Finanziamento e attuazione

Fasci di banconote su un tavolo.
L’attuazione degli obiettivi per uno sviluppo sostenibile richiede un’ampia base finanziaria. © UN Photo / Stuart Price

Per raggiungere i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile è necessaria un’ampia base finanziaria. Oltre a mezzi pubblici e privati, anche l’azione politica è fondamentale se si vogliono ottenere dei risultati in questo ambito. Nel luglio 2015 la comunità internazionale ha trovato un accordo in merito a un nuovo quadro di riferimento per il finanziamento dello sviluppo: il piano d’azione di Addis Abeba.

L’agenda 2030 riconosce l’importanza di un’ampia base di finanziamento. A metà luglio 2015 gli Stati riuniti nella terza Conferenza internazionale per il finanziamento dello sviluppo sono giunti a un’intesa su un nuovo piano di finanziamento che dovrà rispondere a una domanda importante: come attuare i 17 obiettivi dell’agenda per uno sviluppo sostenibile. Il cosiddetto piano d’azione di Addis Abeba è ora parte integrante dell’agenda 2030.

La Svizzera è soddisfatta dei risultati della conferenza. Gli obiettivi più importanti sono stati raggiunti. «Questi risultati spianano la strada a una modernizzazione della cooperazione internazionale. I partenariati e i modelli di finanziamento definiti ad Addis Abeba incideranno notevolmente sugli sforzi internazionali volti a superare la povertà e le disparità», ha affermato il direttore della DSC, Manuel Sager.

Il quadro di riferimento comprende una serie di approcci.

Mobilitazione di risorse nazionali

Secondo il piano d’azione di Addis Abeba le risorse nazionali devono costituire una fonte di finanziamento fondamentale dello sviluppo sostenibile. Queste risorse contribuiscono a costruire istituzioni funzionanti e adeguate a uno sviluppo sostenibile, a rafforzare l’obbligo, da parte dei Governi, di rendere conto del proprio operato ai cittadini e a ridurre la dipendenza dagli aiuti stranieri. A questo scopo il piano d’azione prevede tra l’altro il potenziamento dei sistemi fiscali a livello nazionale e la cooperazione internazionale per intensificare la lotta contro le frodi fiscali e i flussi finanziari illegali.

Risorse finanziarie private

Il piano d’azione approvato ad Addis Abeba riconosce l’importante contributo che il settore privato può dare al raggiungimento degli obiettivi, per esempio attraverso gli investimenti privati diretti nello sviluppo sostenibile, le rimesse dei migranti e i mezzi finanziari di fondazioni di pubblica utilità e di altri donatori. Per far sì che il settore privato investa di più in attività volte alla promozione di uno sviluppo sostenibile, in tutti i Paesi è importante che il contesto normativo sia favorevole e preveda incentivi adeguati. Devono inoltre essere promossi i partenariati tra settore pubblico e privato.

Utilizzo mirato della cooperazione pubblica allo sviluppo

L’aiuto pubblico allo sviluppo è destinato a restare anche in futuro un mezzo di finanziamento importante. Nei prossimi anni dovrà riguardare soprattutto i Paesi più poveri e dovrà dipendere da precisi criteri di efficacia. L’aiuto pubblico allo sviluppo dovrà inoltre essere utilizzato sempre di più come leva per mobilitare risorse interne o ulteriori risorse del settore privato. La Svizzera, da parte sua, continua a perseguire l’obiettivo di impiegare entro il 2015 lo 0,5% del reddito nazionale lordo per la cooperazione allo sviluppo. Al tempo stesso riconosce l’obiettivo dell’ONU, che mira a portare questa percentuale allo 0,7%.

Provvedimenti di natura non finanziaria per l’attuazione degli obiettivi

L’attuazione della nuova agenda non richiede solo la disponibilità di mezzi finanziari. Con il piano d’azione definito ad Addis Abeba gli Stati si impegnano a promuovere politiche coerenti e a creare condizioni quadro favorevoli a livello nazionale e internazionale. Il piano d’azione riconosce l’importanza, per uno sviluppo sostenibile, della ricerca scientifica e tecnologica, nonché dell’innovazione, e indica le misure da adottare per promuovere la diffusione di tecnologie più rispettose dell’ambiente e più efficienti in termini di impiego delle risorse oltre che un efficace trasferimento delle conoscenze. Anche un sistema commerciale multilaterale, regolamentato, aperto, equo e non discriminatorio è una premessa fondamentale per la promozione di uno sviluppo sostenibile. Per finire, il piano d’azione di Addis Abeba include anche misure che mirano a gestire il debito in maniera sostenibile.