ComunicazioniPubblicato il 20 febbraio 2026
Sostegno della Confederazione alle persone colpite dalla guerra in Ucraina
Dall’inizio del conflitto, il 24 febbraio 2022, la Confederazione ha attuato varie misure a sostegno delle persone colpite dalla guerra in Ucraina, che spaziano dall’aiuto umanitario e l’impegno per una soluzione pacifica al conflitto, allo sminamento umanitario e l’aiuto finanziario, passando per la concessione dello statuto di protezione S per i rifugiati ucraini. Al 31 dicembre 2025 la Confederazione ha versato in totale 6,08 miliardi di franchi a sostegno della popolazione colpita dalla guerra in Ucraina, sia in Svizzera che all’estero.
Il sostegno alla popolazione colpita dalla guerra di aggressione russa mira a rispondere alle esigenze più pressanti in loco. La Svizzera si avvale del suo bagaglio di esperienze e della sua presenza pluriennale in Ucraina: fin dagli anni Novanta, infatti, promuove gli sforzi di rinnovamento del Paese adoperandosi principalmente a favore delle riforme, del buongoverno, dei diritti umani e di una crescita economica sostenibile nonché nell’ambito degli aiuti umanitari.

Da Kyiv (Kiev) a Kharkiv, passando per Sumy e Leopoli, una mappa interattiva mostra il sostegno della Confederazione alle persone colpite dalla guerra in Ucraina. Cliccate sull’immagine qui sopra per maggiori informazioni sui progetti.
Attualmente un terzo della popolazione ucraina dipende dagli aiuti umanitari. Di conseguenza, l’impegno della Svizzera assume una spiccata connotazione umanitaria. I progetti umanitari sono complementari alle priorità a lungo termine del programma di cooperazione e sono orientati verso risultati comuni e concreti.
La Svizzera sostiene gli sforzi di riforma dell’Ucraina fin dagli anni Novanta. Dall’inizio della guerra di aggressione russa, tre aspetti assumono particolare importanza per il Paese: la resilienza, le riforme e la ricostruzione. La Svizzera si impegna di conseguenza negli ambiti dell’aiuto d’emergenza, della pace e dei diritti umani, oltre a promuovere servizi pubblici più efficienti (p. es. mediante la digitalizzazione e la decentralizzazione) e una crescita economica sostenibile, anche con il coinvolgimento del settore privato svizzero.
Prima reazione: intensificazione e adeguamento del sostegno
La guerra di aggressione russa ha un impatto diretto sulla situazione umanitaria delle persone in Ucraina. Di conseguenza, dopo il 24 febbraio 2022 l’impegno della Svizzera ha assunto una forte connotazione umanitaria. L’attenzione si è concentrata sulla valutazione dei bisogni e sulla fornitura di beni di prima necessità. Il sostegno della Confederazione è risultato in linea con le priorità tematiche del programma di cooperazione precedente, che erano, nello specifico:
- il rafforzamento delle istituzioni democratiche;
- il miglioramento della situazione sanitaria (miglioramento dell’assistenza sanitaria di base);
- lo sviluppo urbano sostenibile (p. es. efficienza energetica, mobilità sostenibile);
- il rafforzamento della competitività delle piccole e medie imprese (imprese agricole, accesso ai servizi finanziari).
Queste attività a lungo termine sono state portate avanti con i necessari aggiustamenti.
- L’asse di intervento relativo al miglioramento della situazione sanitaria è stato per esempio integrato con una componente per la riabilitazione dei traumi legati al conflitto e per la promozione della salute psichica.
- Dal 2015 la Svizzera si impegna per la digitalizzazione e il decentramento. Il progetto E-Governance for Accountability and Participation (EGAP) offre importanti servizi amministrativi in formato digitale. In particolare in un contesto di guerra, ciò consente di facilitare l’accesso ai servizi, di accrescere la trasparenza del Governo, di promuovere la partecipazione della popolazione ai processi decisionali e di ridurre la corruzione.
- La Svizzera sostiene inoltre l’accesso equo all’istruzione e il rafforzamento del buongoverno locale. Dal 2022, questo include anche la costruzione di rifugi negli istituti di formazione e la distribuzione di materiale di soccorso agli sfollati interni nelle scuole.
