Dipartimento federale degli affari esteri DFAE

COVID-19: Il DFAE è in contatto con i cittadini svizzeri in Cina

La comparsa del nuovo coronavirus ha creato incertezza a livello globale. Per arginarne la diffusione, le autorità cinesi hanno adottato varie misure, tra cui anche la quarantena per numerose città nella provincia di Hubei. Il DFAE è in contatto con i cittadini svizzeri nelle regioni interessate. In Svizzera, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) segue attentamente gli sviluppi e si prepara a possibili scenari in caso di ulteriore diffusione del virus. Seguiranno continui aggiornamenti.

Eine Frau und ein Kind gehen in der Ankunftshalle des Flughafens an einem Bildschirm vorbei, der ihre Körpertemperatur anzeigt.

I passeggeri che arrivano all’aeroporto giapponese Kansai di Osaka vengono controllati mediante termocamere per verificare che non presentino segni di ipertermia. © Keystone

17.02.2020 – Ore 16.00

Il DFAE è in contatto con i cittadini svizzeri in Cina

Attualmente, circa 3500 cittadini svizzeri sono registrati presso le rappresentanze svizzere in Cina. Il DFAE è in contatto con loro. L’Ambasciata svizzera in Cina e i consolati generali li sostengano, se necessario, nell’ambito della protezione consolare.

Questo vale anche per i cittadini svizzeri che si trovano ancora nella regione di Hubei e nella città di Wuhan. Con loro il DFEA è in contatto regolare, in parte quotidiano.

I nazionali svizzeri in Cina che si sono registrati presso una rappresentanza svizzera sono stati finora informati con diverse circolari. Le circolari richiamato la loro attenzione anche sul fatto che i cittadini svizzeri che desiderano lasciare il Paese devono prepararsi ed effettuare il viaggio sotto la propria responsabilità.

Inoltre, i cittadini svizzeri in Cina che si sono registrati sulla piattaforma Itineris sono stati messi a conoscenza dei raccomandazioni per i viaggiatori del Ufficio federale della sanità pubblica e dei consigli di viaggio del DFAE per mezzo di varie comunicazioni. Le informazioni di viaggio sono permanentemente controllati e se necessario aggiornati.

16.02.2020 – 15.30

Les cinq ressortissants suisses et leurs trois proches parents chinois qui avaient été placés en quarantaine au sud de la France à leur retour de la province de Hubei sont bien rentrés en Suisse, et sont en bonne santé.

Le DFAE a organisé leur voyage de retour par bus depuis Aix-en-Provence, avec l’aide de partenaires au sein de la Confédération. 6 des 8 personnes ont souhaité profiter de cette offre et sont arrivées dimanche 16 février 2020 en Suisse.

Sur place, elles ont été accompagnées par l’équipe du consulat général à Marseille, qui est restée en contact avec elles durant tout leur séjour. Le consul général de Suisse a pu leur rendre visite à plusieurs reprises et leur a par exemple apporté des livres. Ils ont également pu communiquer sans problème avec leurs proches pendant cette période de quarantaine.

16.02.2020 – 14.00

Le couple suisse à bord du Diamond Princess est toujours en bonne santé. Ils sont heureux que la quarantaine prenne bientôt fin et ont organisé leur retour en Suisse.

14.02.2020 – Ore 16.00

I cittadini svizzeri attualmente in quarantena nel sud della Francia dovrebbero poter tornare in Svizzera domenica. Stanno bene, ha dichiarato Serge Bavaud, vicecapo del Centro di gestione delle crisi (CMC) del DFAE in occasione di una conferenza stampa dell'Ufficio federale della sanità pubblica.

Il DFAE ha organizzato un viaggio di ritorno per i cittadini svizzeri con i familiari più stretti in quarantena nel sud della Francia. Alla fine del periodo di quarantena, sei delle otto persone saranno trasportate via terra in Svizzera.

