzera ne assicura il segretariato.

Elezione dei 15 membri della Commissione internazionale d’inchiesta in ambito umanitario (EN: IHFFC)

La Svizzera, in qualità di Stato depositario delle Convenzioni di Ginevra e dei relativi Protocolli aggiuntivi, organizzerà l'elezione dei 15 membri della Commissione internazionale d’inchiesta in ambito umanitario (IHFFC)  il 20 novembre a Berna.

La Svizzera, in qualità di depositaria, invita i 78 Stati parti del primo Protocollo aggiuntivo del 1977 alle Convenzioni di Ginevra che hanno accettato la competenza dell’ IHFFC a partecipare all'elezione dei 15 membri della Commissione.

Gli Stati sono invitati a comunicare al Dipartimento federale degli affari esteri svizzero, entro il 12 giugno 2026, la nomina del proprio candidato e un curriculum vitae in inglese e francese.

Mandato della Commissione

Quando vengono ipotizzate violazioni del diritto internazionale umanitario tra le parti in conflitto, il compito principale delle esperte e degli esperti è quello di condurre indagini. Possono inoltre offrire i propri buoni uffici per promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario.

A differenza di un tribunale, la Commissione si limita ad accertare i fatti e non emette sentenze. I risultati delle sue indagini vengono trasmessi in modo confidenziale alle parti interessate, accompagnati da raccomandazioni per migliorare il rispetto e l’applicazione del diritto internazionale umanitario.

La Commissione può esercitare le proprie funzioni sia nei conflitti armati internazionali che in quelli non internazionali.

Indagine solo con il consenso delle parti in conflitto

La Commissione può condurre indagini solo con il consenso delle parti interessate. Il riconoscimento della competenza della Commissione avviene tramite una dichiarazione, che può essere permanente o ad hoc).

Con un riconoscimento permanente, uno Stato autorizza la Commissione a indagare, su richiesta, in tutti i conflitti che lo oppongono a un altro Stato che abbia rilasciato la stessa dichiarazione. Una parte in conflitto che non abbia ancora riconosciuto la competenza della Commissione può farlo ad hoc per un determinato conflitto armato in cui è coinvolta, a condizione che anche l’altra parte (o le altre parti) dia il proprio consenso.
Ogni dichiarazione di riconoscimento della competenza deve essere depositata presso il Consiglio federale svizzero, depositario delle Convenzioni di Ginevra (DFAE, Direzione del diritto internazionale pubblico, Sezione trattati, CH-3003 Berna, dv.staatsvertraege@eda.admin.ch, tel. +41 58 484 50 66).

La Commissione può inoltre intervenire, nell’ambito dei propri buoni uffici, su richiesta di una parte interessata da un determinato incidente.

Istituzione e composizione della Commissione d’inchiesta

La creazione della Commissione d’inchiesta si basa sull’articolo 90 del primo Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949, adottato dalla comunità internazionale a Ginevra nel 1977. La Commissione è stata ufficialmente istituita nel 1991, dopo il riconoscimento della sua competenza da parte di venti Stati.

Finora 786 Stati in cinque continenti hanno depositato una dichiarazione di riconoscimento, tra cui la Svizzera. La Commissione gode dello status di osservatore presso l’Assemblea generale e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e riceve il sostegno di altre istituzioni internazionali come il Comitato internazionale della Croce Rossa, la Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, la Corte penale internazionale, il Consiglio d’Europa e l’Unione europea.

Kontakt

Sekretariat der Internationalen humanitären Ermittlungskommission