- Sono stati inoltre adeguati i progetti di sviluppo urbano e di mobilità per tenere conto della popolazione sfollata e delle nuove condizioni socioeconomiche (p. es. accesso senza barriere ai servizi e ai trasporti).
Programma nazionale 2025–2028
Per garantire che la Svizzera possa continuare a offrire un sostegno efficace, il Consiglio federale intende supportare l’Ucraina e la regione con 5 miliardi di franchi nel periodo 2025–2036.
Nel quadro della Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028, per una prima fase fino al 2028 sono stati previsti 1,5 miliardi di franchi. Il 12 febbraio 2025 il Consiglio federale ha adottato a tale scopo un programma nazionale per l’Ucraina, che si concentra su tre aree tematiche:
- ripresa economica;
- servizi pubblici;
- protezione della popolazione civile e pace.
Il settore privato svizzero, con le sue competenze e conoscenze specialistiche, ma anche con i suoi prodotti innovativi e di alta qualità, svolge un ruolo centrale nell’attuazione di questo programma e nel processo di ricostruzione in Ucraina.
Il programma nazionale garantisce l’attuazione dell’aiuto all’Ucraina da un’unica fonte. Uno specifico gruppo di progetto, guidato dal delegato del Consiglio federale per l’Ucraina Jacques Gerber, si avvarrà dei processi esistenti e delle conoscenze specialistiche presenti nell’Amministrazione federale.
Aiuto invernale
Gli attacchi mirati alle infrastrutture civili del Paese ne hanno dimezzato la produzione di energia. Di conseguenza, milioni di persone non hanno un accesso adeguato all’elettricità, al riscaldamento e all’acqua. Negli ultimi due inverni, la Svizzera ha stanziato complessivamente 84,5 milioni di franchi per l’aiuto invernale, nel cui ambito la Confederazione ha sostenuto progetti per la riparazione urgente delle infrastrutture civili distrutte (p. es. riparazioni di emergenza nei settori dell’energia, della rete stradale e della sanità). L’aiuto invernale mette a frutto l’esperienza e le reti esistenti.
Sostegno sul posto da parte di esperte ed esperti svizzeri
Dal febbraio 2022 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha inviato esperte ed esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) in Ucraina e Moldova per affiancare le rappresentanze svizzere e sostenere le organizzazioni umanitarie attive sul posto (CICR, ONU, ONG).
Nel settore WASH (acqua, impianti sanitari e igiene), il CSA è stato finora in grado di aiutare circa due milioni di persone. A titolo di esempio, dopo la distruzione della diga di Kakhovka nel giugno 2023, due esperti del CSA in ingegneria e nel comparto WASH hanno contribuito a elaborare soluzioni a breve e medio termine per attenuare le relative conseguenze. Il CSA prevede di estendere l’assistenza ad altri due milioni di persone in Ucraina entro il 2027.
Con il significativo aumento del sostegno svizzero all’Ucraina è stato anche incrementato il personale dell’Ambasciata di Svizzera addetto alla cooperazione allo sviluppo e alla promozione della pace. Grazie alla forte presenza di questa rappresentanza svizzera a Kiev, è possibile garantire e monitorare la qualità e l’efficacia dei progetti svizzeri nel Paese.
Aiuto finanziario e sostegno multilaterale
Per quanto riguarda l’aiuto finanziario, la Confederazione si avvale di strumenti di organizzazioni internazionali, come la Banca Mondiale (BM) o la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), che hanno creato fondi per raccogliere i contributi stanziati da vari Paesi a favore dell’Ucraina.
Attraverso l’Ukraine Relief, Recovery, Reconstruction and Reform Trust Fund (URTF) la Confederazione contribuisce con 54 milioni di franchi alle riparazioni urgenti delle infrastrutture energetiche distrutte. Sostiene inoltre con 18 milioni di franchi l’Ukraine Energy Support Fund, gestito dal segretariato dell’organizzazione Energy Community, allo scopo di fornire, per esempio, le attrezzature necessarie a riparare le infrastrutture energetiche ucraine (quando possibile con partner svizzeri).
