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Pace, elezioni e democrazia

L’approccio tematico «Pace, elezioni e democrazia» della Divisione Pace e diritti umani (DPDU) mira a prevenire e attenuare le violenze e i conflitti attraverso il rafforzamento dei processi democratici (elettorali, costituzionali e parlamentari) come meccanismi di ripartizione pacifica e legittima del potere. La peculiarità di questo approccio è di combinare strumenti della politica di pace (facilitazione del dialogo, diplomazia preventiva e mediazione) con le competenze tecniche (know-how legale e giuridico, sostegno ai partiti politici, ricorso a esperti nei processi democratici) per promuovere la sicurezza umana.

I capi dei partiti politici del Myanmar firmano nel giugno 2015 un codice di condotta volontario come segno del loro contributo a una campagna elettorale equa nel Paese.
I capi dei partiti politici del Myanmar firmano nel giugno 2015 un codice di condotta volontario come segno del loro contributo a una campagna elettorale equa nel Paese. (© DFAE)

Concretamente, negli Stati che hanno intrapreso riforme per uscire da un regime autoritario o da un conflitto armato, le esperte e gli esperti della DPDU assistono – su richiesta dei medesimi – i vari partiti e altri protagonisti coinvolti nell’organizzazione di elezioni o in riforme costituzionali e parlamentari, monitorando le elezioni e apportando il loro contributo ai parlamenti. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), i cui progetti prevedono un orizzonte temporale più lungo, sostiene e completa il lavoro svolto dalla DPDU. La lunga esperienza e competenza in materia di buoni uffici e democrazia della Svizzera fanno sì che essa sia conosciuta nel mondo intero come partner affidabile che fornisce il proprio know-how con neutralità.

Elections to Peace

In collaborazione con il Graduate Institute of International and Development Studies e con swisspeace, nel 2018 la Svizzera ha organizzato a Ginevra il ritiro «Senior Level Exchange Elections to Peace – E2P» incentrato sul rapporto tra le elezioni e la promozione della pace. Questo incontro ha riunito partecipanti nazionali e internazionali provenienti dal Mozambico, dalla Nigeria, dal Kosovo, dalla Georgia e dallo Zimbabwe, e ha permesso un ricco scambio di punti di vista tra esponenti del mondo diplomatico, politico e universitario ed esperti nel campo della promozione della pace, della mediazione e dell’assistenza elettorale. 

Elections to Peace – Publication related to the «Senior-Level Exchange Elections to Peace – E2P» (PDF, 56 Pagine, 1.3 MB, Inglese)

Iniziative

Georgia

In seguito a una domanda della Commissione elettorale georgiana, la Svizzera ha sostenuto i negoziati per definire principi etici per i candidati alle elezioni presidenziali del 2018. Il lavoro della Svizzera ha permesso non solo di svolgere la campagna elettorale in un clima disteso e di prevenire un inasprimento delle tensioni durante il processo, ma anche di informare in modo più adeguato i candidati e il pubblico sugli standard democratici, in particolare attraverso la presentazione pubblica dei principi etici diffusa in modo positivo dai principali media nazionali.

Presentazione dei «Principi etici» per i candidati che parteciperanno alle elezioni presidenziali del 28 ottobre 2018 (en)

Nel 2020 la Svizzera ha sostenuto la Commissione elettorale per facilitare i negoziati su un codice di condotta che promuove una campagna elettorale rispettosa, trasparente e pacifica per le elezioni parlamentari. Il lavoro della Svizzera ha portato a un codice di condotta firmato per la prima volta da tutti i principali partiti politici.

Su mandato della Svizzera, il Georgian Institute of Politics 2021 ha presentato nel 2021 i risultati dell'attuazione del codice di condotta e le raccomandazioni ai diversi attori per le elezioni future. Quest’impegno ha notevolmente contribuito a porre la questione della condotta etica dei partiti politici nell'agenda pubblica.

Con il sostegno della Svizzera: i partiti politici georgiani firmano un codice di condotta per elezioni pacifiche, Comunicato stampa, 14.09.2020

Rapporto del Georgian Institute of Politics 2021 sull'attuazione del codice di condotta da parte dei partiti politici in Georgia (en)

Myanmar

Nel 2015, in occasione delle prime elezioni parlamentari libere nel Myanmar, la Svizzera ha facilitato le negoziazioni che hanno portato all’adozione di un codice di condotta volontario in grado di garantire una campagna elettorale pacifica. Il codice, una vera e propria pietra miliare, ha fissato i diritti e le regole di base che mirano, per esempio, a impedire il ricorso all’incitamento all’odio e alla strumentalizzazione della religione. In concreto, la Svizzera ha fornito esempi di altri Paesi e ha sostenuto sia l’elaborazione che l’attuazione del codice. 

Dopo decenni di dittatura militare segnati da repressione delle libertà e da conflitti armati con le minoranze etniche, l’accordo trovato su questo codice di condotta ha consolidato sia la fiducia tra i partiti sia la cultura del compromesso democratico.

Comunicato stampa sulla ratifica di un codice di condotta in Myanmar nel 2015

Su richiesta dei partiti politici e della commissione elettorale, la Svizzera ha facilitato la revisione del codice di condotta per le elezioni parlamentari del 2020. Il codice è stato firmato dalla maggioranza dei 93 partiti politici e contiene impegni innovativi per quanto riguarda la campagna elettorale e i discorsi d'odio sui social network.

