Economia e diritti umani
Il Consiglio federale si attende che, nelle loro attività commerciali in Svizzera e all’estero, le aziende rispettino i diritti umani ed è disposto a sostenerle nell’attuazione dei Principi guida delle Nazioni Unite e di altre direttive internazionali. A questo scopo, il Governo ha emanato un piano d’azione proprio e ha creato una piattaforma informativa.

Piano d’azione nazionale imprese e diritti umani
Nel Piano d’azione nazionale su imprese e diritti umani, il Consiglio federale formula le proprie idee di un comportamento responsabile delle imprese in materia di diritti umani, cercando al contempo di sensibilizzare l’economia al tema dei diritti umani e migliorare la collaborazione con le imprese. Il piano d’azione si basa sui tre pilastri dei Principi guida dell’ONU, con misure e obiettivi definiti per ciascuno di essi.
In determinate circostanze il diritto svizzero prevede la possibilità di presentare ricorsi e reclami per coloro che ritengono che un’impresa svizzera abbia violato un loro diritto. La competenza dei tribunali svizzeri e il diritto applicabile vanno valutati caso per caso.
Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani
Nel 2011 il Consiglio dei diritti umani dell’ONU ha emanato per la prima volta principi internazionali sulla responsabilità statale e di impresa e sull’obbligo di diligenza per la tutela dei diritti umani.
Gli Stati hanno il dovere di tutelare i diritti umani. Con le loro politiche, le loro normative e i loro sistemi giudiziari devono fare in modo che il mondo economico rispetti i diritti umani.
Le imprese hanno un obbligo di diligenza e sono esse stesse responsabili in prima linea per il rispetto dei diritti umani. In caso di violazione di tali diritti devono garantire un’adeguata riparazione.
Gli Stati devono far sì che in caso di violazioni dei diritti umani, le persone colpite abbiano accesso a rimedi giudiziari ed extragiudiziari affinché le imprese siano obbligate a rendere conto del loro operato.
Materie prime e diritti umani
Il commercio di materie prime è un settore dell’economia particolarmente esposto al rischio di violazioni dei diritti umani e danneggiamento dell’ambiente nell’ambito delle attività estrattive di risorse minerarie quali il carbone, l’oro e l’argento, il cobalto, il tungsteno ecc.
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), su incarico del Consiglio federale, hanno lanciato delle linee guida (inglese) per una buona prassi di rispetto dei diritti umani, basate sulle direttive internazionali esistenti dell’ONU e dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e sui Principi volontari sulla sicurezza e i diritti umani. Queste linee guida sono il risultato di una vasta collaborazione con imprese estrattive, organizzazioni non governative e il Cantone di Ginevra, nel quale hanno sede molte di queste società.
La Svizzera e il settore aurifero
Nel novembre del 2018 il Consiglio federale ha presentato il suo rapporto sul commercio dell’oro e sui diritti umani, in cui effettua una valutazione del settore dell’oro in Svizzera e raccomanda misure che devono essere attuate dall’Amministrazione federale. Nell’ambito dell’oro ritiene che vi sia necessità di intervenire in termini di trasparenza e di catena di fornitura. La tracciabilità di questo metallo prezioso è essenziale, in quanto è l’unico modo per evitare che l’oro prodotto in violazione dei diritti umani venga importato in Svizzera. Il Consiglio federale propone quindi di approfondire il dialogo tra le parti interessate e di ampliare la cooperazione allo sviluppo nell’ambito della produzione responsabile dell’oro.
Principi volontari sulla sicurezza e i diritti umani
I Principi volontari sulla sicurezza e i diritti umani fungono da linee guida per l’attuazione di misure di sicurezza nelle imprese del settore minerario, petrolifero e del gas. Il loro scopo è aiutare a identificare i rischi affinché le società possano onorare il proprio obbligo di diligenza e adottare misure per evitare violazioni dei diritti umani e l’acuirsi di eventuali conflitti.
La Svizzera, che è membro di questa iniziativa dal 2011 e l’ha presieduta dal 2013 al 2014 e dal 2019 al 2020, si adopera affinché il maggior numero possibile di governi aderisca ai Principi volontari e promuova il dialogo tra autorità, economia privata e società civile. Promuove inoltre l’attuazione dei Principi volontari sul campo, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo e in Mozambico.
