Conflitto siriano: la Svizzera continua a fornire aiuto in loco e accoglie altri rifugiati

Comunicato stampa, 09.12.2016

La Svizzera prosegue il suo impegno a favore delle vittime del conflitto siriano. Il preventivo della cooperazione internazionale prevede per il 2017 un importo pari a 66 milioni di franchi per l’aiuto umanitario in loco, destinato anche alla promozione dell’autonomia economica della popolazione siriana colpita. La Svizzera ha inoltre deciso di accogliere altre 2000 persone particolarmente vulnerabili, alle quali l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per rifugiati (ACNUR) ha già riconosciuto lo statuto di rifugiati.

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Continueranno ad essere accolte soprattutto persone che hanno cercato rifugio nei Paesi limitrofi della Siria e che non possono rimanere nel Paese in cui si trovano e nemmeno tornare nel proprio Paese. Stando alle informazioni dell’ACNUR, in Libano vivono più di un milione di rifugiati siriani e in Giordania circa 650 000. La Svizzera accoglie soprattutto famiglie, donne e bambini, ma anche persone anziane o malate. Come di consueto, i rifugiati vengono sentiti prima di entrare in Svizzera e i loro dossier sono inoltrati, per esame, anche al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).

La decisione del 9 dicembre 2016 del Consiglio federale si fonda anche sul postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale. Adempie inoltre la richiesta dell’ACNUR, formulata il 21 settembre 2016, di accogliere rifugiati riconosciuti e particolarmente vulnerabili nell’ambito del programma di reinsediamento (resettlement). Secondo l’ACNUR il numero delle persone da reinsediare non è mai stato più alto e ha per la prima volta superato il milione.

All’insegna della tradizione umanitaria

Con la decisione del 9 dicembre 2016 il Consiglio federale prosegue la tradizione umanitaria svizzera di accogliere gruppi di rifugiati riconosciuti riavviata nel 2013. L’attuale contingente stabilito per il reinsediamento sarà esaurito a inizio del 2017. La Confederazione accoglie i rifugiati in stretta collaborazione con l’ACNUR e i Cantoni. Per i rifugiati particolarmente vulnerabili, la cui integrazione costituisce una sfida, la Confederazione ha stanziato un importo di 12 000 franchi a persona, oltre all’usuale somma forfettaria per l’integrazione di 6000 franchi.

Il numero delle domande di asilo ridotto di circa un quarto rispetto al 2015

L’accoglienza di gruppi di rifugiati riconosciuti e particolarmente vulnerabili si svolge parallelamente all’attuazione coerente di misure consolidate, tese a evitare domande d’asilo manifestamente infondate. Fanno parte di tali misure il trattamento prioritario delle domande insufficientemente motivate, lo svolgimento di procedure rapide per le domande di persone provenienti da Paesi sicuri e l’attuazione coerente dell’Accordo di Dublino nonché degli accordi bilaterali di riammissione con Paesi limitrofi. La Svizzera ritiene inoltre importante che gli Stati europei procedano in modo coordinato e intende impegnarsi in tal senso anche in futuro.

Per l’anno corrente sono attese meno di 30 000 domande d’asilo presentate in Svizzera (stato fine novembre: 25 441) ovvero 10 000 in meno rispetto al 2015, il che corrisponde a una diminuzione di un quarto. La percentuale della domande presentate in Svizzera corrisponde al 2 per cento circa del numero complessivo di domande presentate in Europa; si tratta della percentuale più bassa degli ultimi 20 anni

Prosegue anche l’aiuto in loco

Sin dall’inizio del conflitto la Svizzera ha inoltre fornito un aiuto sostanziale in loco. Oltre ai circa 250 milioni di franchi impiegati finora a tale scopo, il preventivo della cooperazione internazionale prevede per il 2017 un importo pari a 66 milioni di franchi.

Il DFAE sta inoltre esaminando la possibilità di aprire un ufficio umanitario a Damasco che si prefigge tre obiettivi: 1) ottimizzare l’aiuto in loco, 2) sostenere il lavoro di organizzazioni umanitarie grazie all’ottima reputazione della Svizzera e 3) partecipare agli sforzi tesi a raggiungere il maggior numero possibile di persone bisognose di aiuto.


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