Mercati funzionanti per gli allevatori armeni


Un contadino armeno con il suo vitello
Un contadino armeno con il suo vitello. © DSC

Nelle regioni di Syunik e Vayots Dzor, nell’Armenia del Sud, la maggior parte degli agricoltori pratica un’agricoltura di sussistenza e riesce appena a provvedere ai bisogni della propria famiglia. Questo progetto intende aiutare gli agricoltori ad aumentare la produzione di carne e di latte, e di conseguenza anche i redditi. A tal fine, le attività puntano a migliorare la salute del bestiame sostenendo i servizi veterinari locali, a facilitare l’accesso ai mercati della carne e del latte e a promuovere lo scambio di conoscenze tra gli agricoltori.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Armenia
Economia e impiego
Sviluppo della catena di valore agricola
Sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI)
Produzione agricola (gestione delle risorse naturali inclusa)
01.09.2014 - 31.08.2020
CHF 10'000'000

Le regioni di Syunik e Vayots Dzor, nell’Armenia del Sud, sono zone montagnose remote, al confine con l’Iran e l’Azerbaigian. L’agricoltura è il principale settore d’occupazione della regione con quasi il 75% della popolazione attiva, impiegata soprattutto nella produzione di carne e latte. Tuttavia, si tratta principalmente di un’agricoltura di sussistenza, visto che gran parte dei contadini di Syunik e Vayots Dzor può essere definita vulnerabile. In effetti possiedono soltanto uno o due capi di bestiame, riescono a vendere una minima parte di quello che producono e incontrano difficoltà nel nutrire la loro stessa famiglia.

Gli agricoltori armeni devono affrontare sfide importanti: 

  • delle strade in pessimo stato che impediscono l’accesso ai mercati

  • una raccolta del latte molto irregolare

  • una disponibilità insufficiente di servizi veterinari

  • l’impossibilità di produrre eccedenze per poter acquistare nuovi capi di bestiame, strumenti o sementi

  • un accesso all’informazione e uno scambio di competenze scarsi o inesistenti
  • la produttività e la salute delle mandrie sono minacciate da un’alimentazione eccessivamente povera e da un calo della qualità dell’effettivo, conseguenza di anni di ibridazione. Dal crollo dell’Unione sovietica la produttività lattiera per animale è diminuita in media di circa il 35%

Nonostante le sfide da affrontare, va sottolineato che in Armenia l’agricoltura presenta un forte potenziale di sviluppo. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) intende valorizzare questo potenziale: il suo progetto è volto ad aiutare gli agricoltori di 100 comunità rurali delle regioni di Syunik e Vayots Dzor ad aumentare la loro produzione di carne e di latte, e di conseguenza anche i redditi. 

Mercati più efficaci

Il progetto della DSC ha varie priorità: innanzitutto mira a facilitare l’accesso degli agricoltori al mercato sia del latte sia della carne. Il potenziale è accertato visto che in Armenia esiste una forte domanda di latte e di prodotti caseari di qualità. Anche la carne fresca di qualità è molto apprezzata e l’Iran, paese limitrofo, si sta rivelando un mercato d’esportazione sempre più solido. Si tratta in sostanza di unire i punti della filiera di produzione, dall’agricoltore al consumatore. Il progetto punta in particolare a gettare un ponte tra gli agricoltori e gli anelli intermedi della catena, ovvero l’industria di trasformazione della carne e del latte. Vengono ad esempio creati contatti tra gli operatori del settore lattiero e gli agricoltori per garantire una raccolta regolare del latte, requisito indispensabile per la vendita.

Tra il 2011 e il 2014 le vendite annuali di latte sono aumentate da 9900 a 18’700 tonnellate, mentre quelle della carne sono passate da 500 a 710 tonnellate.

Mandrie più redditizie

La seconda priorità del progetto è aumentare il rendimento del bestiame, che passa giocoforza dal miglioramento della salute dei capi. Per tale ragione il progetto si propone di agevolare l’accesso degli agricoltori ai veterinari e a servizi come l’inseminazione artificiale, come pure a un foraggio più variato e ricco di sostanze nutritive.

Gli sforzi in questo ambito hanno già portato buoni frutti: tra il 2011 e il 2014, infatti, la produttività del bestiame è aumentata del 20%. È salito del 15% anche il numero delle vacche da latte.

In aggiunta, i contadini beneficiano di condizioni quadro favorevoli al perfezionamento delle loro capacità di gestione, in modo da poter incrementare sia la qualità sia la quantità di carne e latte prodotti. Parallelamente i veterinari e i grossisti di carne sono incoraggiati ad rafforzarne le competenze tramite formazioni e a impartire loro consigli circostanziati, ad esempio sulla produzione lattiera e sui metodi di selezione del bestiame.

Maggior sensibilità da parte delle autorità locali

Il team di progetto conta anche sulla cooperazione delle autorità locali di Syunik e Vayots Dzor: mettendo in risalto l’importanza della comunità rurale per l’economia della regione si sottolinea la necessità di sostenerla, non soltanto a livello locale, ma difendendone gli interessi anche sul piano regionale e nazionale. Occorre pertanto proporre agli agricoltori crediti che soddisfino le loro esigenze quando desiderano investire nella propria azienda agricola. Le autorità locali sono chiamate a fornire informazioni trasparenti sugli strumenti di finanziamento disponibili e sulle relative modalità d’applicazione.