Dipartimento federale degli affari esteri DFAE

Responsabilità all'interno dell'azienda, accordo con il mondo esterno

In un'intervista con "Teleticino", il consigliere federale Cassis ha elogiato il senso di responsabilità delle persone in Svizzera. La prudenza è importante anche quando si tratta di aprire le frontiere: ogni passo deve essere coordinato con i Paesi vicini, ha detto il capo del DFAE. Dopo tutto, il COVID-19 ha anche dimostrato che la Svizzera dispone di strumenti flessibili per reagire alla crisi. Se necessario, può anche chiudere le frontiere.

22.05.2020
Un’immagine del Consigliere federale Cassis.

Il consigliere federale Cassis, esprimendosi su “Teleticino", ha elogiato il senso di responsabilità dei cittadini, ancora necessario per sconfiggere il virus. © DFAE

Il COVID-19 ha dimostrato che la Svizzera può chiudere le frontiere anche essendo membro di Schengen e con la libera circolazione delle persone. "Gli strumenti per rispondere alla crisi sono abbastanza flessibili", ha dichiarato il consigliere federale Ignazio Cassis in un'intervista all'emittente televisiva "Teleticino". La riapertura delle frontiere va coordinata. "Ci vuole concertazione", ha detto il capo del Dipartimento federale degli esteri. “L'apertura di un confine non riguarda mai un solo Stato, ma sempre due”, ha aggiunto.

Secondo il consigliere federale Cassis, il contatto con gli altri Stati, in particolare con i vicini della Svizzera, è stato il primo compito del DFAE subito dopo lo scoppio della crisi. Questo non solo ha permesso di coordinare meglio il lavoro, ma è servito anche a risolvere i problemi - ad esempio quello delle merci destinate alla Svizzera che venivano bloccate alla dogana. I contatti diretti sono stati importanti anche nella preparazione dei voli di ritorno per ottenere i permessi di atterraggio necessari. In diversi casi, il consigliere federale Cassis ha parlato direttamente con i colleghi, ministri degli esteri, per rendere possibili i voli di ritorno. Ora il DFAE si concentra sui contatti con gli svizzeri che non potevano o non volevano tornare in patria e con gli svizzeri dell'estero. Il consigliere federale Cassis ha ricordato che gli svizzeri effettuano circa 16 milioni di viaggi all'estero, con almeno un pernottamento, ogni anno.

Lui non andrà all'estero per le vacanze estive. "Dato che praticamente vivo a Berna, per me è sacrosanto trascorrere l'estate, le vacanze, a casa, in Ticino!”, ha dichiarato il consigliere federale Cassis.

Dal comportamento di ogni singolo individuo dipenderà il modo in cui la pandemia evolverà. "Abbiamo visto cittadini molto responsabili per due mesi e mezzo e continuiamo a credere che lo saranno anche in futuro", ha aggiunto Ignazio Cassis, sottolineando che in questo modo vinceremo contro il virus."

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