In contatto con i cittadini svizzeri in Cina...

In Cina, circa 3'500 cittadini svizzeri sono registrati presso le rappresentanze svizzere, anche nella regione la più esposts di Hubei e nella città di Wuhan. L'ambasciata e i consolati sono in contatto con loro e forniscono, se necessario, assistenza sotto forma di protezione consolare.

...e sulle navi da crociera

La coppia svizzera, che attualmente si trova sulla nave da crociera in quarantena a Yokohama, sta bene. Il DFAE è in contatto e fornisce tutto loro tutto ciò di cui hanno bisogno tramite le autorità giapponesi. Spetta alle autorità giapponesi decidere quando terminerà il periodo di quarantena sulla nave.

Altre navi da crociera nella regione asiatica sono state messe in quarantena o non possono fare scalo nei porti indicati nell'itinerario a causa delle norme restrittive imposte dalle autorità locali. Il DFAE segue la situazione in stretta collaborazione con le rappresentanze estere. Ovunque vi siano cittadini svizzeri che necessitano di assistenza tra i passeggeri, il DFAE fornisce, se necessario, assistenza sotto forma di protezione consolare.

"Coronavirus" diventa "COVID-19"

In occasione della conferenza stampa, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha annunciato che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha cambiato il nome del coronavirus. Il nome ufficiale del nuovo coronavirus è ora "COVID-19". CO sta per corona, VI per virus, D per malattia e 19 per l'anno in cui è apparsa.

14.02.2020 – Ore 11.00

Situazione delle navi da crociera nella regione asiatica

In relazione alla crisi del coronavirus, il DFAE, in stretta collaborazione con le sue rappresentanze all'estero, segue la situazione delle navi da crociera che, soprattutto nella regione asiatica, non possono fare scalo nei porti previsti nell'itinerario o sono addirittura messe in quarantena a causa delle norme restrittive imposte dalle autorità locali.

Ovunque vi siano cittadini svizzeri che necessitano assistenza tra i passeggeri, il DFAE fornisce, se necessario, un sostegno sotto forma di protezione consolare.

13.02.2020 – Ore 14.00

I cittadini svizzeri sulla nave da crociera a Yokohama sono in buona stanno bene, tenuto conto delle circostanze. Domande al Centro di gestione delle crisi (KMZ) del DFAE.

In che modo è in contatto con i due svizzeri che si trovano in quarantena sulla nave da crociera?
La rappresentanza svizzera in Giappone è in contatto regolare con le due persone via e-mail, Skype e telefono. Sono in buona salute e stanno bene, tenuto conto delle circostanze. Possono contattare la rappresentanza in qualsiasi momento, se necessario.

Può assicurarsi che i due svizzeri ricevano i medicinali o altre cose (libri p.es.) di cui hanno bisogno?
La rappresentanza svizzera in Giappone assicura, attraverso le autorità giapponesi competenti, che la coppia svizzera riceva il necessario.

Quando dovrebbe finire la quarantena?
Questa decisione è di competenza delle autorità giapponesi.

11.02.2020 – Ore 14:15

Sulla nave da crociera attualmente in quarantena a Yokohama a causa di casi sospetti di coronavirus, secondo il Ministero della Salute giapponese sono stati confermati nuovi casi di infezione.

I due svizzeri che sono a bordo della nave sono sempre in buona salute. Il DFAE è regolarmente in contatto con loro.

07.02.2020 – Ore 14:45

In occasione della conferenza stampa dell'Ufficio federale della sanità pubblica, Hans-Peter Lenz, responsabile del Centro di gestione delle crisi KMZ del DFAE, ha illustrato la situazione attuale dei cittadini svizzeri all'estero.

