Fiscalità – in accordo con gli standard internazionali

Pezzi da cinque franchi svizzeri
Pezzi da cinque franchi svizzeri © DFAE, Presenza Svizzera

Dopo la risoluzione pacifica del contenzioso fiscale sul capitale nel 2014 e la conclusione di un accordo sullo scambio automatico di informazioni nel 2015, le relazioni tra la Svizzera e l'UE si sono chiaramente distese e sono ritornate alla normalità. L'accordo sullo scambio automatico di informazioni tra la Svizzera e l'UE è entrato in vigore il 1° gennaio 2017.  Cioèin linea con i più recenti standard dell'OCSE. La Svizzera si impegna inoltre ad applicare anche gli standard internazionali in vigore riguardando la riforma dell'imposta sulle società. Il 19 maggio 2019, il popolo svizzero ha accettato la legge federale sulla riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA), che porrà fine a determinati regimi fiscali considerati distorsivi della concorrenza. La Svizzera applica pertanto le norme internazionali vigenti in materia di imposta sul reddito delle società.

Lo scambio automatico di informazioni

Dal 2005, la Svizzera ha contributo a più di  tre miliardi di euro  a ipaesi membri nell’ambito dell'accordo sulla fiscalità del risparmio con l'UE. Dal 2017, questo accordo è stato sostituito dall'accordo sullo scambio automatico di informazioni fiscali che è stato concluso nel 2015. Quest’ultimo non copre solo gli interessi, ma anche i dividendi e altri redditi di capitali e non riguarda solo i conti bancari, ma anche fondazioni e trust. Corrisponde all'attuazione del nuovo standard globale dell'OCSE. L’accordo sullo scambio automatico di informazioni è basato sulla reciprocità.  Il che significa che a i fini dello scambio di informazioni relative a i conti bancari, gli Stati membri dell’UE e la Svizzera avranno le stesse responsabilità. Nel settembre 2018, la Svizzera ha scambiato per la prima volta informazioni relative a i conti bancari con gli Stati membri dell'UE.

Imposizione delle imprese

Nel mese di ottobre del 2014, la Svizzera e l'UE hanno deciso che la Svizzera abolirà alcuni regimi fiscali considerati come distorsivi. Da parte sua, l'UE si è dichiarata pronta a rinunciare ad eventuali contromisure. Dopo il fallimento della terza riforma dell’imposta sulle imprese (RIE III), in occasione del referendum, il governo svizzero ha suggerito un nuovo progetto per abolire alcuni regimi fiscali con delle misure che saranno in conformità colle norme internazionali. Tutto questo è stato trattato dal Parlamento nel mese di ottobre 2018. L'UE segue da vicino se la Svizzera abolisce i regimi rapidamente. In caso contrario, la Svizzera sarebbe classificata come giurisdizione non cooperativa a fini fiscali. La legge fiscale è stata accettata dal popolo svizzero con il voto del 19 maggio 2019.

Con questa riforma la Svizzera attua le nuove norme internazionali dell'OCSE che sono state decise a fine 2014 nell’ambito del progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting o erosione della base imponibile e trasferimento dei profitti). Questa riforma mira ad evitare l'evasione fiscale illecita e i trasferimenti di profitti delle imprese multinazionali. Il nuovo standard partecipa, inoltre, a far sì che tutti i centri finanziari ed economici siano a parità di livello di basi imponibili.

L'UE ha inoltre deciso nel 2015 e 2016 delle nuove regole per l'attuazione degli standard dell'OCSE. L’UE vuole avere un ruolo attivo da pioniere e superare parzialmente certi standard. Attraverso l'imposizione di istituzioni sotto controllo estero ciò può portare alla discriminazione di paesi terzi, un punto che la Svizzera ha fatto notare più volte alla Commissione europea e agli Stati membri. L’applicazione delle nuove misure adottate dall'UE negli Stati membri (fino al 2019) deve dimostrare se questa disuguaglianza può essere evitata.

Prossimamente altri progetti fiscali dell’UE verranno seguiti con attenzione. Si tratterrà ad esempio della tassa imposta sulle transazioni finanziarie, le base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, la riforma dell’imposta sul valore aggiunto o la tassazione degli utili nell'economia digitale.

L'UE segue da vicino l'applicazione delle norme internazionali da parte di paesi terzi come la Svizzera, in particolare per quanto riguarda la trasparenza, l'equa imposizione fiscale e l'applicazione delle misure di erosione di base e di trasferimento degli utili. In caso contrario, la Svizzera potrebbe essere classificata come "giurisdizione fiscale non cooperativa".

Accordo antifrode

L'accordo antifrode del 2004 migliora la cooperazione tra la Svizzera e l'Unione europea e i suoi Stati membri nella lotta contro il contrabbando e altri reati concernenti le imposte indirette (ad esempio dazi doganali, l’imposta sul valore aggiunto e le imposte sul consumo). L'accordo non è ancora entrato in vigore, poiché l’Irlanda non l’ha ancora ratificato, ma viene applicato a titolo provvisorio dalla maggior parte dei paesi membri dal 2009.