Nuove sfide di politica di sicurezza

Dalla fine della guerra fredda all’inizio degli anni 1990, la situazione a livello di politica di sicurezza ha vissuto profondi cambiamenti: la minaccia sotto forma di conflitti fra Stati ha lasciato il posto a nuovi rischi e minacce di natura non militare. e transnazionale, coinvolgendo ossia più Paesi e regioni contemporaneamente. Questo fenomeno è accentuato dalla globalizzazione.

Le guerre fra Stati che si affrontano dispiegando forze belliche convenzionali hanno perso importanza. Il pericolo per la sicurezza internazionale proviene oggi dalle cosiddette minacce transnazionali, come il terrorismo o la criminalità organizzata. Tali minacce non sono nuove, ma negli ultimi venticinque anni si sono evolute e intensificate. Benché vengano ancora combattute guerre convenzionali fra Stati, come ad esempio in Georgia nel 2008, il pericolo principale per la sicurezza internazionale è costituito da gruppi terroristici e criminali che dispongono di strutture ramificate e interconnesse. Per contrastare queste minacce occorrono un approccio flessibile e una collaborazione internazionale.

Cyber-sicurezza

L’impiego illegale di tecnologie digitali è una grande sfida del XXI secolo. Il cyberspazio diviene sempre più terreno di abusi a scopi criminali, spionistici o di natura politica,. Queste operazioni possono destabilizzare un Paese, per esempio attraverso attacchi tramite la rete digitale contro infrastrutture sensibili come l’approvvigionamento di corrente o la telecomunicazione.

Cyber-sicurezza

Terrorismo

Il terrorismo è un pericolo per la società libera e pluralista e per i diritti del singolo individuo. La Svizzera partecipa attivamente agli sforzi nazionali e internazionali volti a combattere questa minaccia e a preservare il diritto internazionale.

Lotta al terrorismo

Traffico di armamenti e proliferazione di armi di distruzione di massa

Eventi come il collasso dell’Unione Sovietica nel 1990 o, più recentemente, le primavere arabe, hanno messo in circolazione una gran quantità di armi convenzionali finite poi illegalmente in zone di conflitto, come il Medio Oriente, il Nord Africa e la regione del Sahel. Gruppi terroristici e criminali sono coinvolti nella compra-vendita illegale di armi e tentando inoltre di accedere a quelle di distruzione di massa.

Disarmo e non proliferazione

Economia e globalizzazione

Una ripartizione diseguale del benessere può essere all’origine di estremismo e violenza. La Banca mondiale prevede che in futuro la popolazione mondiale sarà ancora più benestante e interconnessa. Resta da verificare in che misura potranno beneficiarne i Paesi in via di sviluppo, ma è probabile che la differenza tra ricchi e poveri si accentuerà. Ciò favorisce la formazione di gruppi estremisti che con il tempo si presume avranno una sempre maggiore influenza in seno agli Stati in questione.

Banca mondiale

Demografia e migrazione

Secondo le stime dell’ONU, entro il 2025 la popolazione mondiale crescerà di un altro miliardo di persone, raggiungendo circa gli otto miliardi. L’ONU prevede che questo incremento concernerà al 95 per cento le città asiatiche, africane,, mediorientali e latinoamericane. È lecito aspettarsi un moto migratorio causato dalla mancanza di prospettive. Al contempo, una contrazione del tasso di natalità determinerà un calo della popolazione nei Paesi industrializzati, il che per motivi economici renderà necessaria l’immigrazione. I movimenti migratori potranno comportare tensioni e conflitti di natura sociale, culturale, identitaria e confessionale. 

ONU: migrazione internazionale (inglese)

Ecologia

L’aumento del benessere mette a repentaglio la tutela delle basi naturali della vita. I rifiuti, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, la deviazione di corsi d’acqua, lo sfruttamento eccessivo della terra e il depauperamento delle risorse ittiche possono portare successi economici a corto termine, ma provocano la distruzione delle basi biologiche dell’essere umano.

Energia

La crescente dipendenza del mondo industrializzato dalle fonti di energia fossili come il petrolio e il gas naturale rappresenta un ulteriore rischio per la sicurezza globale. Secondo le stime dell’Agenzia internazionale dell’energia, nei prossimi dieci anni il fabbisogno di petrolio raddoppierà. I mutamenti sui mercati internazionali dell’energia, determinati per esempio dal ricorso a metodi di estrazione non convenzionali come la fratturazione idraulica(una tecnica che prevede la trivellazione del terreno e l’iniezione di un getto di acqua mista a prodotti chimici), potranno determinare nuove sfide a livello di politica di sicurezza.

Nuove tecnologie

La nanotecnologia, la tecnologia genetica, la possibilità di influenzare la meteo mediante nuove tecnologie (la cosiddetta geoingegneria) nonché il costante aumento e la modernizzazione di sistemi bellici automatici come i droni offrono nuove opportunità, ma comportano anche nuove sfide e sollevano questioni etiche e di diritto internazionale.