Prevenzione della tortura
La Svizzera s’impegna per il rispetto del divieto di tortura e maltrattamenti. Il diritto internazionale vieta la tortura in qualsiasi circostanza. Nonostante questo divieto assoluto, la tortura è ancora diffusa, non solo nell’ambito di conflitti armati, ma anche in tempi di pace. Le ripercussioni negative sugli individui e su intere società minacciano la pace e la sicurezza.

Si registrano tuttavia anche sviluppi positivi: sempre più Stati ratificano la Convenzione ONU contro la tortura e il relativo protocollo facoltativo, che contengono prescrizioni chiare sulla protezione degli individui contro la tortura attraverso la prevenzione, la repressione e la riparazione nonché sulla sorveglianza dei luoghi di detenzione da parte di organismi indipendenti. L’attuazione di questi accordi porta a una comprovata diminuzione dei casi di tortura.
L’impegno della Svizzera risale al XIX e al XX secolo, quando ha collaborato con il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) per promuovere lo sviluppo del diritto internazionale umanitario, ponendo quindi le basi per il divieto di tortura nei conflitti armati.
Dopo la Seconda guerra mondiale la Svizzera si è adoperata per sancire il divieto della tortura nel diritto internazionale dei diritti umani e proibire la tortura anche al di là del conflitto armato.
Il diritto alla protezione dalla tortura e dai maltrattamenti è una componente centrale del diritto internazionale. La tortura e i maltrattamenti violano non solo la dignità umana e un diritto umano fondamentale dell’individuo, ma anche una disposizione vincolante del diritto internazionale. Il mancato rispetto del divieto di tortura e di maltrattamenti mette in discussione il diritto internazionale nel suo complesso.
Nell’ambito del suo impegno per la prevenzione della tortura la Svizzera:
- promuove il divieto di tortura e di maltrattamenti (prevenzione, repressione e riparazione) a livello bilaterale e multilaterale. A tal fine, sostiene gli organismi delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), nonché gli attori della società civile che si impegnano a garantire il rispetto di questo divieto;
- promuove la ratifica della Convenzione ONU contro la tortura e del relativo protocollo facoltativo e si impegna per rafforzare gli organi dei trattati;
- sostiene misure di prevenzione della tortura, concentrandosi sulla sorveglianza dei luoghi di detenzione, sull’applicazione degli standard minimi delle Nazioni Unite per il trattamento dei prigionieri e sulla formazione del personale giudiziario e di polizia secondo i principi di Méndez;
- appoggia la documentazione della tortura e dei maltrattamenti e si impegna affinché i casi di tortura siano indagati e perseguiti penalmente.
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