Secondo Hans-Peter Lenz, il DFAE non è a conoscenza di ulteriori richieste di lasciare il Paese da parte di cittadini svizzeri. Le rappresentanze svizzere in Cina possono essere contattate se i cittadini svizzeri desiderano prendere contatto. Ciò vale anche per le persone del Principato del Liechtenstein. Poiché una nave da crociera è in quarantena a Yokohama e Hong Kong, anche le rappresentanze svizzere al di fuori della Cina sono in servizio. I cittadini svizzeri sulla nave nel porto di Yokohama stanno bene. Non c'è nessun cittadino svizzero sulla nave al largo di Hong Kong.

Utilizzare voli commerciali

Il capo del KMZ ha sottolineato che le persone in Cina che volevano lasciare il paese utilizzavano, per quanto possibile, voli commerciali. I cittadini svizzeri sono i principali responsabili del loro viaggio di ritorno. «A seconda della situazione, non si può escludere che la Svizzera possa fornire solo un sostegno limitato o nullo», ha detto Lenz.

Gli svizzeri a Marsiglia bene

Lo scorso fine settimana, cinque svizzeri e tre parenti stretti di cittadini cinesi sono stati rimpatriati dalla Cina su un aereo francese. Hans-Peter Lenz ha ringraziato le autorità francesi per il loro sostegno durante questa partenza. I cittadini svizzeri, attualmente in quarantena nei pressi di Marsiglia, se la stanno cavando bene. Il Console generale di Svizzera aveva già potuto visitarli più volte e, per esempio, aveva portato loro dei libri. Sono stati anche in grado di comunicare con i loro parenti senza problemi. «Sono tutti sani, anche se forse non tutti ugualmente felici», ha aggiunto. Ma non vedono l'ora di recarsi in Svizzera tra circa una settimana dopo la fine del periodo di quarantena. Il DFAE sta attualmente preparando il viaggio di ritorno di sei persone, mentre due hanno voluto proseguire il viaggio individualmente.

06.02.2020 – Ore 10:30

Ai passeggeri della nave da crociera «Diamond Princess» ancorata nel porto di Yokohama è stata imposta una quarantena di 14 giorni. Le autorità sanitarie giapponesi stanno prestando assistenza.

L’Ambasciata di Svizzera a Tokyo, che segue gli sviluppi della situazione, è in contatto con le autorità giapponesi e con i due cittadini svizzeri a bordo, che stanno bene.

Secondo le informazioni delle autorità locali, sulla nave da crociera ferma nel porto di Hong Kong non vi sono cittadini svizzeri.

05.02.2020 – Ore 12:00

Due navi da crociera sono bloccate al largo di Hong Kong e nel porto di Yokohama per causa di casi sospetti di coronavirus . Il DFAE ha avviato delle verifiche. Secondo le autorità giapponesi, due cittadini svizzeri sono a bordo della nave al largo di Yokohama.

Il DFAE è in contatto con le autorità competenti e segue gli ulteriori sviluppi.

04.02.2020 – Ore 18:00

Das EDA hat seine Reisehinweise für China aktualisiert. Nebst den Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit BAG erwähnen die Reisehinweise unter anderem mögliche Massnahmen der chinesischen Behörden, um die Ausbreitung des neuen Coronavirus (2019-nCoV) einzudämmen. In diesem Zusammenhang haben mehrere Fluggesellschaften ihre Flüge nach China eingestellt und es muss damit gerechnet werden, dass weitere Fluggesellschaften ihre Flüge nach China einstellen werden.

Über Vorbereitung und Durchführung einer Reise entscheiden die Reisenden letztlich nach eigenem Ermessen und in Eigenverantwortung. Dasselbe gilt für den Entscheid, wenn jemand das Land verlassen möchte. Die Reisehinweise erwähnen zum Beispiel, sich vor Ort über die lokalen Transportmöglichkeiten zu informieren oder den Reiseveranstalter zu kontaktieren. Wenn jemand das Land verlassen möchten, dann sollen die verfügbaren kommerziellen Transportmittel genutzt werden.

