La Svizzera promuove il settore privato nel Caucaso meridionale e in Ucraina

Berna, Comunicato stampa, 09.05.2014

Da oltre 20 anni la Svizzera sostiene i processi di riforma economici e sociali nel Caucaso meridionale e in Ucraina con lo scopo di rafforzare la democrazia e di promuovere lo sviluppo di economie sociali di mercato. Alla Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l’Europa dell’Est tenutasi a Lucerna il 9 maggio 2014, i responsabili di programma della DSC e della SECO nonché ospiti provenienti dalla Svizzera e dall'estero hanno discusso dell'impegno della Svizzera, traendo spunto dalla promozione del settore privato.

Nel suo discorso di apertura, la segretaria di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch ha sottolineato l'importanza di stabilità, democrazia e crescita economica. "Questa triade si riflette in tutte le attività della politica estera svizzera in questi Paesi", ha aggiunto la direttrice della Segreteria di Stato dell’economia (SECO).

La direttrice della SECO ha spiegato che con queste attività la Svizzera intende promuovere il passaggio all'economia di mercato e a un sistema politico basato su valori democratici. "Vale sempre e ovunque il principio che il sostegno del nostro Paese si basa su interventi mirati e progetti di partenariato. Anche la sostenibilità e durata dell'aiuto fornito riveste molta importanza."

In Georgia, ad esempio, la Svizzera punta a rafforzare le catene agricole di creazione di valore e s'impegna per una migliore integrazione dei piccoli agricoltori. Nel 2013, 19 000 contadini hanno potuto aumentare la loro produttività del 15 per cento e ottenere un reddito superiore del 10 per cento. Ciò ha portato alla creazione di 143 posti di lavoro in regioni rurali.

Grazie al sostegno svizzero in Ucraina si sono ottenute semplificazioni legali nell'ambito dell'allacciamento alla rete elettrica di piccole e medie imprese, che, solo nel 2013, hanno permesso di risparmiare oltre 5 milioni di franchi. L'adeguamento delle procedure di ispezione ucraine agli standard europei, sostenuto dalla Svizzera, ha permesso inoltre ai produttori di pollame di esportare i loro prodotti in Europa, generando quindi ulteriori redditi pari a un importo di 60 milioni di franchi.

In seguito agli avvenimenti attuali in Ucraina, ogni progetto in corso viene tuttavia analizzato sulla base dei possibili rischi e delle conseguenze operative, ha detto Guido Beltrani, capo dell'Ufficio di cooperazione svizzero in Ucraina. Se necessario l'attuazione del progetto è stata adeguata e sono state prese misure preventive. Le attività di progetto in Crimea sono state interrotte. Nell'Est dell'Ucraina nessun progetto svizzero è toccato dalle difficili condizioni di sicurezza. La situazione in loco è tuttavia instabile e viene quindi tenuta costantemente sotto controllo.

“Proprio in momenti di instabilità, fragilità e incertezza, l'impegno della Svizzera è particolarmente importante”, ha sottolineato Martin Dahinden, direttore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), nel suo discorso di chiusura. "Aiutare le persone nei loro sforzi di riforma anche in momenti difficili è per noi un principio fondamentale, a cui si aggiunge la nostra convinzione che una società è fatta da ogni singolo individuo." Ciò spiega il nostro impegno a favore della popolazione civile e delle autorità locali e nell'ambito delle questioni relative alla governance. “È anche questo impegno continuo e completo a fare della Svizzera un partner credibile e molto affidabile”, ha aggiunto il direttore della DSC.

Con la nuova strategia concernente la cooperazione internazionale 2013-2016, la Svizzera ha deciso in modo consapevole di potenziare il suo impegno nei contesti fragili. Anche la cooperazione di transizione contribuisce in modo determinante a superare i conflitti e a stabilizzare tali contesti. “Questa decisione”, ha spiegato Dahinden, “è stata presa nella consapevolezza che proprio quando le sfide sembravano essere troppo grandi e incombenti sono state poste le fondamenta per un futuro migliore”.

L'edizione di quest'anno della Conferenza annuale della cooperazione svizzera con l'Europa dell'Est ha attirato circa 750 interessati da tutta la Svizzera. Oltre alla Conferenza vera e propria, i visitatori hanno avuto l'occasione, nell'ambito della mostra «Le petit marché», di entrare in contatto con i responsabili di programma del Caucaso meridionale e dell'Ucraina e di degustare prodotti agricoli ottenuti grazie ai programmi sostenuti dalla Svizzera.


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