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Pubblicato il 1 febbraio 2026

Accesso umanitario e protezione della popolazione civile

La protezione della popolazione civile nei conflitti armati e l’accesso umanitario per i beni di prima necessità sono obiettivi importanti della politica estera svizzera. La Svizzera si adopera per garantire il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario nei conflitti armati e, in generale, dei diritti dei profughi.

Alcuni bambini giocano in un campo profughi di Adré, una città del Ciad al confine con il Sudan.

Protezione della popolazione civile

La Svizzera si impegna affinché la dignità umana sia tutelata nei conflitti armati e le regole del diritto internazionale siano rispettate anche in guerra. Le modalità di svolgimento delle guerre sono regolate in particolare dal diritto internazionale umanitario, che obbliga le parti in conflitto a limitare l’impatto delle ostilità sulla popolazione civile e sulle persone che non prendono più parte alle ostilità. Anche i diritti umani, il diritto dei rifugiati, il diritto penale internazionale e varie leggi regionali e nazionali contribuiscono a garantire e rafforzare questa protezione.

In veste di parte contraente delle quattro Convenzioni di Ginevra e dei tre protocolli aggiuntivi del 1977 e del 2005, la Svizzera si adopera per la protezione della popolazione civile nei conflitti armati. La Svizzera persegue, tra le altre cose, le seguenti priorità:

  • rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti in conflitto;
  • attività nel campo della diplomazia umanitaria volte a proteggere meglio la popolazione civile e a garantire l’accesso umanitario;
  • cooperazione con organizzazioni partner impegnate nella protezione della popolazione civile nei conflitti armati, sia a livello internazionale che sul campo nelle zone di conflitto (p. es. CICR, OCHA, «Norwegian Refugee Council» NRC, «Harvard Law School Program on International Law and Armed Conflict», CIVIC, Centro di competenza per i negoziati umanitari ecc.);
  • impegno multilaterale, per esempio nell’ambito delle Nazioni Unite. Dal 2007 la Svizzera presiede il Gruppo di amici per la protezione della popolazione civile nei conflitti armati («Group of Friends of the Protection of Civilians in armed conflict») con sede a New York. Coordina inoltre l’annuale settimana della protezione della popolazione civile («Protection of Civilian Population Week»), che riunisce a New York Stati, Nazioni Unite e società civile per discutere di questo tema.

Diplomazia umanitaria

Gli interventi di aiuto umanitario stanno diventando sempre più complessi in molte aree di conflitto e le organizzazioni umanitarie sono spesso costrette a trattare da sole e senza adeguato sostegno con le autorità e i gruppi armati. La diplomazia umanitaria ha lo scopo di persuadere i decisori a proteggere la popolazione civile nei conflitti e a onorare gli obblighi previsti dal diritto internazionale. Gli Stati hanno utilizzato mezzi diplomatici e politici in modo mirato. Grazie alla sua tradizione umanitaria, alla sua esperienza in zone di conflitto e al suo ruolo di mediatrice riconosciuta a livello internazionale, la Svizzera può svolgere un ruolo importante in questo ambito, operando per esempio in collaborazione diretta con organizzazioni umanitarie partner come il CICR, il NRC e il Centro di competenza per i negoziati umanitari e concentrandosi sulle diverse regioni di conflitto e sul livello regionale e multilaterale.

Rispetto dello spazio umanitario

Il rispetto dello spazio umanitario è essenziale per garantire l’accesso alle popolazioni in difficoltà. Sulla base dei principi umanitari di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza, gli attori umanitari devono poter intervenire senza ostacoli per aiutare le persone più vulnerabili. Da un punto di vista giuridico, questo spazio è protetto dal diritto internazionale umanitario (DIU), che vincola le parti in conflitto a facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli degli aiuti umanitari alla popolazione in difficoltà. La Svizzera è da tempo impegnata a promuovere il rispetto dello spazio umanitario e delle figure chiave che vi sono coinvolte e vi operano. A livello multilaterale, sostiene le iniziative diplomatiche volte a limitare l’impatto negativo delle sanzioni e di altre misure antiterrorismo sulle attività umanitarie. Questo impegno ha portato all’adozione di esenzioni umanitarie nei regimi di sanzioni finanziarie mirate delle Nazioni Unite, mitigando l’impatto di queste misure sulle popolazioni civili. La Svizzera ha inoltre negoziato con successo una risoluzione sulla protezione del personale umanitario durante il suo mandato presso il Consiglio di sicurezza dell’ONU (2023–2024). Questa risoluzione intende rafforzare la protezione degli operatori umanitari, compresi quelli nazionali e locali, sempre più spesso vittime di violenze.

Gruppi armati

La protezione della popolazione civile e il rispetto del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti in conflitto, compresi i gruppi armati, sono tra gli obiettivi della politica estera della Svizzera. Non solo gli Stati, ma anche i gruppi armati non statali sono tenuti a rispettare il diritto internazionale umanitario. La Svizzera sostiene pertanto le iniziative che promuovono il dialogo umanitario con tali gruppi armati e organizzazioni che contribuiscono a un migliore rispetto del diritto internazionale umanitario. In questo contesto, la Svizzera sostiene da anni l’organizzazione Geneva Call, che si adopera per promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario da parte dei gruppi armati non statali. La Svizzera ritiene che si possa instaurare un dialogo con tali gruppi e, forte della sua pluriennale esperienza nel settore dei negoziati umanitari, è anche un partner di dialogo credibile.

Bambini e conflitti armati

Da tempo la Svizzera si batte a favore della protezione dei bambini e del rispetto dei loro diritti in situazioni di conflitto armato. Questo impegno è una componente fondamentale della sua azione a favore della protezione della popolazione civile, che è uno degli obiettivi della sua strategia di politica estera (2024–2027). A livello multilaterale, la Svizzera si adopera per decisioni e meccanismi volti a migliorare la protezione dei bambini colpiti dai conflitti armati. Inoltre, sostiene attivamente il mandato della rappresentante speciale del segretario generale ONU per i bambini nei conflitti armati (SRSG CAAC). A ciò si aggiungono varie risoluzioni del Consiglio di sicurezza, che le forniscono solidi strumenti per monitorare, denunciare e rispondere ai reati gravi commessi contro i minori. La Svizzera si impegna a favore di un uso indipendente, affidabile e imparziale di questi strumenti, come il processo di registrazione delle parti responsabili di gravi violazioni negli allegati al rapporto del segretario generale o l’attuazione del meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle informazioni che documentano tali violazioni.

Un membro del personale del CICR aiuta una famiglia di Luhans’k a cercare un familiare scomparso.

1 febbraio 2026

Ricerca di persone scomparse

La Svizzera si impegna a migliorare la ricerca delle persone scomparse, a ricongiungere le famiglie e a prevenire la scomparsa di persone.

Protezione per il personale umanitario

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU adotta una risoluzione svizzera.

Il Consiglio di sicurezza dell'ONU il 6 dicembre 2024 durante la votazione della risoluzione che stabilisce esenzioni umanitarie per tutte le sanzioni finanziarie dell'ONU.

Comunicazioni6 dicembre 2024

Gli aiuti umanitari devono poter aiutare le popolazioni colpite, anche sotto regime di sanzioni dell'ONU

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione, co-redatta per la Svizzera, che estende le esenzioni umanitarie in regime di sanzioni.

Contatto

Sezione Diplomazia Umanitaria
Segreteria di Stato SES-DFAE
Divisione Pace e diritti umani
Effingerstrasse 27
3003 Berna