Politica di sicurezza
Dans un monde en proie à l’instabilité, les tensions entre grandes puissances et puissances régionales ainsi que la rivalité multipolaire croissante pèsent sur la sécurité internationale. En Europe, l’agression militaire de la Russie contre l’Ukraine marque une rupture dans l’architecture de sécurité. Dans ce contexte, la Suisse, en sa qualité d’État neutre, encourage le dialogue multilatéral et s’engage en faveur du désarmement.

Oggi la sicurezza internazionale risente dei crescenti antagonismi tra le grandi potenze e le potenze regionali emergenti. La sicurezza cooperativa ha lasciato il posto a una dinamica conflittuale e, di conseguenza, l’ordine mondiale ha perso stabilità. L’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina rappresenta anche un punto di svolta nell’architettura di sicurezza cooperativa europea.
Nella sua politica estera, la Svizzera è favorevole a un ordine mondiale basato sul diritto internazionale. È impegnata nel disarmo e nella lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e cerca soluzioni principalmente tramite la cooperazione in ambito multilaterale. Nella sua politica di sicurezza, si concentra quindi sulla cooperazione con organizzazioni internazionali come l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), l’Unione europea (UE) e l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO).
La Svizzera continua a battersi per la sicurezza in Europa. A questo proposito, nel 2022 ha organizzato a Lugano la prima Ukraine Recovery Conference (URC), nel gennaio del 2024 un incontro dei consiglieri per la sicurezza nazionale a Davos e nel giugno dello stesso anno la Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina tenutasi sul Bürgenstock. La Svizzera offre anche piattaforme informali per discutere il futuro dell’architettura di sicurezza in Europa.
La politica estera è politica interna
L’odierna analisi dei rischi mostra una crescente complessità e continui cambiamenti. Le questioni di sicurezza che ne derivano richiedono un approccio coordinato da parte dei vari servizi dell’Amministrazione federale. La Delegazione Sicurezza del Consiglio federale (DelSic) e il Comitato ristretto Sicurezza (CrS) sono i due organi più importanti dell’Amministrazione federale a questo proposito. In linea con l’approccio pangovernativo («whole of government approach»), il DFAE, in collaborazione con altri dipartimenti interessati, sostiene il Consiglio federale stilando rapporti regolari sulle sfide della politica di sicurezza e sulla loro importanza per la Svizzera.
Nuove sfide della politica di sicurezza
Sviluppi come la guerra in Ucraina, la crescente competizione tra le grandi potenze e la globalizzazione fanno sì che le sfide attuali e quelle a venire siano sempre più spesso di natura transfrontaliera. Oltre alla competizione tra le grandi potenze, queste includono le nuove tecnologie, le attività di influenza e i cambiamenti climatici.
Competizione tra grandi potenze e impatto sul multilateralismo
Sul piano politico, la situazione della sicurezza a livello globale è caratterizzata da un’intensificazione della rivalità, in particolare tra Stati Uniti, Cina e Russia. Questo antagonismo si riflette soprattutto nella lotta per l’influenza politica, economica e militare e per il controllo di infrastrutture, tecnologie e risorse. Gli Stati occidentali sono sempre più sollecitati a trovare un equilibrio tra la loro politica di sicurezza e i loro interessi economici. L’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina ha messo a dura prova l’efficacia degli organismi multilaterali e in particolare dell’OSCE, che dipende fondamentalmente dalla volontà dei suoi membri di trovare soluzioni e compromessi. Inoltre sono nate nuove piattaforme di dialogo sulla sicurezza in Europa, come la Comunità politica europea (CPE), da cui sono escluse Russia e Bielorussia. Si tratta di un forum informale che riunisce, nel quadro di vertici semestrali, i capi di Stato e di governo di 47 Stati europei (membri e non membri dell’UE).
Nuove tecnologie
Le nuove tecnologie offrono ai Paesi di tutto il mondo un’ampia gamma di opportunità per migliorare le condizioni di vita, ma comportano anche rischi e sfide da affrontare. Migliorando le attrezzature militari e sviluppando sistemi d’arma autonomi, le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il modo in cui si combattono i conflitti e si gestiscono le crisi. Si assiste a un aumento della dipendenza dagli attori privati a sostegno delle forze armate e di sicurezza (p. es. le società di sicurezza private) nonché nel campo della produzione (p. es. le società tecnologiche).
La rapida diffusione delle nuove tecnologie e la loro facilità d’uso complicano gli sforzi normativi internazionali (p. es. il mantenimento dell’architettura internazionale di controllo degli armamenti e di disarmo). La democratizzazione delle nuove tecnologie aumenta anche il rischio di un uso improprio da parte di attori non statali (p. es. i sistemi aerei senza pilota).
Cooperazione internazionale in materia di sicurezza
Per poter far fronte alle nuove minacce, nell’ambito della sua politica di sicurezza la Svizzera collabora con organizzazioni come l’ONU e l’OSCE.
Cibersicurezza
La Svizzera si impegna a favore di uno spazio digitale aperto, libero e sicuro per ridurre al minimo i rischi derivanti dall’uso improprio delle tecnologie digitali.
Lotta al terrorismo
Il terrorismo minaccia la società libera e pluralista. Nella lotta contro il terrorismo, la Svizzera rispetta il diritto internazionale.
Disarmo e non proliferazione
La Svizzera si impegna affinché le armi di distruzione di massa siano completamente eliminate (disarmo) o perlomeno non si diffondano ulteriormente (non proliferazione).
Controlli all’esportazione
La Svizzera controlla l'importazione, l'esportazione, il transito e la mediazione di beni per impedire la proliferazione delle armi di distruzione di massa.
Prestazioni di sicurezza private
Le prestazioni offerte dalle società di sicurezza private sono sempre più richieste in tutto il mondo. Una legge federale ne regolamenta la fornitura all’estero.
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