La Svizzera ha sostenuto poi con un contributo di 3 milioni di franchi l’iniziativa Rapid Damage and Needs Assessment della BM, nata per indagare sui danni causati dalla guerra, valutarne l’entità e definire gli interventi prioritari.
Ha inoltre alimentato il fondo Eastern Europe Energy Efficiency and Environment Partnership della BERS con oltre 20 milioni di franchi. Quest’ultimo mira a concedere sovvenzioni per l’ammodernamento e il ripristino delle infrastrutture municipali in Ucraina, con particolare attenzione all’efficienza energetica.
La Confederazione finanzia anche due altri fondi della BERS: il primo, lo Small Business Impact Fund, grazie al quale viene sostenuto il settore privato in Ucraina, permette di migliorare le condizioni quadro per le PMI fornendo consulenza, rafforzando le catene di approvvigionamento, facilitando l’accesso ai finanziamenti o creando parchi industriali. La Svizzera vi contribuisce con 11,5 milioni di franchi. Il secondo è il conto multidonatori della BERS, che promuove le riforme attraverso un impegno politico globale e il potenziamento delle capacità. La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) vi contribuisce con 7,25 milioni di franchi.
Inoltre, la BERS ha istituito un fondo per rivitalizzare il mercato delle assicurazioni contro i rischi di guerra in Ucraina, che crea un meccanismo assicurativo contro questo tipo di rischi per contrastare il ritiro delle compagnie internazionali di riassicurazione dal mercato ucraino cominciato nel 2022. In occasione della Ukraine Recovery Conference 2025 a Roma, la Svizzera ha firmato un accordo con cui ha assicurato un finanziamento di 5 milioni di franchi a tale fondo.
Tramite la Società finanziaria internazionale (SFI), la Confederazione ha sostenuto con 9,5 milioni di franchi uno strumento di finanziamento misto mediante il quale vengono concessi crediti a contadini e aziende agricole. Grazie al fondo d’investimento svizzero per i mercati emergenti (Swiss Investment Fund for Emerging Markets, SIFEM), la Svizzera partecipa finanziariamente all’Horizon Capital Growth Fund, che promuove startup nei settori dell’informatica e delle esportazioni e attraverso cui le imprese agricole continuano ad avere accesso a crediti.
In Ucraina, la SECO sostiene anche progetti a livello comunale. Per esempio, attraverso il Fondo per lo sviluppo delle capacità dell’Ucraina (Ukraine Capacity Development Fund) del FMI, a cui la Svizzera contribuisce con 7,5 milioni di franchi, finanzia il programma di riforme economiche del Governo ucraino con l’obiettivo di mantenere la stabilità economica e finanziaria del Paese.
Oltre ai progetti di cooperazione concreti, assume un ruolo importante anche la gestione degli strumenti multilaterali. In questo contesto, la Svizzera rappresenta l’Ucraina nel Consiglio esecutivo della BERS. Il Consiglio federale ha deciso che la Svizzera contribuirà con 96,11 milioni di franchi all’aumento di capitale della BERS per l’Ucraina, e questi fondi aggiuntivi saranno utilizzati per riformare l’ambiente imprenditoriale e realizzare investimenti nel settore climatico in collaborazione con il settore privato nell’ambito del programma di ricostruzione. La Svizzera contribuisce inoltre con 6,4 milioni di euro al finanziamento delle quote dell’Ucraina all’aumento di capitale.
Panoramica finanziaria
Dal febbraio 2022 la Confederazione ha stanziato circa 900 milioni di franchi per sostenere misure di cooperazione internazionale in Ucraina e nei Paesi confinanti. Tra queste, per esempio, la fornitura di beni di prima necessità, l’aiuto ai sistemi sanitari, il decentramento e la digitalizzazione, la formazione professionale e le PMI, come pure il rafforzamento del settore agricolo. La collaborazione con gli attori locali nel contesto ucraino è fondamentale perché sul posto sono presenti forze operative importanti e qualificate. Gli attori locali dispongono di contatti e know-how, possono permettere una risposta immediata e flessibile, e consentono anche agli aiuti umanitari di accedere agli ultimi chilometri nelle regioni al fronte, solitamente inaccessibili alla maggior parte degli attori internazionali per motivi di sicurezza.
