Un approccio equilibrato, coerente e coordinato nei confronti della Cina
Negli ultimi decenni la Cina ha conosciuto uno sviluppo folgorante. Le relazioni tra la Svizzera e la Repubblica popolare sono in costante espansione, anche se le differenze di valori si manifestano con maggiore frequenza ed evidenza. Un crescente numero di attori nel nostro Paese intrattiene relazioni con la Cina. Per tutti questi motivi, in occasione della sua seduta del 19 marzo il Consiglio federale ha adottato una nuova strategia per la Cina, la cui stesura ha coinvolto tutti i Dipartimenti federali.

La Cina è la seconda economia del mondo, l’unico grande Paese a non essere entrato in recessione nel contesto della pandemia di COVID-19. Nel corso degli ultimi decenni il suo modello di sviluppo e la sua disciplina nella gestione dell’economia hanno permesso a milioni di persone di uscire da una situazione di precarietà, dando al Paese la possibilità di presentarsi come esempio da seguire sul fronte della riduzione della povertà. Grazie ai progressi fatti nel settore delle nuove tecnologie – dalla robotica all’intelligenza artificiale – la Cina si sta trasformando in una delle maggiori potenze mondiali in termini di tecnologie, anche ecologiche.
La Svizzera e la Cina intrattengono strette relazioni di cooperazione da oltre 70 anni. Nel 1950 il nostro Paese è stato uno dei primi in Europa a riconoscere la Repubblica popolare e, da allora, si è costruito tra le due Nazioni un rapporto basato sulla reciprocità e sul mutuo rispetto a fronte di grandi differenze politiche, sociali ed economiche. Oggi le relazioni tra la Svizzera e la Cina si fondano su un accordo di libero scambio, un partenariato strategico innovativo e decine di canali di dialogo, e se è vero che sono in costante espansione, in alcuni ambiti sono tuttavia diventate più complicate negli ultimi anni. Le differenze di valori si manifestano con sempre maggiore frequenza ed evidenza. Il dialogo tra i due Paesi si è sempre fondato, però, su un approccio critico e costruttivo che è oggi il pilastro di relazioni bilaterali ampie e diversificate.
L’onnipresente questione della coerenza
La strategia per la Cina deve far fronte a una sfida in materia di coerenza. Il Paese è il terzo partner commerciale della Svizzera a livello mondiale, il primo in Asia. Negli ultimi anni la Repubblica popolare ha conosciuto uno sviluppo molto rapido a livello economico e politico e si presenta sulla scena mondiale con elevate ambizioni geopolitiche. Ma dietro la portata del suo potere economico si celano anche aspetti più difficili da accettare. Dinnanzi alla svolta autoritaria della Cina in politica interna, la Svizzera continua a difendere i valori fondamentali che plasmano la sua politica estera. In questo campo, la difesa della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani e di un ordine internazionale liberale rimane una componente centrale. «Da settant’anni la politica della Svizzera nei confronti della Cina è caratterizzata da spirito pionieristico e pragmatismo, ma anche da fermezza nel tutelare gli interessi e i valori del nostro Paese. E anche in futuro sarà così», scrive il consigliere federale Ignazio Cassis.
Per questo motivo, proprio nella sua politica nei confronti della Cina, la Svizzera può trovarsi a dover gestire obiettivi contrastanti. La politica, e a maggior ragione la politica estera, deve sempre fare i conti con obiettivi divergenti, che sono espressione di un ordinamento statale pluralistico e di una stretta connessione tra politica estera e politica interna e devono essere gestiti e conciliati in maniera trasparente.
Da settant’anni la politica della Svizzera nei confronti della Cina è caratterizzata da spirito pionieristico e pragmatismo, ma anche da fermezza nel tutelare gli interessi e i valori del nostro Paese. E anche in futuro sarà così.
La questione della coerenza diventa quindi sempre più importante. Soprattutto ora che in Svizzera è in aumento il numero di attori che hanno contatti con la Cina. La nuova Strategia Cina 2021–2024 è stata elaborata nel quadro di un processo che ha coinvolto tutti i Dipartimenti e definisce un quadro d’azione intersettoriale per i prossimi quattro anni.
I tre principi alla base della cooperazione
La Cina investe da diversi anni ingenti risorse in formazione, ricerca e innovazione, e detiene un know-how considerevole in una moltitudine di settori, tra cui la finanza, la scienza, la cultura o in quello delle misure a tutela dell’ambiente. È soprattutto in questi ambiti che la Svizzera vuole cooperare in modo approfondito con la Repubblica popolare Cinese, che figura tra i Paesi prioritari della sua Strategia di politica estera 2020–2023 (SPE 20–23). La cooperazione si basa su tre principi fondamentali che riguardano le relazioni bilaterali, la cooperazione multilaterale e il coordinamento in Svizzera.