03.02.2020 – Ore 19:00

La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sostiene la lotta contro il Coronavirus nei Paesi asiatici colpiti e in quelli a rischio, in particolare nelle regioni e nei comuni della Cina, con un contributo di 600’000 franchi. La DSC risponde così alla richiesta di aiuto del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e coadiuva l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in Cina nonché tramite l’Ufficio regionale dell’OMS per il Pacifico occidentale. Il contributo viene concesso dai settori della DSC Cooperazione globale e Aiuto umanitario.

Contributo del Settore Cooperazione globale

Con questo contributo il Settore Cooperazione globale aumenta di 300’000 franchi il proprio impegno con l’Ufficio nazionale per la Cina (China Country Office) e con l’Ufficio regionale per il Pacifico occidentale (Regional Office for the Western Pacific) dell’OMS. Dal 2019 la DSC sostiene la Cina e i Paesi interessati dall’iniziativa «Belt and Road» nel rafforzamento delle capacità locali di prevenzione e gestione di grandi epidemie. I fondi già stanziati, pari a circa 250’000 franchi, comprendono la fornitura di informazioni e il rilevamento del virus nonché la gestione di una dashboard per l’ONU e l’elaborazione di studi sulle ripercussioni economiche nei Paesi colpiti. L’importo supplementare di 300’000 franchi servirà a garantire la prontezza d’intervento nei Paesi della regione, compresi il Vietnam, il Laos e la Cambogia.

Contributo dell’Aiuto umanitario

L’Aiuto umanitario sostiene il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa con un importo supplementare di 300’000 franchi. Il Movimento, con le sue 192 società nazionali e oltre 13 milioni di volontari in tutto il mondo, è la più grande rete umanitaria basata sulle comunità. La società nazionale è presente sul posto prima, durante e dopo una crisi o una catastrofe e fornisce un’assistenza pragmatica e rapida. Grazie ai suoi legami culturali e sociali con la comunità locale, svolge un ruolo determinante per prevenire la diffusione del virus. L’obiettivo della richiesta di aiuto è promuovere un’ampia comunicazione sui rischi legati al virus e rafforzare l’impegno e la prontezza d’intervento delle società locali della Croce Rossa. La Federazione Internazionale delle Società Nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa (FICR) coordina strettamente le proprie attività in tale ambito con le istituzioni nazionali (ministeri della salute) e internazionali (OMS, UNICEF ecc.), nonché con piattaforme regionali inter-agenzie, per consentire alla comunità internazionale di rispondere alla crisi nel modo più efficiente possibile.

03.02.2020 – Ore 16:00

I cittadini svizzeri evacuati da Wuhan nella notte tra sabato e domenica sono ospitati, in attesa del rientro, vicino a Marsiglia, dove ricevono attenzione medica. Il Ministero della Salute francese è responsabile della loro assistenza.

Il Consolato generale svizzero a Marsiglia è in contatto con le persone evacuate. Sono tutti in buona salute. Il DFAE non ha indicazioni di casi di malattia tra i cittadini svizzeri in quarantena.

02.02.2020 – Ore 14.30

Cinque cittadini svizzeri e i loro tre familiari cinesi più stretti, che avevano lasciato la città cinese di Wuhan con un volo del governo francese, sono atterrati in un campo dell’aviazione militare vicino a Marsiglia nel primo pomeriggio di domenica.

L'aereo è decollato da Wuhan nella notte tra sabato e domenica. Il DFAE ha preparato la loro partenza volontaria in stretta collaborazione con i governi francese e cinese. Due persone hanno deciso autonomamente di rimanere sul posto poco prima della partenza.

«Grazie di cuore per l’aiuto prezioso! Abbiamo potuto toccare con mano il privilegio di possedere un passaporto rossocrociato!»
Un cittadino svizzero poco prima del decollo da Wuhan

Accordo scritto

Tutti i passeggeri hanno accettato per iscritto, prima di salire a bordo, le condizioni imposte dalle autorità francesi per una partenza organizzata. Le autorità francesi sono responsabili di ulteriori procedure e misure mediche dopo l'arrivo in Francia. I passeggeri devono ora rimanere in quarantena per 14 giorni.

