Mozambico: meno malattie grazie a un approvvigionamento idrico e a servizi igienico-sanitari migliori


Attorniata da un gruppo di persone, un’abitante di un villaggio nella provincia di Niassa nel Nord del Mozambico aziona una nuova pompa manuale.
Le pompe idriche finanziate dalla DSC semplificano la vita delle persone che vivono nel Nord del Mozambico e migliorano le condizioni sanitarie. © DSC

Nel Nord del Mozambico, un’area molto povera, numerose malattie sono da ricondurre alle condizioni precarie delle risorse idriche e del settore igienico-sanitario. La DSC sostiene gli sforzi della popolazione locale e delle autorità in quest’ambito. L’obiettivo del progetto è migliorare le condizioni di vita di mezzo milione di persone e ridurre la povertà.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Mozambico
Sanità
Rafforzamento dei sistemi sanitari
01.01.2018 - 31.12.2021
CHF 7'445'000

Acqua potabile disponibile ovunque, servizi igienici al coperto dotati di sciacquone e collegamento alla rete di canalizzazione: molte persone in Mozambico non conoscono direttamente ciò che in Svizzera viene dato per scontato. Più della metà della popolazione non ha accesso ad acqua potabile pulita e solo il 20% dispone di impianti igienico-sanitari adeguati (stato: 2017). Di conseguenza si verificano episodi di colera e dissenteria ricorrenti a causa del consumo di acqua inquinata. Inoltre le donne, che tradizionalmente si occupano del sostentamento della famiglia, devono percorrere ogni giorno un lungo tragitto per raggiungere la fonte d’acqua più vicina. Le ore che perdono in questo modo sono tempo prezioso che potrebbero impiegare per attività più produttive, ad esempio per svolgere un’occupazione accessoria e aumentare così il reddito familiare.

Per cambiare questa situazione, nel 2012 la DSC ha avviato un progetto della durata di dieci anni nella provincia di Niassa, una delle aree più povere del Paese, con una superficie tre volte più grande di quella della Svizzera nella quale vivono circa 1,2 milioni di persone. Il progetto, che viene portato avanti insieme alle autorità locali su scala provinciale e distrettuale, comprende una serie di misure articolate su tre livelli che dovrebbero portare benefici a circa mezzo milione di abitanti.

Offerta: le autorità competenti vengono aiutate a migliorare le infrastrutture in ambito idrico e igienico-sanitario.

Domanda: la popolazione impara a formulare le proprie esigenze in questi settori e a farle presente alle autorità competenti in modo efficace affinché siano prese in considerazione.

Politica: le esperienze acquisite coinvolgendo le cittadine e i cittadini nei processi decisionali e di pianificazione delle autorità si ripercuotono positivamente sulla politica a livello provinciale e nazionale.

Nuove pompe manuali e latrine migliori

In concreto, durante la prima fase del progetto (2012 – 2017) sono stati costruiti o ristrutturati oltre 200 punti di erogazione dell’acqua. In molti casi si è proceduto all’installazione di semplici pompe manuali in grado di fornire 25 litri di acqua al giorno a circa 300 persone (vedi foto). In varie località, inoltre, le tradizionali latrine, costituite da fosse all’aperto e prive di porte divisorie, sono state sostituite da impianti migliori al chiuso, dotati di una copertura e di una porta: grazie a questo accorgimento l’inquinamento dell’acqua nei dintorni è diminuito. Tra gli altri vantaggi rientrano il miglioramento delle condizioni igienico-sanitari e la maggiore protezione non solo dalle molestie, in particolare nei confronti delle ragazze e delle donne, ma anche da altri rischi, come gli attacchi delle iene.

Dal resoconto di un abitante di Malangalanga si evincono le ripercussioni positive del progetto sulla quotidianità delle persone: «In passato gli abitanti del mio villaggio espletavano le proprie funzioni corporali sulla riva del fiume, dove ci lavavamo, sciacquavamo i panni e prelevavamo l’acqua per uso domestico. Di conseguenza si verificavano sovente episodi di dissenteria, a seguito dei quali le persone dovevano recarsi in ospedale. Insieme ad altri membri della comunità ho fondato un gruppo d’azione, con il quale siamo andati di casa in casa per spiegare l’importanza delle latrine. Grazie al sostegno delle autorità siamo riusciti a fare in modo che nell’arco di sei mesi tutte le case fossero dotate di servizi igienici. Da allora non ci sono più stati cari di diarrea».

Per fare in modo che le infrastrutture nuove e quelle ristrutturate permangano nel tempo, nell’ambito del progetto è stato insegnato agli artigiani locali come costruire ed effettuare la manutenzione di tali impianti. Inoltre, in sette località sono state fondate cooperative di artigiani che, su incarico delle autorità locali, si occupano di questi aspetti. Chi ne fa parte può acquisire una nuova fonte di reddito, cosa che in un’area povera influisce positivamente.

La consulenza: un elemento chiave

Un altro elemento chiave delle attività del progetto è la consulenza, mediante la quale le autorità competenti dell’approvvigionamento idrico e dei servizi igienico-sanitari a livello provinciale e distrettuale ricevono un sostegno in materia di pianificazione, definizione delle priorità ed elaborazione del preventivo per i loro provvedimenti. D’altro canto alla popolazione viene insegnato come avanzare le proprie richieste davanti alle autorità. Nel quadro del progetto, in varie località si assiste alla creazione di gruppi di abitanti a livello comunale e distrettuale, i cosiddetti «Water and Sanitation Committees», a cui viene spiegato durante appositi corsi come far sentire la propria voce alle autorità e dove presentare reclami nel caso in cui le loro esigenze non siano prese in considerazione.

Infine le esperienze maturate nell’ambito del progetto dovranno influire sulle scelte politiche provinciali e nazionali. Al momento, ad esempio, sono in elaborazione standard nazionali relativi al numero di impianti idrici e igienico-sanitari negli ambulatori che fungeranno da base per la pianificazione delle fasi di lavoro successive.

Nonostante i risultati incoraggianti resta molto da fare

Nella prima fase del progetto sono stati raggiunti risultati promettenti: il numero di persone con un accesso sicuro all’acqua potabile è passato dal 26 al 45% nei distretti interessati, mentre, nello stesso periodo, quello di chi ha accesso a infrastrutture sanitarie adeguate è salito dal 9 al 45%. Tuttavia, queste cifre mostrano anche che c’è ancora molto lavoro da fare per migliorare realmente e a lungo termine la vita della popolazione meno abbiente nel Nord del Mozambico.