Ucraina (Cooperazione internazionale)
Ucraina (SECO) (de, fr, en)
Newsticker UcrainaL’Ucraina è diventata uno dei Paesi più minati del mondo. Si stima che oltre un terzo del suo territorio – vale a dire 139 000 km2, una superficie che corrisponde a circa quattro volte il territorio della Svizzera – sia contaminato da mine e altri ordigni bellici.
Il 17 e il 18 ottobre 2024 la Svizzera, insieme all’Ucraina, ha organizzato a Losanna la Ukraine Mine Action Conference (UMAC2024), al termine della quale la maggioranza dei Paesi presenti ha adottato il documento «Lausanne Call for Action», che invoca misure concrete nel campo dello sminamento umanitario, in Ucraina e nel mondo.
La Svizzera ha utilizzato le relative risorse per lanciare dieci progetti con organizzazioni di sminamento umanitario. Si tratta perlopiù di organismi svizzeri che dispongono di competenze in materia riconosciute a livello mondiale, ossia il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (GICHD) di Ginevra, la Fondazione svizzera per lo sminamento (FSD), l’azienda Global Clearance Solutions (GCS), la Fondazione Digger e l’organizzazione APOPO specializzata nello sminamento con animali. La Svizzera sostiene inoltre il lavoro di organizzazioni internazionali quali il Programma alimentare mondiale (PAM), l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il Mines Advisory Group (MAG), Humanity&Inclusion (HI) e il Danish Refugee Council (DRC).
Tutti questi progetti permettono di lavorare nelle regioni più contaminate dell’Ucraina (Kherson, Kharkiv, Mykolaïv, dintorni di Kiev). I team dapprima procedono a un’analisi meticolosa per identificare la quantità e il tipo di mine e ordigni bellici. In diversi casi sono in grado di dimostrare che la zona sbarrata può essere riconsegnata alla società senza interventi di sminamento. In questa prima fase di lavori, l’impegno di tutti gli attori coinvolti ha consentito di bonificare 40 000 km2 in soli due anni.
Se un’area è effettivamente contaminata, le organizzazioni effettuano lo sminamento manualmente o con macchine, a seconda del terreno e del tipo di contaminazione. Parallelamente i partner svizzeri portano avanti un’intensa attività di prevenzione nelle scuole e nelle comunità. Alcuni progetti prevedono anche un sostegno finanziario destinato alle vittime e alla loro riabilitazione. La Confederazione ha per giunta stipulato un contratto con l’azienda svizzera GCS per la fornitura di tre sistemi di sminamento e lo svolgimento di corsi di formazione al servizio civile ucraino per l’aiuto in caso di catastrofe (State Emergency Service of Ukraine, SESU).
La Svizzera ha sostenuto lo sminamento umanitario in Ucraina già prima della decisione del Consiglio federale. Nel 2022 e nel 2023, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha infatti stanziato un importo totale di 15,2 milioni di franchi destinato a supportare le attività del GICHD e della FSD, e il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha fornito all’Ucraina una macchina per lo sminamento della Fondazione Digger, che ha sede nel Giura.
La giustizia è un presupposto fondamentale per ristabilire una pace duratura in Ucraina. Ecco perché la Confederazione sostiene meccanismi e processi volti a perseguire penalmente le violazioni del diritto internazionale, come i crimini di guerra o il crimine di aggressione. Insieme ad altri 42 Paesi ha per esempio deferito la situazione dell’Ucraina alla Corte penale internazionale (CPI) e ne ha sostenuto le indagini, su richiesta della Corte, mettendo a disposizione specialisti forensi per un invio di durata limitata affinché il procuratore capo potesse avviare immediatamente le indagini. La Svizzera partecipa al processo per la creazione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione a danno dell’Ucraina e deciderà a tempo debito in merito al suo sostegno al tribunale.
