I Rom partecipano al miglioramento delle proprie condizioni di vita

Progetto concluso
Una famiglia rom costruisce le mura per la sua casa.
In Serbia i Rom vengono coinvolti nel miglioramento delle proprie condizioni di vita e ristrutturano le loro case. © EHO, Serbia

In Serbia i Rom vivono in difficili condizioni sociali ed economiche. Il 60 per cento di questo gruppo della popolazione è classificato come «molto povero». In molti insediamenti rom, le persone vivono in spazi molto ristretti, con un’infrastruttura scadente e in condizioni igieniche insufficienti. L’obiettivo del progetto è di migliorare le condizioni di vita dei Rom nel campo dell’abitazione, del lavoro e del reddito, nonché garantire e rafforzare i loro diritti.

  

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Serbia
Stato di diritto - democrazia - diritti dell'uomo
Sanità
Istruzione
Decentralizzazione - governance locale - democratizzazione ( incl. obbligo di responsabilità)
Politica dell'istruzione
Rafforzamento dei sistemi sanitari
01.05.2013 - 31.12.2017
CHF 4'538'000

In Serbia risiede circa mezzo milione di persone di etnia rom, per lo più all’interno di propri insediamenti, situati spesso ai margini delle città. La regione della Voivodina, nel Nord della Serbia, conta la più alta percentuale di Rom tra i suoi abitanti: alla fine degli anni 1990 l’area è stata bacino di raccolta di migliaia di profughi appartenenti a questa minoranza etnica e provenienti dal Kosovo.

Molti Rom vivono sotto la soglia di povertà e in condizioni abitative precarie: in spazi ristretti, all’interno di insediamenti con strade scadenti e insufficiente approvvigionamento idrico ed elettrico. Spesso sono disoccupati o fanno solo lavoretti occasionali, molti possono a malapena provvedere al sostentamento della propria famiglia.

Per migliorare le loro carenti condizioni di vita, la DSC e l’Ufficio federale della migrazione (UFM) hanno erogato un contributo per il periodo 2008-2012 a un progetto per l’integrazione socio-economica dei Rom nella Voivodina dell’Opera delle chiese evangeliche della Svizzera (HEKS) e della «Ecumenical Humanitarian Organization» (EHO). Circa 23 000 rom hanno beneficiato di questo progetto, che nel frattempo è stato esteso anche ad altre regioni della Serbia. Il progetto persegue i seguenti obiettivi prioritari:

  • Migliori condizioni abitative attraverso il modello «dweller driven»
    Nel modello «dweller driven», un approccio partecipativo sviluppato dall’HEKS e dall’EHO, i Rom partecipano alla ristrutturazione delle loro case. Essi vengono coinvolti nei processi decisionali e possono esprimere le proprie esigenze. Il modello, che ha ottenuto diversi riconoscimenti, è ancorato alla strategia della Serbia per i Rom del 2009. L’organizzazione UN-Habitat, che si occupa di pratiche abitative socialmente ed ecologicamente compatibili, ha recepito il modello «dweller driven» nel suo manuale di procedura per l’abitare sostenibile.
  • Formazione
    Ai bambini e ai giovani viene garantito sostegno sin dalla prima infanzia affinché possano maturare buoni requisiti per l’accesso al sistema scolastico pubblico.
  • Occupazione e reddito
    I giovani rom prendono parte a programmi di formazione che incrementano le loro opportunità sul mercato del lavoro o gli agevolano la strada verso l’autonomia.
  • Informazione e consulenza
    I Rom ricevono aiuto per essere in grado di far valere adeguatamente i propri diritti nei confronti del sistema sanitario e di altri servizi pubblici. Spesso occorre prima procurare i documenti personali necessari.
  • Tutela dei diritti
    I Rom vengono informati dei propri diritti e gli viene offerto sostegno nel farli valere, in questo modo si auspica che diventino in misura sempre maggiore parte dell’evoluzione sociale ed economica del Paese.

I risultati ottenuti dal progetto sono eloquenti: in 13 insediamenti rom è stata risanata l’infrastruttura pubblica, per esempio le strade o la rete di approvvigionamento idrico ed elettrico, mentre 500 case sono state rinnovate. Più di 600 bambini hanno ricevuto assistenza per l’inserimento all’asilo o a scuola, una misura che ha fatto diminuire il tasso di ragazzi che abbandonano l’istruzione prematuramente. Oltre 200 rom hanno frequentato corsi di formazione professionale e alcuni hanno potuto così incrementare il proprio reddito.

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