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ComunicazioniPubblicato il 25 maggio 2022

Le priorità della Svizzera per il Consiglio di sicurezza dell’ONU

Il 31 agosto 2022, il Consiglio federale ha adottato quattro priorità tematiche per il seggio della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell’ONU per il biennio 2023/24: promozione della pace, protezione della popolazione civile in situazioni di conflitto armato, sicurezza climatica e rafforzamento dell’efficienza del Consiglio di sicurezza. Le priorità sono state adottate dopo una fase di consultazione con le Commissioni della politica estera del Parlamento. Le priorità in breve.

Immagine della sala riunioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a New York.

Il 9 giugno 2022, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha eletto la Svizzera come membro non permanente del Consiglio di sicurezza. Il 31 agosto 2022, il Consiglio federale ha adottato quattro priorità tematiche su cui incentrare il suo mandato. La Svizzera vuole portare gli interessi e i valori su cui si basa la sua politica estera all'interno del Consiglio di sicurezza dell’ONU. L’obiettivo è costruire una pace sostenibile, proteggere la popolazione civile, affrontare la questione della la sicurezza climatica e rafforzare l’efficienza del Consiglio. In qualità di membro di quest’ultimo, la Svizzera potrebbe dare attuazione in modo ancora più incisivo al suo mandato costituzionale che le impone di impegnarsi «per la conservazione duratura delle basi naturali della vita e per un ordine internazionale giusto e pacifico». Avrebbe inoltre l’opportunità di agire tra le parti in conflitto per promuovere soluzioni praticabili: un valore aggiunto per la comunità internazionale.

Stabilire delle priorità non significa mettere da parte altre questioni. Conformemente alla sua Strategia di politica estera 2020–2023, la Svizzera vuole impegnarsi in maniera credibile all’interno del Consiglio di sicurezza, e ciò implica affrontare tutte le questioni all’ordine del giorno, e in primo luogo in quelle che riguardano i singoli contesti nazionali.

Le priorità tematiche della Svizzera in dettaglio:

Una scelta coerente

Il seggio della Svizzera come membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU è la logica continuazione del suo impegno per la pace e la sicurezza a livello globale. Il Consiglio federale ha inoltrato la candidatura nel 2011 dopo aver consultato ampiamente il Parlamento. Secondo la Costituzione federale, infatti, la Svizzera deve dare un contributo alla coesistenza pacifica dei popoli e alla costruzione di un ordine internazionale giusto. Questo è anche l’obiettivo dichiarato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: un obiettivo di grande importanza per un Paese fortemente globalizzato come la Svizzera, che dipende da condizioni stabili e da regole internazionali chiare. Pace e stabilità sono i presupposti essenziali per garantire prosperità e sviluppo.

Le prossime tappe

Dall'ottobre 2022, la Svizzera avrà lo status di osservatore nel Consiglio di sicurezza dell'ONU e potrà partecipare a tutte le riunioni, anche se senza diritto di voto. Il DFAE coglierà l'occasione per rivedere e adeguare il coordinamento interno e i processi decisionali, affinché la Svizzera sia preparata al meglio per il suo seggio a partire dal 1° gennaio 2023.

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU e la neutralità della Svizzera

La neutralità costituisce un vantaggio dal punto di vista di un mandato nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite perché dà a un Paese la credibilità necessaria per mediare tra parti in conflitto. Compito del Consiglio di sicurezza è mantenere la pace e la sicurezza per conto della comunità internazionale. Come membro del Consiglio di sicurezza, la Svizzera darebbe un contributo al sistema di sicurezza collettiva dell’ONU. Del Consiglio di sicurezza hanno fatto regolarmente parte altri Stati neutrali, come l’Austria o attualmente l’Irlanda. Nel 2015 il Consiglio federale ha chiarito in un rapporto che la Svizzera può esercitare la sua neutralità anche all’interno del Consiglio di sicurezza.

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