Vista l’entità delle violazioni legate all’aggressione militare perpetrata dalla Russia, non sarà tuttavia possibile perseguire penalmente ogni singolo caso, pertanto la Svizzera aiuta l’Ucraina a integrare la responsabilizzazione penale mediante altri meccanismi e attività. In tale ottica supporta per esempio le organizzazioni non governative ucraine, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e l’ONU nel lavoro di documentazione delle violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Queste prove potranno essere utilizzate in eventuali processi successivi di accertamento della verità.
La Confederazione sostiene inoltre le autorità ucraine nella ricerca e nell’identificazione delle persone scomparse. Non sapere cosa sia successo a un membro della famiglia non è solo un enorme peso per i parenti, ma ostacola anche gli sforzi per promuovere la pace e la coesione sociale.
Infine, la Svizzera appoggia gli sforzi ucraini volti a garantire misure di riparazione complete per le vittime della guerra. È membro del registro internazionale dei danni del Consiglio d’Europa e finanzia le consultazioni tra le autorità ucraine e la popolazione colpita per garantire che le esigenze di quest’ultima siano prese in considerazione nei meccanismi e nelle misure di riparazione futuri.
Il 15 e il 16 giugno 2024 la Svizzera ha ospitato una conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina sul Bürgenstock, nel Cantone di Nidvaldo, il cui obiettivo principale era stimolare un futuro processo di pace. All’incontro hanno partecipato 100 delegazioni ed erano presenti 55 capi di Stato e di Governo provenienti da tutte le regioni del mondo. Al termine della conferenza, la grande maggioranza degli Stati partecipanti, in un comunicato congiunto («joint communiqué»), ha trovato un accordo su posizioni formulate insieme e sugli ulteriori passi in vista di un futuro processo di pace. Il comunicato congiunto della conferenza sul Bürgenstock è stato finora sostenuto da 95 Paesi e organizzazioni internazionali.
All’inizio di luglio 2022 l’allora presidente della Confederazione Ignazio Cassis, insieme al primo ministro ucraino Denys Shmyhal, ha riunito per la prima volta tutti i partner importanti (UE, organizzazioni internazionali) allo scopo di avviare il processo politico di ricostruzione dell’Ucraina. In occasione di questa «Ukraine Recovery Conference» è stata presentata la Dichiarazione di Lugano, che ne costituisce il quadro di riferimento, prevede in particolare che sia l’Ucraina a guidare il processo e che le riforme debbano proseguire in parallelo. Contiene inoltre i principi di Lugano, intesi come parametri comuni per il futuro. Alla conferenza di Lugano hanno partecipato le delegazioni di 59 Stati e organizzazioni.
Nel 2023 la Ukraine Recovery Conference si è tenuta a Londra e nel 2024 a Berlino. Nel 2025 sarà invece ospitata a Roma.
Dall’inizio dell’aggressione militare russa, la situazione in Ucraina è stata tematizzata a più riprese anche da diverse organizzazioni. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU si è occupato spesso dell’Ucraina.
Nei suoi interventi di fronte all’Assemblea generale dell’ONU e, dal 2023 al 2024, in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, la Svizzera ha condannato fermamente l’aggressione militare contro l’Ucraina e ha chiesto nuovamente il rispetto del diritto internazionale e la protezione della popolazione civile.
Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, ha istituito, anche con l’appoggio svizzero, una commissione d’inchiesta incaricata di raccogliere informazioni sulle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario in relazione all’aggressione militare russa.
Il nostro Paese prende sempre posizione anche nei dibattiti sulla situazione in Ucraina in seno al Consiglio d’Europa e all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
Newsticker Consiglio di sicurezza dell’ONU
«A medio termine è molto importante che tutti si siedano allo stesso tavolo»
«Lo shock è stato grande, ma non ha affatto indebolito il Consiglio d’Europa»
Tramite il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) è stato concesso un credito di solidarietà pari a 9 milioni di franchi a favore delle ricercatrici e dei ricercatori ucraini nel nostro Paese.
La Confederazione si è impegnata per la tutela del ricco patrimonio culturale ucraino sostenendo finanziariamente i progetti di attori della società civile e organizzazioni internazionali come l’UNESCO e l’OSCE. Per prevenire la distruzione o la rimozione illecita di beni culturali ucraini, sono stati per esempio stanziati fondi per rafforzare i controlli alle frontiere e per creare una piattaforma online per lo scambio semplificato di informazioni tra Paesi.
