15’000 nuovi impieghi nella Tunisia postrivoluzionaria

Progetto concluso
Centinaia di piccole imprese, come questa officina specializzata nella produzione di porte e finestre a Kasserine, sono nate in Tunisia grazie al sostegno della DSC. © DSC ©

Il progetto I-SEMER (Iniziativa svizzera per l’impiego e la micro e piccola impresa rurale) ha superato il suo obiettivo: creare, su un periodo di quattro anni, 10’000 posti di lavoro per i giovani di quattro governatorati tunisini svantaggiati. Questo progetto svizzero, realizzato in collaborazione con partner tunisini, è il primo sostegno operativo della Svizzera nelle zone sensibili della Tunisia postrivoluzionaria.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Tunisia
Impiego & sviluppo economico
Creazione di occupazione
Sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI)
01.07.2011 - 31.03.2018
CHF 8'441'000

Importanti disparità regionali, la mancanza di opportunità e un alto tasso di disoccupazione tra i giovani figurano tra i principali fattori che hanno provocato la rivoluzione tunisina. In questo contesto sensibile, il progetto I-SEMER intende favorire uno sviluppo regionale più equilibrato, sostenendo l’attività economica e la creazione di impieghi nei governatorati svantaggiati del centro ovest e del sud ovest del Paese (Kasserine, Le Kef, Sidi Bouzid e Medenina) e nell’agglomerazione della capitale Tunisi.

Il progetto, già considerato un successo, ha contribuito alla creazione di quasi 15’000 impieghi in settori variati come quelli del restauro, del turismo, dei servizi informatici o dell’artigianato.

Tre principali livelli di intervento sono privilegiati dal progetto sostenuto dalla DSC:

  1. organizzazione di tavole rotonde per migliorare il clima degli affari a livello locale;
  2. sostegno alla creazione di micro imprese da parte di giovani;
  3. creazione di piccole e medio imprese nel settore rurale.

Dialogo costruttivo grazie alle tavole rotonde

L’obiettivo è fornire una piattaforma di discussione tripartita che riunisca autorità locali, rappresentanti del settore privato e del volontariato. La piattaforma consentirà di vivacizzare il dibattito tra gli attori interessati dallo sviluppo economico della regione e di promuovere un dialogo costruttivo volto a identificare i fattori che frenano lo sviluppo regionale e a realizzare attività in grado di migliorare il clima degli affari.

Le tavole rotonde rappresentano pertanto «laboratori» in materia di presa di decisioni democratiche e di processi di decentramento del potere.

Promozione della microimpresa attraverso l’assistenza e la concessione di microcrediti

Con questo modulo si vogliono raggiungere i giovani, uomini e donne, senza impiego e seguirli nella creazione di una micro impresa offrendo loro un’assistenza specifica e un prodotto finanziario adeguato ai loro bisogni. Questo dispositivo viene realizzato con un partner sperimentato, l’ONG ENDA, che dispone di una vasta rete di collaboratori e di un portafoglio di clienti importante nelle regioni più discoste della Tunisia. È garantita una copertura ottimale del territorio.

Dal 2016 un incubatore d’imprese è stato creato in un quartiere svantaggiato di Tunisi per offrire ai giovani d’età inferiore ai 35 anni servizi di formazione, di accompagnamento e di assistenza in tutte le fasi di realizzazione di una microimpresa. Tali servizi di assistenza sono disponibili in altre parti del Paese.

Sostegno all’imprenditorialità e alla creazione di piccole e medie imprese nelle aree rurali

Nelle regioni periferiche il sostegno ai giovani promotori avviene attraverso l’organizzazione di «laboratori intraprendere» che permettono a giovani imprenditori di familiarizzarsi con i vari aspetti della creazione d’impresa (p. es. stesura di un cosiddetto «business plan»).

Per aiutarli a creare le loro imprese, il progetto I-SEMER organizza anche concorsi per l’imprenditorialità in collaborazione con la Banca tunisina di finanziamento delle piccole e medie imprese (BFPME). L’accento è posto sui giovani, sulle donne e sui diplomati. Un comitato valuta il numero di impieghi creati e l’aspetto innovativo dei progetti. I vincitori del concorso ricevono un’assistenza specifica che garantisce la praticabilità del loro progetto e possono anche beneficiare di un sostegno finanziario grazie a un fondo svizzero-tunisino appartenente alla BFPME.

L’esperienza dimostra che la combinazione tra l’affiancamento tecnico offerto agli imprenditori e il finanziamento del progetto risponde a un bisogno reale. Convinto della pertinenza del progetto, il Governo tunisino ha deciso, nel 2015, di concedere 60 milioni di dinari tunisini (30 milioni di CHF) al fondo svizzero-tunisino della BFPME per prolungare e ampliare il sostegno finanziario alla creazione di piccole e medie imprese.

La storia di Mohamed, agente di viaggio

Mohamed ha una predisposizione naturale per gli affari. Partito quasi dal nulla Mohamed Nourdine Dammak, a 28 anni, gestisce una fiorente attività. «Avevo creato la mia agenzia di viaggi e l’ultima cosa ancora da fare era finanziare la produzione di materiale promozionale, come gli opuscoli, i volantini e gli striscioni pubblicitari», racconta. Ma ottenere un credito si è rivelato arduo. Dopo l’ennesimo rifiuto da parte delle banche, il giovane si è rivolto all’ONG ENDA. «Il responsabile del portafoglio dei nuovi promotori mi ha salvato. Ha difeso il mio dossier fino alla fine», dichiara Mohamed. Grazie a un prestito di 5000 dinari (2200 CHF), il nuovo imprenditore ha potuto aprire la sua agenzia nel 2013 nella città di Sfax, situata sulla costa orientale della Tunisia. In poco tempo Mohamed si è conquistato la fiducia di molti clienti e ora, a distanza di tre anni, dà lavoro a sei persone e ha appena inaugurato un secondo ufficio, a Monastir.