Il DFAE e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) continueranno a collaborare con le autorità francesi per tutto il tempo necessario. Il DFAE, tramite il suo Consolato generale a Marsiglia, farà in modo che i cittadini svizzeri e i loro familiari continuino a ricevere assistenza in caso di bisogno.

Ringraziamenti alle autorità francesi

Poiché in questo caso il numero di cittadini svizzeri e dei loro parenti più stretti da soccorrere è relativamente esiguo, il DFAE ha dato la priorità alla cooperazione con Paesi terzi che, a causa dell'elevato numero di loro concittadini da evacuare, devono e possono impiegare maggiori risorse. La Svizzera ringrazia le autorità francesi per il loro sostegno.

Il DFAE continua a seguire da vicino la situazione della diffusione del virus corona e, se necessario, adotta le misure del caso

© DFAE

Bundesrat Ignazio Cassis dankt Frankreichs Aussenminister und den französischen Behörden für die Unterstützung bei der Ausreise der Schweizer Staatsangehörigen aus Wuhan. Die Ausreise aus China war von der Schweiz und Frankreich in enger Zusammenarbeit vorbereitet worden.

31.01.2020 – Ore 14.30

Il DFAE si impegna con successo: i cittadini svizzeri possono lasciare la provincia di Hubei

Gli sforzi del DFAE per organizzare la partenza dei cittadini svizzeri dalla provincia cinese di Hubei stanno dando i loro frutti: i cittadini svizzeri che desiderano lasciare il Paese possono prendere un aereo per la Francia nel fine settimana. «La Francia è pronta a portare con sé le persone richieste dalla Svizzera», ha dichiarato Hans-Peter Lenz, capo del Centro di gestione delle crisi KMZ del DFAE in occasione della conferenza stampa dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) a Berna. «Spetta ora alle persone interessatedecidere se accettare o meno questa offerta», ha detto Lenz. Il DFAE ha organizzato un pullman per portare i cittadini svizzeri che desiderano lasciare il Paese al consolato francese di Wuhan. I posti liberi possono essere utilizzati anche da cittadini di altri paesi, ha detto il capo del KMZ. Qui la Svizzera potrebbe dare un contributo anche per altri Stati.

Volo probabilmente nel fine settimana

14 cittadini svizzeri avevano chiesto alla rappresentanza svizzera a Pechino il permesso di lasciare il Paese. Dieci di loro stanno ora valutando specificamente di accettare l'offerta di lasciare il paese.

Quando il volo avrà luogo è ancora aperto, ha detto Lenz. Secondo lo stato attuale della pianificazione, l'aereo probabilmente decollerà per la Francia durante la notte da sabato a domenica.

Dopo l'arrivo, i passeggeri saranno tenuti in quarantena per 14 giorni, probabilmente nel sud della Francia. «I cittadini svizzeri che desiderano accettare l'offerta di lasciare il Paese hanno preso atto del fatto che questa quarantena è in atto», ha detto il capo del KMZ.

Circa 4000 cittadini svizzeri registrati in Cina

Il Registro degli Svizzeri all'estero elenca attualmente 4112 cittadini svizzeri e i loro familiari, alcuni dei quali sono stranieri, in Cina. Il numero di gran lunga maggiore è registrato a Hong Kong, che finora è stata molto meno colpita dal coronavirus.

Nella provincia di Hubei vivono dieci cittadini svizzeri. La metà di loro non era nel paese il 23 gennaio quando Wuhan è stato messo in quarantena. Il DFAE era stato contattato anche da cittadini svizzeri che soggiornavano temporaneamente nella provincia di Hubei.