A oltre 150 musei di varie regioni ucraine sono stati inviati materiali di imballaggio e di protezione non più reperibili sul posto per proteggerne le collezioni. Sono stati inoltre sostenuti progetti di ricerca volti a preservare il patrimonio archeologico culturale ucraino in pericolo. Diversi pezzi unici della collezione del Museo nazionale d’arte e della Galleria Rodovid di Kiev sono stati portati in Svizzera per essere custoditi e presentati al pubblico. Grazie al sostegno finanziario della Confederazione è stato possibile creare una collezione di libri in ucraino nelle biblioteche pubbliche della Svizzera.
Guerra in Ucraina: misure per ricercatrici e ricercatori (Fondo nazionale svizzero, de, fr, en)
Il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso di adottare le sanzioni dell’UE nei confronti della Russia, aumentandone l’efficacia. La Svizzera ha aderito in breve tempo anche ai seguenti pacchetti di sanzioni dell’UE.
Le sanzioni comprendono per esempio misure mirate contro più di 1818 persone e 507 organizzazioni (congelamento di valori patrimoniali e divieti d’ingresso), numerose misure finanziarie, il divieto di commercio di alcuni beni e il divieto di fornire determinati servizi al Governo russo o a società di quel Paese. Inoltre, la Svizzera partecipa alla definizione dei limiti massimi di prezzo del greggio e dei prodotti petroliferi provenienti dalla Russia (oil price cap), assicurandosi tuttavia che nelle sanzioni si prevedano deroghe per non ostacolare le attività umanitarie.
L’adozione delle sanzioni imposte dall’UE non influisce sulla neutralità della Svizzera. Il nostro Paese continua ad attenersi in modo rigoroso agli obblighi fissati dal diritto della neutralità e non appoggia militarmente nessuna delle parti in conflitto. Il Consiglio federale ha sfruttato il margine di manovra concessogli dalla politica di neutralità: decidendo di adottare le sanzioni imposte dall’UE alla Russia si è basato sul fatto che l’aggressione militare russa contro l’Ucraina costituisce una grave violazione delle norme basilari del diritto internazionale.
L’attuazione efficace e completa delle sanzioni adottate rappresenta una priorità per il Consiglio federale. In quest’ambito, la cooperazione sul piano tecnico tra la Svizzera e i suoi partner internazionali funziona perfettamente. Le esperte e gli esperti responsabili si consultano quotidianamente con le autorità competenti in materia di sanzioni dei vari Paesi. Tale scambio di informazioni avviene ai sensi della legge sugli embarghi e viene messo attivamente in pratica dalle autorità svizzere. La Svizzera è determinata a portare avanti in maniera costruttiva l’ottima cooperazione con i suoi Paesi partner, orientandola a valori e obiettivi comuni e intensificandola ove necessario.
Provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (SECO)
Domande e risposte sulla neutralità della SvizzeraNel marzo 2022 il Consiglio federale ha deciso di attivare per la prima volta lo statuto di protezione S per le persone in fuga dall’Ucraina, che assicura loro un diritto di soggiorno senza dover avviare la procedura d’asilo ordinaria. Nell’ottobre 2025 il Consiglio federale ha deciso di prorogare la misura fino a marzo 2027, sempre che la situazione non si stabilizzi prima. Dallo scoppio della guerra alla fine di dicembre 2025 la Svizzera ha concesso lo statuto di protezione S a più di 125 000 persone provenienti dall’Ucraina. Per oltre 72 000 di queste, tale statuto era ancora attivo alla fine di dicembre 2025.
Nel quadro dell’EU+ Air Transfers Program, il nostro Paese si è inoltre dichiarato disposto ad accogliere un contingente di 500 cittadine e cittadini ucraini in cerca di protezione che si trovano in Moldova. Alla fine di dicembre 2025 erano 311 le persone ammesse in Svizzera grazie a questo programma. La Confederazione ha anche accolto civili gravemente malati provenienti dall’Ucraina per prestare loro assistenza sanitaria e altri gruppi particolarmente vulnerabili, come orfani o minori in affidamento.