La Svizzera ha inoltre facilitato le riunioni del meccanismo interpartitico sull'attuazione del codice e ha stabilito un canale diretto tra Facebook e le parti firmatarie per trattare i reclami relativi al codice. Le iniziative della società civile sono state sostenute anche dalla Svizzera per prevenire minacce digitali e blackout di internet durante le elezioni.

Comunicato stampa sulla firma del codice di condotta rivisto del 2020 (fr)

Nigeria

Durante le ultime due elezioni presidenziali in Nigeria la Svizzera si è adoperata per prevenire le violenze. 

Nel 2015 il nostro Paese ha appoggiato un’iniziativa sull’integrità elettorale promossa dalla Fondazione Kofi Annan (KAF). Parallelamente, in collaborazione con il Centro per il dialogo umanitario (HD), si è mobilitato per la costituzione di un comitato nazionale per la pace (National Peace Committee, NPC) formato da rappresentanti dello Stato, leader tradizionali e membri della società civile con l’obiettivo di garantire lo svolgimento pacifico delle elezioni. 

In occasione delle elezioni presidenziali del 2019 la Svizzera ha ribadito il proprio sostegno all’NPC. Questo organo è riuscito a convincere i principali candidati a firmare l’accordo di pace di Abuja, con il quale hanno riaffermato la loro volontà di favorire un clima pacifico in vista dello scrutinio presidenziale e durante il periodo post-elettorale.

La Svizzera si è adoperata per prevenire atti di violenza alla vigilia delle elezioni presidenziali in Nigeria, Comunicato stampa, 13.02.2019

Articolo e video della RTS dedicati alle elezioni in Nigeria nel 2019 (fr)

Tunisia

Dal 2011 la Svizzera ha seguito i lavori di elaborazione di una nuova Costituzione e i processi elettorali in Tunisia, offrendo il proprio sostegno alla costruzione di una nuova democrazia. Concretamente, la Divisione Pace e diritti umani (DPDU) ha messo a disposizione del Paese africano un esperto svizzero di diritto costituzionale che parla l’arabo, e questi ha aiutato i parlamentari a ricercare compromessi affinché la nuova Costituzione tunisina potesse contare sul sostegno della maggioranza in Parlamento. Questa collaborazione ha visto i suoi frutti il 27 gennaio 2014, giorno in cui la nuova Costituzione è entrata in vigore. In seguito la Svizzera ha continuato a offrire il proprio sostegno, per esempio organizzando, nel 2016, un viaggio di studi di alto livello destinato a membri dell’Assemblea dei rappresentanti del Popolo di Tunisia che ha permesso loro di approfondire le conoscenze dei processi parlamentari. 

Alla vigilia delle elezioni del 2011 e del 2014, la DPDU ha cooperato con l’ONG Democracy Reporting International alla riforma del sistema elettorale per l’elezione dell’Assemblea nazionale costituente, contribuendo alla stesura di uno studio sulle sfide e le possibili ripercussioni del cambiamento di sistema. Un giudice federale ha inoltre partecipato a un seminario di alto livello sulle procedure in materia di contenziosi elettorali organizzato dalla DPDU, dalla Fondazione internazionale per i sistemi elettorali e dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa. 

E Nel 2014, insieme al Centro per il dialogo umanitario (HD) di Ginevra e a un gruppo di esperti elettorali svizzeri e tunisini, la Svizzera ha fornito un sostegno finanziario e tematico al dialogo tra i partiti politici in vista dell’adozione di un codice d’onore per evitare l’esplosione di violenze durante le elezioni parlamentari.

Nel quadro delle elezioni presidenziali e parlamentari del 2019, la DPDU ha promosso un progetto del Carter Center volto a mitigare i rischi legati alle minacce digitali e a incoraggiare i giovani e le donne a votare. Infine, la DPDU ha dato il proprio appoggio all’organizzazione Munathara Initiative, che ha organizzato i primi dibattiti elettorali trasmessi in televisione in Tunisia e nel mondo arabo.  

HD - Codice d’onore tunisino (en, fr)

Tunisia: sostegno alla trasformazione democratica (Democrazia senza frontiere)

Comunicato stampa relativo al viaggio di studi in Svizzera da parte di una delegazione del Parlamento tunisino nel 2016

Zimbabwe

Nel quadro delle prime elezioni dell’era post-Mugabe, e su richiesta dei partiti politici e delle istituzioni nazionali coinvolte, è dal 2017 che la Svizzera offre il proprio appoggio e mette a disposizione le proprie competenze tecniche durante i negoziati che hanno portato alla ratifica di un codice di condotta per i partiti politici.

Questo codice è stato inserito nella legge elettorale e mira a prevenire le violenze preelettorali e a risolvere pacificamente le controversie. Gli osservatori internazionali lo hanno accolto con favore, considerandolo un contributo fondamentale per creare un clima preelettorale pacifico, sebbene rimangano molte sfide da risolvere. 

Comunicato stampa sulle elezioni in Zimbabwe nel 2018


Ultima modifica 20.04.2022

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