31.1.2020 – Ore 14.00

Conferenza stampa, 31 gennaio 2020, ore 14.00

  • Pascal Strupler, Direttore dell'UFSP
  • Daniel Koch, capo della divisione Malattie trasmissibili dell'UFSP
  • Virginie Masserey, divisione Malattie trasmissibili, UFSP
  • Hans-Peter Lenz, responsabile del Centro di gestione delle crisi DFAE

29.1.2020 – Ore 18.00

Stiamo valutando varie possibilità per permettere ai cittadini svizzeri di partire
Hans-Peter Lenz, capo del Centro di gestione delle crisi DFAE
Hans-Peter Lenz, capo del Centro di gestione delle crisi del DFAE
Hans-Peter Lenz, capo del Centro di gestione delle crisi del DFAE © DFAE

Hans-Peter Lenz, capo del Centro di gestione delle crisi (KMZ) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) a Berna, spiega quali sono le misure che possono essere adottate per permettere alle cittadine e ai cittadini svizzeri che lo desiderano di lasciare la regione della città di Wuhan.

Quali sono le direttive e le considerazioni prioritarie per il DFAE (e nello specifico per il KMZ) quando valuta le opzioni per permettere ai cittadini svizzeri di partire?

Quando gli eventi interessano solo un numero relativamente esiguo di cittadine e cittadini svizzeri, valutiamo in primis le possibilità di collaborazione con Paesi partner che, in ragione del numero maggiore dei loro cittadini coinvolti, devono e possono impiegare più risorse. In queste circostanze la Svizzera deve tener conto del fatto che le capacità di questi Paesi partner non sono illimitate e che l’attuazione concreta – per esempio a livello di logistica – è complessa per tutte le parti coinvolte. Inoltre occorre rispettare direttive e istruzioni delle autorità locali che non possono essere ignorate dai Paesi che organizzano partenze.

Occorre tenere conto di due punti ulteriori: da un lato, per il DFAE è ovvio offrire sostegno a cittadine e cittadini svizzeri all’estero in situazioni di crisi, nel limite delle sue possibilità, come indicato nella legge sugli Svizzeri all’estero. Secondo questa legge, le cittadine e i cittadini svizzeri non possono però rivendicare alcun diritto a una partenza organizzata per lasciare una regione di crisi. Dall’altro lato, una partenza organizzata è sempre su base volontaria e comporta vari costi e vincoli per chi ne vuole usufruire. Per i cittadini che si avvalgono di una possibilità di partire organizzata da un Paese partner, uno di questi vincoli potrebbe essere il fatto di dover rispettare le istruzioni e le condizioni imposte da tale Stato, per esempio per quanto riguarda le norme di quarantena.

A chi possono rivolgersi le cittadine e i cittadini svizzeri per ricevere informazioni dal DFAE in merito alla loro situazione?

Le cittadine e i cittadini svizzeri in transito o residenti in Cina possono rivolgersi in qualsiasi momento all’Ambasciata di Svizzera a Pechino, a uno dei consolati generali oppure contattare la Helpline del DFAE.

Perché la situazione a Wuhan è particolare?

La situazione a Wuhan è eccezionale perché le autorità hanno messo in quarantena una metropoli di 11 milioni di abitanti. Le persone che vi soggiornano, siano esse cittadini cinesi o stranieri, vi sono bloccate e non possono lasciare la città fino a nuovo avviso.

In che modo il DFAE assicura i contatti con le autorità cinesi e i Paesi partner?

Tramite l’Ambasciata di Svizzera a Pechino, il DFAE è in contatto regolare con le cittadine e i cittadini svizzeri annunciati che si trovano attualmente in aree di quarantena. Tra questi vi sono anche persone a Wuhan che si sentono sempre più insicure e desiderano lasciare dal Paese.