L’accoglienza e l’assistenza di cittadine e cittadini ucraini in cerca di protezione, così come l’elevato numero di richiedenti l’asilo, mettono sotto pressione il sistema di asilo, in particolare quello dei Cantoni e dei Comuni, che sono tenuti a fornire alloggi a lungo termine alle persone in cerca di protezione.
Lanciato nel 2022, il programma «Misure di sostegno per le persone con statuto di protezione S» (Programma S) sostiene queste persone nel loro processo di integrazione in Svizzera, in particolare nel mercato del lavoro e nella formazione. L’obiettivo è permettere loro di partecipare in modo attivo alla vita sociale ed economica. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sostiene finanziariamente i Cantoni nella promozione dell’integrazione. Da gennaio 2024 le persone con statuto di protezione S hanno accesso a tutte le misure cantonali di integrazione, che si basano sugli stessi standard applicabili alle persone rifugiate e a quelle ammesse provvisoriamente. Il Consiglio federale ha adottato diverse decisioni per rafforzare l’integrazione, in particolare nel mercato del lavoro. Tra queste figurano nuove misure a favore dell’integrazione nel mercato del lavoro e adeguamenti legislativi. Per le persone che vivono in Svizzera da almeno tre anni, l’obiettivo è raggiungere un tasso di occupazione del 50 per cento.
Informazioni per i profughi provenienti dall’Ucraina (SEM)
Un lavoro in Svizzera – Lavorare conviene. A tutti.A complemento dell’impegno del DFAE e del DEFR in Ucraina, la SEM, nel quadro del Rapid Response Fund del secondo contributo svizzero, sostiene attualmente vari progetti di organizzazioni internazionali e ONG nei Paesi UE confinanti con l’Ucraina. Dal 2022 sono stati finanziati 16 progetti per un importo totale di circa 21 milioni di franchi, cinque dei quali sono in corso di attuazione. I progetti riguardano i settori dell’integrazione, delle infrastrutture e della procedura d’asilo.
La SEM è inoltre accanto a profughi ucraini in Moldova, Paese non appartenente all’UE, dove nel periodo compreso tra il 2023 e il 2026 contribuisce con un totale di 2,3 milioni di franchi a un progetto gestito dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR).
Al 31 dicembre 2025 la Confederazione aveva versato in totale, dall’inizio del conflitto, 6,08 miliardi di franchi a sostegno della popolazione colpita dalla guerra di aggressione russa, sia in Svizzera che all’estero.
Circa 900 milioni di franchi di questo importo provengono dalle tre unità responsabili della cooperazione internazionale (DSC, SECO e DPDU) per l’aiuto umanitario e le misure di cooperazione economica e allo sviluppo: tra queste, per esempio, la fornitura di beni di prima necessità, il supporto ai sistemi sanitari, il decentramento e la digitalizzazione, la formazione professionale e le PMI, come pure il rafforzamento del settore agricolo. Alcuni progetti e fondi multilaterali sono stati istituiti a livello transfrontaliero. Per esempio, circa 80 milioni di franchi della spesa della cooperazione internazionale sono andati a beneficio delle popolazioni colpite dalla guerra nei Paesi della regione, in particolare in Moldova.
Di questi 900 milioni di franchi, circa 43 milioni provenivano dal DDPS ed erano costituiti principalmente da donazioni di materiale consegnato all’Ucraina, di cui facevano parte, per esempio, veicoli per il servizio antincendio, attrezzature medico-sanitarie e abbigliamento invernale.
5,14 miliardi di franchi provenivano invece dalla SEM per l’accoglienza e il sostegno di persone beneficiarie dello statuto di protezione S in Svizzera, e includevano, tra le altre cose, il sostegno della Confederazione ai Cantoni per l’assistenza sociale, i costi amministrativi o vari programmi cantonali di assistenza. Una piccola parte dell’impegno della SEM consiste anche nel promuovere progetti a favore di profughi e profughe nei Paesi confinanti con l’Ucraina.
Anche altri uffici federali hanno partecipato al sostegno della popolazione colpita con circa 40 milioni di franchi, volti per esempio a proteggere i beni culturali, a sostenere ricercatori e ricercatrici ucraini in Svizzera o a organizzare l’Ukraine Recovery Conference a Lugano.
