Libera circolazione delle persone: funzionamento e situazione attuale

Un casco giallo appeso all' impalcatura di un cantiere
Un casco giallo appeso all' impalcatura di un cantiere © DEA/EDA

L’Accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone (ALC) tra la Svizzera e l’UE, firmato nel 1999 ed entrato in vigore nel 2002, conferisce ai cittadini svizzeri e a quelli degli Stati membri dell’UE il diritto, in linea di principio, di scegliere liberamente il luogo di lavoro o di soggiorno nel territorio delle parti contraenti.

L’ALC stabilisce le regole di base per l’esercizio di tale diritto. In particolare, è richiesto un contratto di lavoro valido o lo svolgimento di un’attività indipendente, oppure, se non viene esercitata un’attività lucrativa, la disponibilità di mezzi finanziari sufficienti per sopperire alle proprie necessità, come pure una copertura assicurativa per le malattie. Il riconoscimento dei diplomi e il coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (parità di trattamento) sono ambiti connessi alla libera circolazione delle persone. In virtù dell’ALC, l’immigrazione può inoltre essere limitata temporaneamente (periodi transitori, clausola di salvaguardia). Questi periodi transitori si applicano ancora per la Croazia.

Misure di accompagnamento

Al fine di proteggere i lavoratori dal rischio di dumping sociale e salariale, un primo pacchetto di misure di accompagnamento è stato introdotto il 1° giugno 2004. Tali misure mirano in particolare a verificare il rispetto delle condizioni lavorative e salariali minime e usuali nel luogo di lavoro, a tutela dei lavoratori, siano essi cittadini svizzeri o stranieri residenti, come pure lavoratori stranieri distaccati. Ecco perché, nel 2017, le autorità di controllo hanno verificato le condizioni lavorative e retributive svizzere in quasi 44.000 società e per 170.000 persone. Sempre nel 2017 sono stati emessi 2.645 multe e 975 divieti di erogazione in Svizzera. Le agenzie d’esecuzione stanno lavorando per effettuare controlli mirati e basati sul rischio nel mercato del lavoro. L’efficacia delle misure di accompagnamento viene monitorata nel corso degli anni, per esempio in relazione all’estensione dell’ALC ai nuovi Stati membri, e nuove misure sono regolarmente discusse e decise dalle autorità svizzere al fine di garantire l’adeguatezza degli strumenti legislativi. Pertanto, il 1° aprile 2017 è entrata in vigore un'ulteriore revisione della legge svizzera sui lavoratori distaccati. Prevede l'innalzamento del limite massimo delle pene da 5.000 a 30.000 franchi in caso di reati relativi alle condizioni minime di salario e di lavoro. Le sanzioni sono state inoltre rafforzate introducendo un cumulo di multe e divieti di prestazioni in casi gravi.

Attuazione dell'articolo 121 bis - obbligo di divulgare i posti vacanti.

Il 9 febbraio 2014 il popolo svizzero ha accolto l’iniziativa popolare "Contro l’immigrazione di massa". Il nuovo articolo 121a della Costituzione federale imponeva al Consiglio federale di introdurre, entro tre anni dalla votazione, un nuovo sistema di gestione autonoma dell’immigrazione salvaguardando nello stesso tempo gli interessi dell’economia. In questo contesto, l’11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha adottato il mandato di negoziazione con l’UE volto ad adattare la libera circolazione delle persone. Il 4 marzo 2016, il Consiglio federale ha adottato diversi disegni di legge da sottoporre al Parlamento e tesi ad attuare le disposizioni costituzionali sull’immigrazione. Contemporaneamente, nel 2015 e 2016, sono state condotte intense consultazioni con la Commissione europea per trovare un terreno d’intesa.

Ma queste consultazioni non erano giunte a un risultato prima che il Parlamento dovesse decidere dell’attuazione dell’articolo 121a della Costituzione federale. Nel dicembre 2016 le due Camere del Parlamento hanno trovato un accordo su una legge attuativa dell'articolo 121a compatibile con l’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Questa legge è stata adottata il 16 dicembre 2016. Dopo l’adozione della legge dal Parlamento, il Consiglio federale ha dato mandato al DFAE per confermare all’UE la ratificazione del Protocollo III (protocollo relativo all’estensione della libera circolazione alla Croazia). Dal 1° gennaio 2017, i cittadini croati beneficiano dunque della libera circolazione delle persone.

I progetti di ordinanze relativi alla legge di attuazione dell'articolo 121 bis della Costituzione federale sono stati adottati l'8 dicembre 2017. Queste ordinanze prevedono in particolare l'obbligo di comunicare i posti vacanti nelle categorie professionali con un tasso di disoccupazione pari o superiore ad una certa soglia. Questa soglia applicabile dal 1° luglio 2018 sarà dell'8%, prima di passare al 5% il 1° gennaio 2020. Le persone in cerca di lavoro registrate in un ufficio di collocamento regionale beneficiano così di un accesso avanzato alle informazioni per un periodo di cinque giorni lavorativi, dopodiché i datori di lavoro possono pubblicare le loro offerte di lavoro al di fuori di questi uffici. Tutte le persone registrate in un ufficio di collocamento regionale possono beneficiare di questa misura, indipendentemente dalla loro nazionalità. Questo include i cittadini europei e dei paesi dell’AELS che risiedono in Svizzera, nonché i cittadini di quei paesi che cercano lavoro in Svizzera e sono registrati in un ufficio di collocamento. Con l'adozione di queste ordinanze, il processo di attuazione dell'iniziativa del 9 febbraio si conclude. Questa attuazione tiene conto della volontà popolare espressa il 9 febbraio, e rispetta gli obblighi della Svizzera ai sensi dell'ALCP.

Votazione federale del 9.2.2014

Documenti

Comunicati per i media