Codice di condotta internazionale per i servizi privati di sicurezza
Il Codice di condotta internazionale per i servizi privati di sicurezza (ICoC) è stato istituito quindici anni fa. Stabilisce che le società di sicurezza private devono rispettare il diritto internazionale umanitario e prevenire le violazioni. La Svizzera ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del Codice di condotta e ne presiede il consiglio di vigilanza. Promuove il dialogo tra le società di sicurezza private, gli Stati e le organizzazioni non governative.
Sport e diritti umani
La Svizzera si impegna affinché i diritti umani siano rispettati anche nel settore dello sport, a tutti i livelli, e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani siano attuati nei grandi eventi sportivi.
Dal 2015 la Svizzera elabora norme e direttive insieme alle associazioni sportive internazionali – come il Comitato internazionale olimpico (CIO) e la Federazione internazionale di calcio (FIFA) – nonché con atleti e atlete, Stati, sponsor, organizzazioni non governative e altre organizzazioni internazionali.
Nuove tecnologie e diritti umani
Le tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale (IA) possono incentivare la crescita economica e promuovere la creazione di posti di lavoro, ma comportano anche rischi per i diritti umani. Al fine di tutelare i diritti umani nello spazio digitale, la Svizzera partecipa a processi multilaterali per definire appositi standard. La Confederazione sostiene la divulgazione di linee guida per l’applicazione dei Principi guida dell’ONU nel settore digitale e in relazione alle tecnologie nuove ed emergenti da parte di imprese e Stati.
Sviluppo sostenibile e diritti umani
Le violazioni dei diritti umani sono tra le principali cause di povertà e mancanza di prospettive. Costituiscono inoltre ostacoli significativi allo sviluppo sostenibile e compromettono i risultati della cooperazione internazionale (CI). La Svizzera si impegna quindi attivamente a promuovere i diritti umani come base per lo sviluppo sostenibile. Nell’attuare i programmi di sviluppo adotta in modo coerente un approccio fondato su tali diritti, orientando il lavoro programmatico alle rilevanti prescrizioni pertinenti. Con l’Agenda 2030 sono stati definiti obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile che si basano su norme in materia di diritti umani (p. es. il diritto all’alimentazione, a un’istruzione di qualità o l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari) e quindi contribuiscono anche alla realizzazione dei diritti umani. La Svizzera si assicura quindi che l’attuazione dell’Agenda 2030 avvenga tenendo adeguatamente conto dei diritti umani.
Ambiente e diritti umani
Cambiamenti climatici, inquinamento e perdita di biodiversità rappresentano sfide importanti per le generazioni presenti e future. Sulla base del suo mandato costituzionale per il rispetto dei diritti umani e la conservazione delle basi naturali della vita, la Svizzera si impegna a livello multilaterale insieme ad altri Stati per una politica coerente in materia di ambiente e di diritti umani. Avendo promosso una risoluzione presentata al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e all’Assemblea generale dell’ONU, il nostro Paese ha contribuito a far riconoscere come diritto umano a tutti gli effetti il diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile. Con l’adozione delle due risoluzioni, la comunità internazionale ha ribadito l’interazione tra un ambiente sano e i diritti umani. Da un lato, un ambiente sano è una premessa fondamentale per il pieno esercizio dei diritti umani, come per esempio il diritto alla vita, alla salute, al cibo e all’acqua. Dall’altro, un approccio alla politica climatica incentrato sui diritti umani può contribuire a una svolta energetica più equa e sostenibile se, per esempio, si considerano i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori o i rischi del lavoro minorile nell’estrazione di materie prime strategiche per la produzione di batterie.
Link
- Piattaforma informativa DFAE/SECO su economia e diritti umani
- Principi volontari per la sicurezza e i diritti umani (inglese)
- Codice di condotta internazionale per le società di sicurezza private
- Impegno della Confederazione nel campo della responsabilità sociale delle imprese (CSR)
- Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
Documenti
Imprese e diritti umani: Piano d'azione nazionale della Svizzera 2024-2027
Linee guida OCSE per le imprese multinazionali sulla condotta responsabile d’impresa
Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani
(francese)
Successo sostenibile grazie a una gestione aziendale responsabile: procedure di dovuta diligenza per le PMI svizzere in materia di diritti umani
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Divisione Pace e diritti umani
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