Attività della Svizzera prima del 2022
La Svizzera e l’Ucraina intrattengono buone e diversificate relazioni diplomatiche dalla proclamazione dell’indipendenza di quest’ultima nel 1991. La Confederazione può quindi contare su un’importante rete di contatti e partner per il sostegno a questo Paese.
Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia e lo scoppio del conflitto armato del 2014 nell’Ucraina orientale, nel 2015 la Svizzera ha rafforzato notevolmente il proprio impegno in Ucraina. Il budget per la cooperazione internazionale è stato quasi raddoppiato per la strategia di cooperazione 2015–2018 e da allora è stato ulteriormente ampliato. Inoltre, l’impegno della DSC e della SECO è stato rafforzato dalla Divisione Pace e diritti umani (DPDU; in precedenza Divisione Sicurezza umana) e dall’Aiuto umanitario della Confederazione. Nel 2015 diversi convogli provenienti dalla Svizzera hanno raggiunto le zone occupate dell’Ucraina orientale, dove hanno consegnato alla popolazione prodotti chimici per il trattamento dell’acqua potabile e farmaci. La Svizzera è stata il primo Paese terzo a fornire aiuti di questa portata su entrambi i lati della cosiddetta linea di contatto. Dal 2014 al 2021 ha inoltre fornito all’Ucraina una cooperazione internazionale bilaterale per un totale di 250 milioni di franchi, di cui 41,5 milioni in aiuti umanitari.
Nel 2014 la Svizzera ha assunto la presidenza dell’OSCE. In questa veste, ha svolto un ruolo chiave negli sforzi internazionali per l’allentamento delle tensioni in Ucraina. A seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia, sfociata in un conflitto aperto in Ucraina orientale, il 21 marzo 2014 il Consiglio permanente dell’OSCE ha deciso di inviare nel Paese una missione speciale civile di osservazione. Da quel momento in poi, la missione ha riferito regolarmente sulla situazione della sicurezza e su altre questioni, fornendo anche un supporto per la mediazione. La Svizzera ha messo a disposizione per diversi anni (2014–2018) il capomissione supplente, Alexander Hug. In risposta al conflitto nell’Ucraina orientale, l’OSCE ha istituito il gruppo di contatto trilaterale (GCT) e, durante i negoziati ad alto livello a Minsk, insieme ai capi di Stato e di Governo del cosiddetto «Formato Normandia» (Francia, Germania, Ucraina e Russia), ha definito gli accordi come base per l’ulteriore processo negoziale. La diplomatica Heidi Tagliavini, inviata speciale per l’Ucraina e per il GCT nominata dalla presidenza della Svizzera, era presente in loco. Nel contesto dei negoziati del GCT, la Svizzera ha assunto diversi ruoli chiave: oltre a Heidi Tagliavini, ha messo a disposizione altro personale, come Heidi Grau in qualità di inviata speciale (2020–2021) e Toni Frisch come coordinatore del gruppo di lavoro umanitario del GCT (2015–2021), nonché numerosi consulenti.
Nel 2026 la Svizzera ha nuovamente assunto la presidenza dell’OSCE. Sullo sfondo della guerra in Europa, una delle priorità della sua presidenza è l’impegno a favore di una pace giusta in Ucraina, fondata sul diritto internazionale e sui principi di Helsinki. In questo contesto, la Svizzera metterà la sua esperienza nel campo della mediazione al servizio del dialogo, della fiducia e della sicurezza.
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Documenti
Rapporto annuale 2025 del delegato del Consiglio federale per l'Ucraina
PDF771.07 kB25 novembre 2025
Programma nazionale per l’Ucraina 2025-2028
PDF1.36 MB12 febbraio 2025
Factsheet Programma nazionale svizzero Ucraina 2025-2028
(francese)
PDF352.87 kB28 ottobre 2025
Misure federali dal 24 febbraio 2022
(francese)
PDF1.05 MB18 febbraio 2025
Grafica Ucraina: Differenze tra le spese APS e il «cosiddetto Kiel Tracker»
(francese)
PDF969.34 kB18 febbraio 2025
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