Candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell’ONU

Foto del Consiglio di sicurezza dell'ONU: Uomini e donne seduti a semicerchio a votare su qualcosa.
Consiglio di sicurezza dell’ONU. © Keystone

A vent’anni dalla sua adesione all’ONU, la Svizzera si candida per la prima volta a un seggio biennale non permanente presso il Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il Consiglio federale ha deciso e inoltrato la candidatura nel 2011 dopo ampie consultazioni con il Parlamento. Da allora l’Esecutivo e le due Camere hanno confermato a più riprese la candidatura. Le elezioni per il periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2024 si terranno a New York nel mese di giugno del 2022. L’organo elettorale è l’Assemblea generale dell’ONU, con 193 Paesi.

Con la candidatura, la Svizzera intende ribadire il proprio impegno a favore della pace e della sicurezza, all’interno dell’ONU e globalmente. È dal 2002 che la Svizzera occupa posizioni importanti presso tutti i principali organi dell’ONU, ad eccezione del Consiglio di sicurezza. Come sancito dalla Costituzione, la Svizzera si impegna «per un ordine internazionale giusto e pacifico», un obiettivo perseguito anche dal Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il Consiglio federale ha pertanto definito la candidatura un elemento centrale della priorità «Pace e sicurezza» nella sua strategia di politica estera 2020-2023.

© DFAE

La Svizzera è "Un più per la pace"! Questo slogan della candidatura è rappresentato visualmente da una croce svizzera (il "più") che si trasforma in una colomba della pace.

Ulteriori informazioni sul profilo della Svizzera all’ONU sono disponibili su www.unpluspourlapaix.ch.

L’adesione al Consiglio di sicurezza dell’ONU...

  • è un importante strumento per promuovere gli interessi e i valori di politica estera della Svizzera. Infatti, un ordine globale pacifico e basato sullo Stato di diritto è di grande importanza per il nostro Paese la cui economia, orientata alle esportazioni, dipende da mercati aperti disciplinati da regole chiare. Pace e stabilità sono i presupposti essenziali per garantire prosperità e sviluppo;
  • è in linea con l’impegno in materia di politica di pace e con i buoni uffici della Svizzera. Con questa adesione potrà contribuire alla risoluzione pacifica delle controversie, a beneficio della comunità internazionale, grazie anche alla sua pluriennale esperienza e alla sua credibilità;
  • incrementa il peso della politica estera della Svizzera e offre ulteriori possibilità di codecisione, specialmente per la sede dell’ONU di Ginevra, importante centro economico. In seno al Consiglio di sicurezza, la Svizzera può inoltre influenzare direttamente l’impostazione tematica e contribuire a un utilizzo efficiente dei fondi dell’ONU.

L’adesione al Consiglio di sicurezza non comporta alcun obbligo giuridico, politico o finanziario supplementare nei confronti dell’ONU. Come illustrato dal Consiglio federale nel suo rapporto del 5 giugno 2015 sulla candidatura al Consiglio di sicurezza (si veda il link più sotto), il seggio a cui la Svizzera mira è pienamente compatibile con la sua neutralità. Le voci indipendenti come quelle della Svizzera, che sostengono un ordine internazionale basato sul diritto e sono in grado di costruire ponti tra i vari schieramenti, assumono un’importanza fondamentale in seno al Consiglio di sicurezza, soprattutto alla luce dell’attuale situazione mondiale. Questa opportunità è confermata anche dalle esperienze maturate da altri Stati neutrali e non allineati come l’Austria, l’Irlanda e la Svezia, che sono stati più volte membri del Consiglio di sicurezza e che hanno espresso l’intenzione di occupare nuovamente un seggio in futuro.