Le partenze organizzate per cittadine e cittadini stranieri avvengono in collaborazione e in coordinamento con le autorità cinesi, che fanno tutto il possibile per arginare la diffusione del coronavirus e applicano quindi vincoli molto severi che si ripercuotono anche sulla partenza di stranieri, a volte ritardandola. L’Ambasciata di Svizzera a Pechino segue attentamente la gestione della crisi da parte delle autorità locali e collabora con i Paesi partner per permettere alle persone di lasciare la Cina il prima possibile.

Visto che il numero di cittadine e cittadini svizzeri che desiderano lasciare Wuhan e la zona colpita è relativamente esiguo, la Svizzera collabora con Paesi partner che contano un numero maggiore di loro cittadini nelle regioni interessate, e pertanto devono e possono impiegare più risorse. Sia l’Ambasciata di Svizzera a Pechino sia la Centrale a Berna sono in contatto con rappresentanti dei Paesi partner per concretizzare un’eventuale partenza organizzata di cittadine e cittadini svizzeri.

 

 

29.1.2020 – Ore 14.30

Finora nessun cittadino svizzero interessato

Dalle prime manifestazioni del nuovo coronavirus, le autorità hanno confermato varie migliaia di contagi comprovate dalle prove di laboratorio. Oltre 100 pazienti sono deceduti. Nel frattempo il virus è comparso anche in altri Paesi.

La sua diffusione crea insicurezza anche tra la popolazione svizzera. Al momento il DFAE non dispone di alcuna informazione relativa a cittadine o cittadini svizzeri colpiti dal coronavirus in Cina. Il DFAE raccomanda ai cittadini e alle cittadine svizzeri in viaggio o residenti in Cina di consultare siti Internet specializzati o contattare le autorità locali per reperire informazioni sul coronavirus e di rivolgersi al proprio medico di famiglia o a un istituto di medicina di viaggio per una consulenza.

L’UFSP dispone delle competenze mediche necessarie e pubblica periodicamente informazioni aggiornate sul nuovo coronavirus a questo link.

Il DFAE segue da vicino l’evolversi della situazione

Anche il DFAE segue attentamente ciò che sta succedendo in Cina ed è in costante contatto con le proprie rappresentanze all’estero. L’Ambasciata di Svizzera a Pechino, dal canto suo, rimane in collegamento con le cittadine e i cittadini svizzeri che si trovano attualmente nelle regioni messe in quarantena.

Tra questi vi sono persone che desiderano lasciare il Paese. Il DFAE sta esaminando le possibilità di farle partire e, tramite la propria Ambasciata a Pechino, è in contatto con le autorità cinesi e con altri Paesi che hanno anch’essi cittadini in quelle regioni. Il DFAE scambia continuamente informazioni con i Paesi partner per vagliare le modalità di un’eventuale partenza di cittadine e cittadini svizzeri.

Secondo quanto previsto dalla legge sugli Svizzeri all’estero (LSEst), in situazioni di crisi il DFAE fornisce tutta l’assistenza possibile agli Svizzeri e alle Svizzere all’estero. I cittadini e le cittadine svizzeri non hanno tuttavia diritto a una partenza organizzata dalla regione di crisi. Ove possibile e opportuno, le partenze organizzate sono effettuate in collaborazione con Stati terzi e/o organizzazioni internazionali.

Consigli di viaggio del DFAE e protezione consolare

I Consigli di viaggio del DFAE forniscono un’analisi della situazione della sicurezza con particolare attenzione alla politica e alla criminalità, ne illustrano i possibili rischi e consigliano alcune misure precauzionali.

Per informazioni sulla diffusione di malattie e sulle possibili misure di protezione occorre invece rivolgersi al personale medico e ai centri di vaccinazione.

Il DFAE può sostenere gli Svizzeri e le Svizzere in situazioni di emergenza nell’ambito della protezione consolare secondo l’ordinanza sugli Svizzeri all’estero (OSEst).

In caso di malattia fornisce per esempio i contatti di servizi di emergenza, ospedali o medici.

Consigli di viaggio del DFAE

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