Da una parte il Consiglio federale intende perseguire una politica indipendente nei confronti della Cina e difendere i propri interessi di lungo periodo e i suoi valori fondamentali. L’obiettivo è mantenere un dialogo critico e costruttivo con i rappresentanti cinesi in tutti i settori in cui entrano in gioco questi interessi.
Il Consiglio federale si adopera poi per l’integrazione della Cina nell’ordine internazionale liberale e si propone di coordinarsi maggiormente con i partner che condividono le sue posizioni.
Infine, adotta un approccio equilibrato, coerente e coordinato nei confronti della Repubblica popolare, promuovendo il confronto con il Parlamento, i Cantoni, la comunità accademica e scientifica, il settore privato e la società civile.
In qualità di Stato neutrale, la Svizzera si riconosce nel ruolo di «costruttrice di ponti» e ribadisce la centralità del diritto internazionale e di una cooperazione multilaterale fondata su regole chiare.
Per promuovere le sue idee e i suoi interessi, la Svizzera dispone di una rete molto estesa. Al di fuori della sfera diplomatica – un’ambasciata a Pechino e quattro consolati generali –, la Confederazione può contare anche sulla presenza di altre antenne, come Swissnex, Svizzera Turismo, la DSC e gli Swiss Business Hub a Pechino, Shanghai e Hong Kong. Secondo Ignazio Cassis, questo dimostra quanto il dialogo e la cooperazione siano centrali per la Svizzera: «In qualità di Stato neutrale, la Svizzera si riconosce nel ruolo di «costruttrice di ponti» e ribadisce la centralità del diritto internazionale e di una cooperazione multilaterale fondata su regole chiare.»
Le priorità tematiche della strategia
La Cina è, di fatto, un attore internazionale imprescindibile nei quattro settori identificati come obiettivi primari dalla SPE 2020-2023: pace e sicurezza, prosperità, sviluppo sostenibile e digitalizzazione.
Un nuovo comitato di coordinamento per dialogare con la Cina
Per rafforzare la coerenza della politica nei confronti della Cina, all’interno dell’Amministrazione federale sarà creato un nuovo comitato di coordinamento interdipartimentale allo scopo di promuovere lo scambio di informazioni ed esperienze tra tutti gli organi federali che hanno a che fare con la Repubblica popolare. Sarà rafforzato anche il dialogo con e tra i vari attori esterni all’Amministrazione federale che svolgono un ruolo importante nel plasmare le relazioni con la Cina, come i Cantoni e le città, i rappresentanti dell’economia e delle organizzazioni non governative, gli istituti di formazione e di ricerca e le scuole universitarie.
I problemi globali richiedono soluzioni globali. Per questo motivo la Svizzera si impegna anche per cooperare in modo costruttivo con la Cina nel quadro di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite o l’Organizzazione mondiale del commercio. La Cina ha inoltre un ruolo importante da svolgere per il rafforzamento della Ginevra internazionale come centro di discussione multilaterale.
Strategie complementari per una politica estera coerente
- Nella sua Strategia di politica estera 2020–2023, pubblicata a fine gennaio 2020, il Consiglio federale ha definito obiettivi generali sulla base di un’analisi del contesto mondiale corrente nonché degli sviluppi e delle tendenze che avranno un impatto sul futuro.
- Affinché la Svizzera possa attuare la sua politica estera in modo coordinato e coerente in tutte le regioni del mondo è fondamentale che le diverse strategie siano complementari. Così, se la strategia di politica estera formula gli obiettivi prioritari e definisce l’orientamento generale, le strategie geografiche (tra cui quindi quella per la Cina) concretizzano la politica estera del nostro Paese nei diversi angoli del pianeta.
- Il quadro è completato dalle strategie tematiche che definiscono le priorità in alcuni settori specifici: ne sono esempio la strategia di cooperazione internazionale, la strategia di politica estera digitale e la strategia di comunicazione internazionale.
Per saperne di più sullo schema a cascata della strategia di politica estera della Svizzera
Domande e Risposte sulla Strategia Cina del Consiglio federale
Link
- Comunicato stampa: Relazioni multiformi, dialogo costruttivo e critico: il Consiglio federale adotta la Strategia Cina
- Documenti di base della politica estera svizzera
- Schema a cascata della strategia di politica estera della Svizzera
- Strategia di politica estera 2020–2023
- Relazioni bilaterali Svizzera–Cina
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