Conferenza sull’Afghanistan: la Svizzera rinnova il proprio impegno

Comunicato stampa, 05.10.2016

In occasione della conferenza sull’Afghanistan, tenutasi a Bruxelles il 4 e il 5 ottobre 2016, la Svizzera ha rinnovato il proprio impegno per una collaborazione a lungo termine con questo Paese. Come annunciato nel suo discorso dal capo della delegazione svizzera, l’ambasciatore Thomas Greminger, la Svizzera porterà avanti l’impegno in Afghanistan con un contributo di circa 26 milioni di franchi all’anno fino al 2020. Il programma della Svizzera si focalizza su due ambiti tra loro correlati: da una parte il buongoverno inclusivo e i diritti umani, dall’altra lo sviluppo socioeconomico sostenibile.

In Afghanistan il programma di sviluppo della Svizzera fornisce un sostegno ai gruppi di popolazione particolarmente svantaggiati e punta a consolidare il processo di trasformazione del Paese, contribuendo in tal modo a realizzare cambiamenti positivi nella società, ma anche a instaurare una pace duratura e il processo di rafforzamento dello Stato. Ad esempio la Svizzera ha contribuito alla nascita di un’unità di sostegno interministeriale sui diritti umani volta a garantire che leggi e politiche nazionali rispettino gli impegni presi dall’Afghanistan in materia di diritti umani. Tramite un progetto infrastrutturale basato sulla manodopera, la Svizzera apporta inoltre un contributo alla creazione di posti di lavoro e migliora le condizioni di vita della popolazione povera nelle zone rurali. Il progetto procura redditi prevedibili e ripristina l’infrastruttura rurale vitale, garantendo così l’accesso ai servizi e ai mercati. L’impegno della Svizzera in questa regione mira pertanto a creare prospettive per donne e uomini afghani affinché possano sviluppare le loro potenzialità nel proprio Paese.

La Svizzera intende adottare un approccio globale che coniughi strumenti umanitari e di sviluppo. Oltre agli obiettivi a lungo termine occorre rispondere ai bisogni immediati e urgenti dei settori più vulnerabili della popolazione, specialmente per quanto riguarda la protezione, la salute e la sicurezza alimentare. Come ha annunciato oggi l’ambasciatore Greminger, che il Consiglio federale ha nominato segretario di Stato nell’ambito della conferenza di Bruxelles, fino al 2020 la Svizzera intende destinare al programma 26 milioni di franchi all’anno, nel quadro del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017-2020.

Se da un lato sostiene le istituzioni statali, dall’altro la Svizzera fornisce sostegno anche alle organizzazioni della società civile, attori essenziali per lo sviluppo e il cambiamento in Afghanistan. La Svizzera, insieme all’Unione europea, ha sostenuto la partecipazione di queste organizzazioni alla conferenza di Bruxelles e ha espresso il suo appoggio a un processo di consultazione per l’elaborazione di un documento di posizione delle organizzazioni della società civile.

Circa la situazione umanitaria attuale, la Svizzera ha espresso preoccupazione per il drammatico e rapido ritorno, negli scorsi mesi, di centinaia di migliaia di cittadini afghani dai Paesi limitrofi. Per far fronte ai bisogni urgenti di queste persone la Svizzera, in aggiunta al programma presentato alla conferenza, sta valutando la possibilità di predisporre stanziamenti nel breve periodo per fornire assistenza umanitaria in Afghanistan.

Quanto al peggioramento della situazione della sicurezza nel Paese, la Svizzera invita tutti gli attori coinvolti a puntare a un processo inclusivo di trasformazione del conflitto civile, in modo da poter gettare le basi per una pace duratura e uno sviluppo sostenibile in Afghanistan.


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